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29 gennaio 2010
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Mani in alto , bitte !
di staff

"La storia che racconto è la storia della mia vita, o meglio di alcuni anni della mia vita e di alcuni avvenimenti di cui sono stato testimone. Anni duri, di silenzioso dolore da un lato e di roboante arroganza dall'altro. Anni che pensavo fossero passati definitivamente ma che a volte rintraccio nelle parole troppo urlate dei giornali, nella rabbia infinita di chi continua a subire ingiustizie, nell'iniquità di uno Stato che invece di valorizzare le sue risorse le distrugge, che invece di proteggere i suoi cittadini e i loro diritti li calpesta, che macina errori enormi, che distrattamente dimentica i suoi morti, che sventola bandiere di un solo qualunque colore..."

Bisogna essere grati ad Enrico Loewenthal per questo libro. Non perché manchino le testimonianze di prima mano della Guerra di Liberazione, ma perché da questo memoriale della sua esperienza partigiana - intriso di senso di giustizia e passione civile - ci giunge un monito preciso, un richiamo al presente che non possiamo ignorare. Ciò che ha spinto quest'uomo, superata la soglia degli ottant'anni, a restituirci il ricordo del suo dolore, del suo impegno e delle sue battaglie, è un'urgenza attualissima e preziosa.

Trasmettere a chi non ha vissuto gli anni terribili della dittatura, della guerra e dell'occupazione tedesca il senso e il valore dell'essere italiani, in un momento della nostra storia in cui questo senso e valore paiono smarriti, offuscati, erosi dalla dimenticanza, dalla malafede, da un revisionismo interessato e pernicioso che vorrebbe sminuire o cancellare il sacrificio e la sofferenza di tutti quegli italiani che, negli anni più bui del nostro Novecento, consacrarono la propria vita all'ideale di una patria libera e unita, di un'Italia democratica e antifascista.

Enrico Loewenthal Nasce a Torino nel marzo 1926 da Eduard e Ida Falco. Frequenta la scuola elementare tedesca fino al 1934, poi il ginnasio D'Azeglio fino al 1938. Allontanatosi dalla città a seguito delle leggi razziali, diventa partigiano prima nella 11° Brigata Garibaldi, poi nella Colonna GL-Renzo Giua in Val di Lanzo, per passare infine in Val d'Aosta con le formazioni autonome in qualità di comandante delle Valli del Gran San Bernardo. Nel dopoguerra diventa imprenditore.

Mani in alto, bitte
Memorie di Ico, partigiano, ebreo
Ed. ZONA 2010
Pagg. 206, euro 17,00


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