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Dimenticati
i profughi ostaggi nel Sinai
riceviamo
e pubblichiamo
Ore 11.00 Mi giunge la notizia di un ragazzo di 16 anni che
soffre di epilessia, cade 4 - 5 volte al giorno, con le catene
tra le mani e ai piedi, i compagni di detenzione preoccupati
di questo ragazzino che doppiamente sofferente per le condizioni
di detenzione, maltrattamenti e anche il fatto che soffre
di epilessia in quella situazione di segregati in 40 persone
ammassati dentro un container, dove si fatica a respirare
per una persona sana figuriamoci per chi sta male. I compagni
di questa sventura tutti soffrono per questo ragazzino, mi
chiedono fate qualcosa per lui.
L'Europa e l'Italia che discutono di emergenza sbarchi, non
hanno intenzione di tentare di liberare, di restituire la
dignità a queste persone. E'
calato un silenzio surreale su questo dramma dei profughi
eritrei ostaggi nel Sinai, ormai sono tre mesi il nostro primo
appello risale al 24 novembre 2010, il Papa ha fatto due mesi
fa il 05 dicembre 2010, anche l'intervento del parlamento
europeo 12 dicembre 2010, lo stesso la lettera dei parlamentari
Italiani al Ministro Frattini tutto passato nel 2010.
Oggi
14 febbraio 2011 siamo ancora al punto di partenza, nulla
di fatto, nulla di concreto, nulla di risolutivo per questi
profughi, solo chi ha pagato riuscito a riscattare la sua
libertà e dignità di persona umana. In questo gruppo di 40
persone con cui sono entrato in contatto sta mane, ci sono
12 donne di cui una al 4 mesi di gravidanza, e questo ragazzino
di 16 anni sofferente di epilessia oltre che dei trattamenti
disumani dai predoni. Anche l'indifferenza della comunità
internazione che mortifica i diritti umani e la dignità di
questi profughi, che si sono rivolti ad essa fiduciosi del
aiuto che speravano di ricevere dall'Europa che non è mai
arrivato.
Una
sorte crudele toccata a questi profughi, ignorati dal mondo,
sfruttati dai sensali di carne umana, spesso con la complicità
di polizie guardie di frontiera che sono nei libri paga dei
trafficanti. Non sappiamo più a chi appellarci ormai, tutti
fanno sordi e muti, sembra che nel mondo non ce più nessuno
che ha la responsabilità di chiedere il rispetto delle leggi
internazionali, nessuno possa intervenire per farle rispettare
queste leggi di civiltà.
Assurdo sapere che a due passi da contingente ONU ci sono
statti per settimane un gruppo di 54 profughi tenuti in ostaggio
senza che i militari ONU alzino gli occhi per vedere intorno
cosa stava succedendo sotto il loro naso. Ci dicono che il
confine tra Egitto ed Israele è sorvegliato, ogni 500 m ci
sono soldati, ma è peggio di un cola brodo dove passa di tutto,
l'unico problema è le faide tra le diverse fazioni di trafficanti
che si contendono il mercato di schiavi e di altre cose, i
militari si schierano con il miglior offerente di tangenti.
Tutto questo non preoccupa minimamente le cancellerie occidentali,
forse perché pensano non è messa in discussione la nostra
sicurezza, la fortezza Europa, non ritengono opportuno spendersi
per difendere i diritti e la dignità di centinaia di profughi,
questo un errore di prospettiva e di visione politica.
Chiediamo che l'Europa trovi la forza e la volontà per chiedere
e contribuire alla lotta contro la tratta di esseri umani,
ottenendo la liberazione di tutti gli ostaggi nel deserto
del Sinai.
don
Mussie Zerai
Agenzia Habeshia
 
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