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Libertà
di culto diritto universale
da
Claudio Giusti*
Riportiamo
la lettera aperta inviata dal dott. Claudio Giusti, membro
del Comitato scientifico dell'Osservatorio, ad un giornale
del forlivese in materia di libertà di culto:
Carissimi
Amici,
Mi
occupo di diritti umani da quasi quarant’anni e sono allibito
leggendo che "I castellani non vogliono la moschea e ce lo
stanno dimostrando" (faenzanotizie).
Carissimi, la libertà di religione e di culto, come quella
di pensiero e di espressione, non dipendono dalla benevolenza
della popolazione, ma sono diritti umani universali garantiti
dalla Dichiarazione del 1948 (Articoli 18, 19 e 20) e da innumerevoli
patti, trattati, convenzioni e dichiarazioni. Diritti che
sono alla base di ogni civile convivenza e che non possono
dipendere da convenienze elettorali o dal volere di improbabili
maggioranze.
Vi
ricordo che la nostra Costituzione, come quella europea, li
garantisce e che il nostro Paese ha anche l’obbligo di rispettare
il Trattato di Pace del 1947 con cui ci siamo impegnati a
prendere: "tutte le misure necessarie per assicurare a
tutte le persone che siano sotto la sua giurisdizione, senza
distinzione di razza, sesso, lingua o religione, il godimento
dei diritti umani e delle libertà fondamentali, inclusa la
libertà di espressione, di stampa e pubblicazione, di pratiche
religiose (culto), di opinioni politiche e di assemblea pubblica."
(Articolo 15, Sezione 1, Parte II)
Noto infine che fra i commentatori vi è chi parla di reciprocità.
Sfido chiunque a trovare un qualsiasi atto internazionale
in cui vi sia un riferimento alla reciprocità nel rispetto
dei diritti umani.
 
L'Osservatorio
su laicità e libertà di culto
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