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29 dicembre 2011
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Stampa internazionale difende giornalisti condannati in Etiopia
di Mauro W. Giannini

Mentre giornalisti di tutto il mondo si uniscono nell'indignazione per la condanna al carcere, pensano al ricorso in appello i difensori dei due giornalisti svedesi, Martin Schibbye e Johan Persson, che un tribunale etiope ha punito con 11 anni di carcere con accuse di fiancheggiamento del terrorismo e di essere entrati in Etiopia illegalmente.

I due collaboratori dell'agenzia svedese Kontinent erano stati arrestati il primo luglio insieme a militanti di un gruppo indipendentista etiope, il Fronte di Liberazione Nazionale di Ogaden (Flno), all'esito di uno scontro con l'esercito etiope, e sono stati incriminati dieci giorni fa. Erano entrati in Etiopia illegalmente per investigare sulle violazioni dei diritti umani nella regione chiusa dell'Ogaden. Essi hanno risposto alle accuse affermando che stavano soltanto facendo il loro lavoro di giornalisti.

L'accusa ha richiesto per loro 18 anni, ma la Corte ne ha assegnati 11. I difensori svedesi dei due hanno definito la condanna "brutale", mentre le organizzazioni a tutela dei diritti civili ritengono che in nome della lotta al terrorismo il governo di Addis Abeba metta il silenziatore alla dissidenza ed alla stampa internazionale. Amnesty International ha dichiarato che i due giornalisti sono stati processati per aver fatto un "lavoro legittimo".

Il governo svedese è stato scioccato dalla condanna. "Il nostro punto di partenza è e resta che essi hanno erano nel Paese in missione giornalistica - ha detto il primo ministro svedese Fredrik Reinfeldt dopo la condanna - essi dovrebbero essere liberati prima possibile e potersi ricongiungere con le loro famiglie". Ma per il governo di Addis Abeba, i due cooperavano con organizzazioni terroristiche e sono stati giustamente condannati in base alla legge sul terrorismo con un processo trasparente.

Lise Bergh, segretario generale di Amnesty International Svezia, Jean-Francois Julliard, segretario generale di Reporter senza frontiere, Jesper Bengtsson, presidente di Reporter senza frontiere Svezia ed Arne König, della Federazione europea dei giornalisti, insieme ad altri esponenti della stampa svedese ed internazionale, hanno chiesto alla Commissione UE di chiedere all'Etiopia di modificare immediatalmente la sua legge sul terrorismo riportandola in armonia con il diritto internazionale.

A loro giudizio, l'Europa dovrebbe sollevarsi in difesa del ruolo dei media come cane da guardia della democrazia, tenendo presente che quanto sta accadendo oggi in Etiopia è ben più vasto del caso dei due giornalisti svedesi.


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