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Carcere e processo penale : le reazioni ai provvedimenti del
governo Monti
di
Mauro W. Giannini
Le
misure sul carcere varate dal governo Monti hanno suscitato
reazioni diverse fra gli addetti ai lavori.
L'Organismo
Unitario dell'Avvocatura, riunito a Roma, in occasione degli
Stati Generali della professione forense, ha espresso "una
valutazione positiva rispetto alle dichiarazioni del ministro
di Giustizia, Paola Severino, relative alla necessità di intervenire
sui gravi problemi del nostro sistema carcerario". Netta
contrarietà viene invece espressa rispetto al progetto del
braccialetto elettronico.
L'Unione
Camere Penali Italiane, riservandosi di analizzare meglio
i provvedimenti una volta che i testi di legge saranno diffusi,
esprime dissenso e perplessità ma anche aperture. Per
l'UCPI, infatti, "Le misure adottate dal Governo vanno
nella direzione giusta, ma sono insufficienti e poco coraggiose".
"L'impatto
delle misure varate non risolve affatto le criticità esistenti
e, nell’immediato, potrebbe essere praticamente irrealizzabile
se l’intento finale è quello, dichiarato dal Ministro, di
tenere le convalide presso i commissariati, non essendo pensabile
che giudici ed avvocati svolgano una funzione itinerante in
centinaia di luoghi diversi. - afferma in una nota l'UCPI
- Il circuito delle camere di sicurezza non fornisce garanzie
accettabili. Prima di tutto per come sono organizzate, basti
pensare che in alcuni casi le celle sono senza finestre, e
le condizioni igienico-sanitarie sono pessime, come onestamente
ammette lo stesso ministro. Al contrario, bisognerebbe pensare
a strutture diverse e idonee".
Quanto alla norma che porta da 12 a 18 mesi il periodo finale
di pena che è consentito scontare in detenzione domiciliare,
secondo i penalisti associati "si fa un passo avanti,
ma è insufficiente, anzitutto perché si doveva prevedere un
termine più lungo. Inoltre, se non si incide sulle condizioni
soggettive e oggettive di ciascuno, l'impatto della misura
sarà trascurabile".
In
via henerale, secondo l'UCPI "Appare criticabile il ricorso
allo strumento del decreto legge in tematiche che necessitano
l’approfondimento e la predisposizione di strumenti adeguati,
ad evitare che invece di migliorare le condizioni dei fermati
le si aggravino, quantomeno nell’immediato. Diverso dev’essere,
invece, l’apprezzamento sul metodo del disegno di legge e
sul merito dei principi in esso affermati. L'Ucpi è favorevole
alla depenalizzazione così come alla sospensione del processo
per gli irreperibili, ovviamente con soluzioni per evitare
l'imprescrittibilità; altrettanto favore si esprime per la
messa alla prova anche per il regime ordinario, ma occorre
che le misure siano fruibili da una platea più vasta. Analogamente,
la previsione della condanna alla detenzione domiciliare per
i reati con una pena massima edittale fino a 4 anni deve essere
modificata, in quanto, perché l'impatto sia concreto, si deve
avere il coraggio di includere anche reati puniti con pene
maggiori".
L’Unione delle Camere Penali chiede una interlocuzione diretta
con il Ministro della giustizia, offrendo la massima disponibilità
al confronto e al dialogo e, comunque, apprezzando la sensibilità
dimostrata verso temi sensibili ed importanti della giustizia
penale.
I
primi passi avanti indicati dal governo trovano in via generale
l'approvazione dell'Osservatorio sulla legalità e sui
diritti ONLUS, la cui Commissione Carceri, guidata dal dott.
Antonio Antonuccio, ha appena pubblicato il rapporto
sulle carceri 2011.
Il presidente dell'Osservatorio, Rita Guma, esprime apprezzamento
per il progetto di depenalizzazione dei reati minori, per
il prolungamento delle detenzione domiciliare e per l'ampliamento
delle misure alternative al carcere. Positivo anche il giudizio
sulla distribuzione ai detenuti in ingresso nelle carceri
del regolamento con i loro diritti e doveri in diverse lingue.
L'Osservatorio,
afferma Guma, "Condivide invece la perplessità
dei penalisti per quanto riguarda la detenzione presso i commissariati,
che non appare come un progresso e i cui vantaggi, meramente
deflattivi per le prigioni, sono compensati dai problemi logistici
per magistrati e difensori e dall'inadeguatezza delle strutture
ad una presenza prolungata. Ribadiamo peraltro - continua
Guma - la necessità di prevedere strutture alternative
alla carceri per la detenzione cautelare, dato che non si
può destinare alla prigione chi non sia stato ancora
condannato in un regolare processo".
 
Schema
dei provvedimenti del governo Monti in materia di carcere
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