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Bugie
fiscali a fini elettorali
di
Rodolfo Roselli*
Abbiamo
avuto sovente l'occasione di sentir dire, specialmente in
campagna elettorale, che il candidato al governo non avrebbe
mai messo le mani nelle tasche dei cittadini, cioè che, in
poche parole, non avrebbe aumentato le tasse. La promessa,
riduzione delle tasse, è sempre stato un argomento lucroso,
sia per la destra che per la sinistra, agli effetti elettorali.
Un'affermazione temeraria e costantemente contraddetta dai
fatti e che, nonostante tutto si continua a sostenere, facendo
così fare una meschina figura sia a chi la dice, sia a chi
ci crede.
(...) Qualunque alterazione del sistema economico, se obbedisce
al dogma che il gettito complessivo deve restare immutato,
cioè che non si intende ridurre le spese, comporta come logica
conseguenza che se si toglie da una parte deve aggiungersi
parimenti dall'altra, e quindi risparmio non c'è, ma peggio
avviene se si tolgono benefici economici, perché questi in
qualche modo o devono essere compensati o si deve accettare
una riduzione del livello di vita. Occorre inoltre aggiungere
che quasi tutti i benefici economici esistenti, sono stati,
nel passato, originati dalla necessità di correggere
iniquità ed errori nella tassazione, chiamata correntemente
"perequazione", e non quindi per una generosa e altruistica
elargizione dello Stato, e quindi eliminandoli si confermano
sia iniquità che errori. Sono
cose ovvie da non dirsi, ma qualcuno ancora non le ha capite.
Le
tasche dei cittadini vengono vuotate in molteplici modi, con
nuove tasse, con l'aumento del debito pubblico e dei relativi
interessi annui da pagare, con le tasse locali, con l'aumento
delle tariffe dei servizi, con la revoca di agevolazioni,
esenzioni, finanziamenti, con il ritardo nei pagamenti pubblici
costringendo a fare debiti, con l'inflazione, con le spese
per farsi giustizia,ed altri molteplici trucchi, più o meno
palesi, e magari fatti passare pure per benefici. Non a caso
la pressione fiscale in Italia è la più alta d'Europa e la
qualità dei servizi forniti dallo stato è la più deficiente,
non a caso gli investitori stranieri si guardano bene dall'investire
in un paese costosissimo e inaffidabile, non a caso fuggono
le piccole e grandi aziende e fuggono i nostri migliori cervell,
in paesi dove nessuno si vanta di non mettere le mani nelle
tasche dei cittadini, ma dove, stranamente, da questi paesi
nessuno fugge in Italia.
Ma
quanto sopra detto potrebbe somigliare alle solite maldicenze
nei confronti di chi governa, e magari, per questa ragione,
costui potrebbe passare per il consueto "comunista". Ormai
anche un bimbo che fa i capricci può essere definito da qualcuno
comunista. E allora per non stare nel vago, esaminiamo in
concreto i più recenti "benefici fiscali" che si sono aggiunti
a quelli già esistenti e che mai e poi mai, si dice, mettono
le mani nelle tasche della gente.
E'
stata eliminata la detrazione del 19% per le spese di aggiornamento
degli insegnanti. Quindi l'insegnante queste spese o se le
paga di tasca sua, cioè riduzione dello stipendio, o le abolisce
e quindi la formazione degli alunni sarà meno qualificata,
e per qualificarli le famiglie degli alunni dovranno pagare
di tasca loro quanto necessario. E' stata abolita l'indennità
agli insegnanti per l'accompagnamento delle classi nelle gite
scolastiche, cioè circa 80 euro al giorno, e quindi niente
più gite scolastiche. Naturalmente tutto questo non solo danneggia
la cultura degli studenti e la loro socializzazione, ma danneggia
tutte le strutture turistiche ricettive che da queste iniziative
traevano un certo sostegno.
E'
stata introdotta una tassa di 30 euro più una marca da bollo
di 8 euro per ogni ricorso al giudice di pace. Il giudice
di pace doveva essere uno strumento di giustizia rapido ed
economico specialmente verso i meno abbienti. Ora i meno abbienti
devono pagare. E' stata eliminata la detrazione del 19% per
gli acquisti di abbonamenti ai trasporti pubblici locali,
il che vuol dire semplicemente che il biglietto dei tram e
bus è aumentato.
E'
stato eliminato il credito d'imposta del 10% per incoraggiare
le imprese che fanno ricerca e innovazione, quindi niente
fondi per la ricerca pubblica e niente fondi per quella privata.
Se un impresa vorrà fare ricerca le spese saranno caricate
sui prodotti e i cittadini pagheranno di più. Non vi sarà
restituzione del "fiscal drag" a lavoratori ed imprese. Questa
restituzione era giustificata per compensare l'effetto dell'inflazione,
incremento costi, etc.che aumentava fittiziamente la base
imponibile del cittadino e che quindi, senza guadagnare un
soldo in più, si vedeva aumentare le tasse. Questa restituzione
era chiamata fiscal drag: essendo stata abolita, più i costi
aumenteranno, più le tasse aumenteranno, meno soldi resteranno
nelle tasche della gente.
Sarà
introdotta per ogni famiglia una nuova tassa detta tassa della
tecnologia, di circa 100 euro a famiglia, che deve finanziare
l'acquisto e l'uso delle nuove tecnologie (computers, rete,
cellulari) anche nella pubblica amministrazione. In sostanza
lo sviluppo tecnologico che si è sempre giustificato per ottenere
la riduzione dei costi, diviene invece un pretesto per aumentare
le tasse. Con
il decreto legge 133/2008 fatto da Tremonti per la privatizzazione
dell'acqua, come a suo tempo era stato da me previsto, provocherà
l'aumento delle tariffe dell'acqua. Quindi gli utili ai privati
e gli eventuali investimenti per la manutenzione, saranno
pagati dai cittadini.
Saranno
aumentate le tariffe postali e di conseguenza su tutti i prodotti
al consumo saranno caricati questi costi aggiuntivi, e i cittadini
pagheranno. Saranno aumentati i pedaggi autostradali con il
medesimo effetto sui prodotti di consumo. Ma questi aumenti
evidentemente non bastano, perché saranno istituiti nuovi
pedaggi anche sui raccordi autostradali come Firenze-Siena,
Roma-Fumicino, Salerno -Avellino, sulla tangenziale di Bologna.
Non sarà impossibile in futuro avere pedaggi anche
per entrare a casa dalla nostra strada.
Saranno
aumentati di 3 euro i biglietti aerei per chi parte da Roma
e Milano per qualsiasi destinazione e su qualunque compagnia,
low cost incluse. Una tassa così generalizzata non
solo deprime il turismo e gli affari, ma è un evidente introito
dello Stato e non per le compagnie. Saranno aumentati i costi
dei biglietti dei treni sia regionali che a lunga percorrenza.
In questo modo, specialmente i pendolari, che per risparmiare
si sono adattati ad abitare in periferia, perderanno gran
parte di questo vantaggio, e sarà assottigliata la loro pingue
busta paga.
Sarà
raddoppiata l'IVA sugli abbonamenti alle pay tv - un modo
mascherato per porre un canone di abbonamento obbligatorio
anche sulle televisioni private - e nel contempo è aumentato
anche il canone RAI. La Corte Costituzionale aveva deliberato
che fosse illegale l'imposizione dell'IVA sulla tassa rifiuti,
ma di questa sentenza il governo ovviamente non terrà conto,
perché sarà applicata l'IVA anche su questa tassa, a fronte
di un servizio di smaltimento rifiuti che rotola sempre più
in basso.
Aumenta
la tassa sul tabacco in generale, attenzione sul tabacco,
non sulle sigarette, sia per punire gli acquirenti di sigarette
low cost, ma specialmente per coloro che si fanno le sigarette
da soli. Naturalmente si immagina che questi non siano i più
abbienti. Sono aumentate le tasse sulle compagnie assicurative
che, naturalmente aumenteranno i premi e l'aumento di questa
tasse le pagheranno i cittadini. Sarà aumentata dell'1% l'aliquota
contributiva INPS per i lavoratori a gestione separata, come
professionisti senza previdenza, venditori a domicilio etc.
Tutto questo conferma senza dubbio che la previdenza è diventata
una nuova tassa, che chiede sempre di più e, riducendo le
pensioni, eroga sempre di meno.
E'
stata inventata la tassa di scopo che può essere applicata
dai comuni per favorire investimenti, ma poi immediatamente
usata per aumentare la tassa di soggiorno dei turisti in tutti
gli alberghi. Le assurdità di questa tassa di scopo sono molteplici.
Prima di tutto si ammette che il complesso dei tributi locali
già esistenti e già aumentati, non serve per i necessari investimenti
per migliorare i servizi, che invece obbligatoriamente dovrebbero
essere dati, quindi questi soldi non si sa dove vanno a finire
(però lo scandalo delle assunzioni d'oro al Comune di Roma
forse ci insegna qualche cosa). Inoltre aumentare la tassa
di soggiorno non è un investimento ma un disinvestimento perché,
mentre le altre nazioni per guadagnare di più dal turismo
riducono i costi ai turisti, noi li aumentiamo e naturalmente
non combattiamo in questo modo la concorrenza. Quindi uno
scopo che ottiene è esattamente il contrario.
E' stato concesso alle regioni di aumentare fino al 3% l'addizionale
IRPEF al fine di avviare il decentramento fiscale in senso
federale. Siamo arrivati all'assurdo che prima ancora che
il federalismo esista, per questa ragione già paghiamo subito
più tasse. E' aumentato dal 7-8% al 10 % " l'aggio" per la
riscossione dei tributi concesso alla soc. Riscossione SpA.
Il che significa che lo Stato per incassare le tasse paga
di più gli esattori e scarica il costo aggiuntivo su tutti,
di circa il 2,5% per pagamenti dopo i sessanta giorni. Altre
spese a nostro carico arriveranno dai dissesti territoriali
causati dall'abusivismo edilizio, perché sono state prorogate
le demolizioni già decise, e sono stati prorogati i termini
per regolare l'abusivismo. Senza contare i morti che ne potrebbero
derivare.
Le
amare conclusioni che tutti noi possiamo trarre è che il complesso
dei soldi chiesti in più a tutti i i cittadini, attraverso
quanto sopra elencato (e forse ho dimenticato qualcosa), equivale
circa ad una nuova finanziaria ben nascosta, e a parlare di
finanziaria nascosta è stato proprio il Presidente Giorgio
Napoletano, finanziaria che il governo aveva ripetutamente
negato di voler fare, ma furbescamente ha attuato, vantandosi
poi, con una incredibile faccia tosta, di non aver mai messo
le mani nelle tasche dei cittadini.
Ma
a questa astuzia si aggiunge il fatto che nel contempo il
governo non ha cancellato nessuna delle tasse deliberate dal
precedente governo Prodi e che, in campagna elettorale, erano
state dipinte come lo scandalo del centrosinistra perché era
uso mettere sempre nuove ed ingiuste tasse. Ora queste tasse
sono restate e non sono più ingiuste. Ma i cittadini non hanno
nemmeno percepito nessun beneficio dalle tanto decantate eliminazioni
degli sprechi, conseguenti alla austerità del Ministro Tremonti,
sia negli enti locali, sia nella santità, sia nella scuola
con massicci licenziamenti, e nemmeno nei confronti della
evasione fiscale, che spesso ci viene raccontato che ottenga
incredibili recuperi di miliardi di euro, e infatti sono incredibili
perché poi non si sa se esistono veramente, se arrivano nuovi
soldi in cassa e se arrivano, di conseguenza che fine fanno
e che benefici dovrebbero portare?
Ricordate
lo slogan "pagare tutti per pagare meno ?" Il dubbio è che
la lotta all'evasione fiscale non serva a nulla, o che sia
la solita buffonata. Forse serve solo, così annunciata,
a far fare carriera ai vertici della finanza. Si consuma così
quotidianamente questa tragica commedia, che realmente costringe
i cittadini a tenere le loro mani in tasca, per celare che
hanno i pugni chiusi, e che vorrebbero altrimenti usare sulle
facce di questi lestofanti della politica.
*
intervento su Radio Gamma 5 del 2.03.2011 su Challenger TV
satellitare Sky 922 dal lunedì al venerdì
 
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