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02 marzo 2011
tutti gli speciali

Bugie fiscali a fini elettorali
di Rodolfo Roselli*

Abbiamo avuto sovente l'occasione di sentir dire, specialmente in campagna elettorale, che il candidato al governo non avrebbe mai messo le mani nelle tasche dei cittadini, cioè che, in poche parole, non avrebbe aumentato le tasse. La promessa, riduzione delle tasse, è sempre stato un argomento lucroso, sia per la destra che per la sinistra, agli effetti elettorali. Un'affermazione temeraria e costantemente contraddetta dai fatti e che, nonostante tutto si continua a sostenere, facendo così fare una meschina figura sia a chi la dice, sia a chi ci crede.

(...) Qualunque alterazione del sistema economico, se obbedisce al dogma che il gettito complessivo deve restare immutato, cioè che non si intende ridurre le spese, comporta come logica conseguenza che se si toglie da una parte deve aggiungersi parimenti dall'altra, e quindi risparmio non c'è, ma peggio avviene se si tolgono benefici economici, perché questi in qualche modo o devono essere compensati o si deve accettare una riduzione del livello di vita. Occorre inoltre aggiungere che quasi tutti i benefici economici esistenti, sono stati, nel passato, originati dalla necessità di correggere iniquità ed errori nella tassazione, chiamata correntemente "perequazione", e non quindi per una generosa e altruistica elargizione dello Stato, e quindi eliminandoli si confermano sia iniquità che errori. Sono cose ovvie da non dirsi, ma qualcuno ancora non le ha capite.

Le tasche dei cittadini vengono vuotate in molteplici modi, con nuove tasse, con l'aumento del debito pubblico e dei relativi interessi annui da pagare, con le tasse locali, con l'aumento delle tariffe dei servizi, con la revoca di agevolazioni, esenzioni, finanziamenti, con il ritardo nei pagamenti pubblici costringendo a fare debiti, con l'inflazione, con le spese per farsi giustizia,ed altri molteplici trucchi, più o meno palesi, e magari fatti passare pure per benefici. Non a caso la pressione fiscale in Italia è la più alta d'Europa e la qualità dei servizi forniti dallo stato è la più deficiente, non a caso gli investitori stranieri si guardano bene dall'investire in un paese costosissimo e inaffidabile, non a caso fuggono le piccole e grandi aziende e fuggono i nostri migliori cervell, in paesi dove nessuno si vanta di non mettere le mani nelle tasche dei cittadini, ma dove, stranamente, da questi paesi nessuno fugge in Italia.

Ma quanto sopra detto potrebbe somigliare alle solite maldicenze nei confronti di chi governa, e magari, per questa ragione, costui potrebbe passare per il consueto "comunista". Ormai anche un bimbo che fa i capricci può essere definito da qualcuno comunista. E allora per non stare nel vago, esaminiamo in concreto i più recenti "benefici fiscali" che si sono aggiunti a quelli già esistenti e che mai e poi mai, si dice, mettono le mani nelle tasche della gente.

E' stata eliminata la detrazione del 19% per le spese di aggiornamento degli insegnanti. Quindi l'insegnante queste spese o se le paga di tasca sua, cioè riduzione dello stipendio, o le abolisce e quindi la formazione degli alunni sarà meno qualificata, e per qualificarli le famiglie degli alunni dovranno pagare di tasca loro quanto necessario. E' stata abolita l'indennità agli insegnanti per l'accompagnamento delle classi nelle gite scolastiche, cioè circa 80 euro al giorno, e quindi niente più gite scolastiche. Naturalmente tutto questo non solo danneggia la cultura degli studenti e la loro socializzazione, ma danneggia tutte le strutture turistiche ricettive che da queste iniziative traevano un certo sostegno.

E' stata introdotta una tassa di 30 euro più una marca da bollo di 8 euro per ogni ricorso al giudice di pace. Il giudice di pace doveva essere uno strumento di giustizia rapido ed economico specialmente verso i meno abbienti. Ora i meno abbienti devono pagare. E' stata eliminata la detrazione del 19% per gli acquisti di abbonamenti ai trasporti pubblici locali, il che vuol dire semplicemente che il biglietto dei tram e bus è aumentato.

E' stato eliminato il credito d'imposta del 10% per incoraggiare le imprese che fanno ricerca e innovazione, quindi niente fondi per la ricerca pubblica e niente fondi per quella privata. Se un impresa vorrà fare ricerca le spese saranno caricate sui prodotti e i cittadini pagheranno di più. Non vi sarà restituzione del "fiscal drag" a lavoratori ed imprese. Questa restituzione era giustificata per compensare l'effetto dell'inflazione, incremento costi, etc.che aumentava fittiziamente la base imponibile del cittadino e che quindi, senza guadagnare un soldo in più, si vedeva aumentare le tasse. Questa restituzione era chiamata fiscal drag: essendo stata abolita, più i costi aumenteranno, più le tasse aumenteranno, meno soldi resteranno nelle tasche della gente.

Sarà introdotta per ogni famiglia una nuova tassa detta tassa della tecnologia, di circa 100 euro a famiglia, che deve finanziare l'acquisto e l'uso delle nuove tecnologie (computers, rete, cellulari) anche nella pubblica amministrazione. In sostanza lo sviluppo tecnologico che si è sempre giustificato per ottenere la riduzione dei costi, diviene invece un pretesto per aumentare le tasse. Con il decreto legge 133/2008 fatto da Tremonti per la privatizzazione dell'acqua, come a suo tempo era stato da me previsto, provocherà l'aumento delle tariffe dell'acqua. Quindi gli utili ai privati e gli eventuali investimenti per la manutenzione, saranno pagati dai cittadini.

Saranno aumentate le tariffe postali e di conseguenza su tutti i prodotti al consumo saranno caricati questi costi aggiuntivi, e i cittadini pagheranno. Saranno aumentati i pedaggi autostradali con il medesimo effetto sui prodotti di consumo. Ma questi aumenti evidentemente non bastano, perché saranno istituiti nuovi pedaggi anche sui raccordi autostradali come Firenze-Siena, Roma-Fumicino, Salerno -Avellino, sulla tangenziale di Bologna. Non sarà impossibile in futuro avere pedaggi anche per entrare a casa dalla nostra strada.

Saranno aumentati di 3 euro i biglietti aerei per chi parte da Roma e Milano per qualsiasi destinazione e su qualunque compagnia, low cost incluse. Una tassa così generalizzata non solo deprime il turismo e gli affari, ma è un evidente introito dello Stato e non per le compagnie. Saranno aumentati i costi dei biglietti dei treni sia regionali che a lunga percorrenza. In questo modo, specialmente i pendolari, che per risparmiare si sono adattati ad abitare in periferia, perderanno gran parte di questo vantaggio, e sarà assottigliata la loro pingue busta paga.

Sarà raddoppiata l'IVA sugli abbonamenti alle pay tv - un modo mascherato per porre un canone di abbonamento obbligatorio anche sulle televisioni private - e nel contempo è aumentato anche il canone RAI. La Corte Costituzionale aveva deliberato che fosse illegale l'imposizione dell'IVA sulla tassa rifiuti, ma di questa sentenza il governo ovviamente non terrà conto, perché sarà applicata l'IVA anche su questa tassa, a fronte di un servizio di smaltimento rifiuti che rotola sempre più in basso.

Aumenta la tassa sul tabacco in generale, attenzione sul tabacco, non sulle sigarette, sia per punire gli acquirenti di sigarette low cost, ma specialmente per coloro che si fanno le sigarette da soli. Naturalmente si immagina che questi non siano i più abbienti. Sono aumentate le tasse sulle compagnie assicurative che, naturalmente aumenteranno i premi e l'aumento di questa tasse le pagheranno i cittadini. Sarà aumentata dell'1% l'aliquota contributiva INPS per i lavoratori a gestione separata, come professionisti senza previdenza, venditori a domicilio etc. Tutto questo conferma senza dubbio che la previdenza è diventata una nuova tassa, che chiede sempre di più e, riducendo le pensioni, eroga sempre di meno.

E' stata inventata la tassa di scopo che può essere applicata dai comuni per favorire investimenti, ma poi immediatamente usata per aumentare la tassa di soggiorno dei turisti in tutti gli alberghi. Le assurdità di questa tassa di scopo sono molteplici. Prima di tutto si ammette che il complesso dei tributi locali già esistenti e già aumentati, non serve per i necessari investimenti per migliorare i servizi, che invece obbligatoriamente dovrebbero essere dati, quindi questi soldi non si sa dove vanno a finire (però lo scandalo delle assunzioni d'oro al Comune di Roma forse ci insegna qualche cosa). Inoltre aumentare la tassa di soggiorno non è un investimento ma un disinvestimento perché, mentre le altre nazioni per guadagnare di più dal turismo riducono i costi ai turisti, noi li aumentiamo e naturalmente non combattiamo in questo modo la concorrenza. Quindi uno scopo che ottiene è esattamente il contrario.

E' stato concesso alle regioni di aumentare fino al 3% l'addizionale IRPEF al fine di avviare il decentramento fiscale in senso federale. Siamo arrivati all'assurdo che prima ancora che il federalismo esista, per questa ragione già paghiamo subito più tasse. E' aumentato dal 7-8% al 10 % " l'aggio" per la riscossione dei tributi concesso alla soc. Riscossione SpA. Il che significa che lo Stato per incassare le tasse paga di più gli esattori e scarica il costo aggiuntivo su tutti, di circa il 2,5% per pagamenti dopo i sessanta giorni. Altre spese a nostro carico arriveranno dai dissesti territoriali causati dall'abusivismo edilizio, perché sono state prorogate le demolizioni già decise, e sono stati prorogati i termini per regolare l'abusivismo. Senza contare i morti che ne potrebbero derivare.

Le amare conclusioni che tutti noi possiamo trarre è che il complesso dei soldi chiesti in più a tutti i i cittadini, attraverso quanto sopra elencato (e forse ho dimenticato qualcosa), equivale circa ad una nuova finanziaria ben nascosta, e a parlare di finanziaria nascosta è stato proprio il Presidente Giorgio Napoletano, finanziaria che il governo aveva ripetutamente negato di voler fare, ma furbescamente ha attuato, vantandosi poi, con una incredibile faccia tosta, di non aver mai messo le mani nelle tasche dei cittadini.

Ma a questa astuzia si aggiunge il fatto che nel contempo il governo non ha cancellato nessuna delle tasse deliberate dal precedente governo Prodi e che, in campagna elettorale, erano state dipinte come lo scandalo del centrosinistra perché era uso mettere sempre nuove ed ingiuste tasse. Ora queste tasse sono restate e non sono più ingiuste. Ma i cittadini non hanno nemmeno percepito nessun beneficio dalle tanto decantate eliminazioni degli sprechi, conseguenti alla austerità del Ministro Tremonti, sia negli enti locali, sia nella santità, sia nella scuola con massicci licenziamenti, e nemmeno nei confronti della evasione fiscale, che spesso ci viene raccontato che ottenga incredibili recuperi di miliardi di euro, e infatti sono incredibili perché poi non si sa se esistono veramente, se arrivano nuovi soldi in cassa e se arrivano, di conseguenza che fine fanno e che benefici dovrebbero portare?

Ricordate lo slogan "pagare tutti per pagare meno ?" Il dubbio è che la lotta all'evasione fiscale non serva a nulla, o che sia la solita buffonata. Forse serve solo, così annunciata, a far fare carriera ai vertici della finanza. Si consuma così quotidianamente questa tragica commedia, che realmente costringe i cittadini a tenere le loro mani in tasca, per celare che hanno i pugni chiusi, e che vorrebbero altrimenti usare sulle facce di questi lestofanti della politica.

* intervento su Radio Gamma 5 del 2.03.2011 su Challenger TV satellitare Sky 922 dal lunedì al venerdì


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Dossier etica e politica

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