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Egitto
: le priorita' delle associazioni per i diritti
di
Mauro W. Giannini*
Il 13 febbraio 2011, il Consiglio Supremo Militare ha ordinato
la sospensione della Costituzione e lo scioglimento del parlamento,
affermando che si tratta ora di redigere una nuova costituzione
da sottoporre a referendum. Secondo le organizzazioni internazionali
per i diritti, ora la priorità del Consiglio dovrebbe
essere adottare misure immediate per liberare i detenuti durante
i recenti disordini, sollevare le leggi di emergenza, e evidenziare
un chiaro impegno per porre fine alla tortura e gli abusi
della polizia.
Human Right Watch si e' augurata che tutti gli organismi incaricati
di redigere la costituzione e la pianificazione della transizione
verso la democrazia siano credibili, trasparenti e responsabili.
Per
la ONG, per costruire fiducia, le autorità militari dovrebbero
adottare al più presto alcune misure, fra cui rilasciare
immediatamente tutti i detenuti ancora in custodia militare
o incriminarli di un reato penale riconoscibile ai sensi della
legge penale in vigore, portandoli immediatamente davanti
a un giudice indipendente, e processarli davanti ad un tribunale
che adotti gli standard internazionali per l'equo processo.
Occorre
poi
un'inchiesta indipendente, completa e trasparente su tutte
le accuse credibili di torture da parte della polizia militare
nelle ultime due settimane, tra cui sei casi segnalati da
Human Rights Watch; abrogare
la legge di emergenza che da' ampi poteri al ministero dell'Interno
per arrestare e detenere arbitrariamente le persone e che
limita i diritti alla liberta' di associazione e di riunione
pacifica e garantire
tali diritti, nonche' il diritto dei lavoratori di organizzare
sindacati indipendenti e condurre scioperi pacifici.
Inoltre i leader militari dovrebbero annunciare pubblicamente
una politica di tolleranza zero in materia di tortura o maltrattamenti
e sparizioni forzate di indagini sulla sicurezza dello Stato
e il ministero degli ufficiali di altri interni così come
gli ufficiali militari; istruire tutte le forze di sicurezza
e membri delle forze armate di rifiutare di obbedire a qualsiasi
ordine di effettuare tali abusi e avvertirli che saranno perseguibili
penalmente; sollecitare
il pubblico ministero ad avviare indagini contro funzionari
del ministero degli interni, tra cui alti funzionari, che
hanno ordinato, condonato o effettuate torture in passato,
ed analizzare in particolare indagini ufficiali su detenuti
presumibilmente "scomparsi" e sottoposti a tortura.
"Il comando militare egiziano dice che e' intervenuto per
garantire la volontà del popolo", ha dichiarato la ONG, "Il
desiderio fondamentale di un popolo che ha sofferto a lungo
sotto il dominio autoritario e' quello di difendere lo Stato
di diritto e tutelare i diritti umani fondamentali".
Anche Amnesty International - ricordando come trent'anni fa
avesse scritto al Hosni Mubarak per chiedere di invertire
la tendenza dei suoi predecessori in fatto di libertà
e diritti umani, continuando inutilmente a richiamare l'ex
rais per tutti questi anni - ha dettato al Consiglio Supremo
militare egiziano un'agenda con quelle che ritiene siano le
prorità di un popolo che ha sofferto per trent'anni
la repressione e il depauperamento economico e chiede dignità
e giustizia sociale.
L'organizzazione
chiede l'abolizione della pena di morte, lo stop alle detenzioni
arbitrarie ed ai processi sommari nonchè ad ogni forma
di tortura, la difesa dei diritti di libera espressione, associazione
e pacifica manifestazione, ed alla protezione dei diritti
delle donne, l'eliminazione delle discriminazioni. La ONG
chiede inoltre un progresso economico e culturale per l'Egitto
e un miglioramento della qualita' di vita, abitazioni comprese
e il diritto al lavoro, sollecitando la collaborazioen delle
autorita' egiziane con le agenzie dell'ONU.
*
si ringrazia Claudio Giusti
 
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