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Egitto
: la caduta del regime
di
Shorsh Surme*
Oggi per la prima volta nella recente storia dell’Egitto,
il quotidiano piu’ diffuso nel paese, Al Ahram, è uscito con
il titolo “La caduta del regime”. E’ molto significativo questo
titolo solo poche ore dalla uscita di Mubarak dalla scena
politica egiziana.
Un presidente che teneva il potere da 30 anni, è stato mandato
via in 18 giorni dalla furia del popolo, un popolo che ha
dovuto supportare tutte l’umiliazioni del regime. Pensare
che lo stipendio medio non superava I 50 euro al mese, solo
dopo che sono scoppiate le proteste, durante le quali il governo
aveva deciso di aumentare del 15% gli stipendi e le pensioni
degli impiegati statali. Infatti,
il ministro delle Finanze, Samir Radwan, che ora è
indagato per corruzione e impedito dal lasciare il paese,
aveva spiegato che agli aumenti saranno destinati 6,5 miliardi
di lire egiziane, pari a 960 milioni di dollari.
Ieri durante la preghiera di venerdì, prima che venisse data
la notizia dalle dimissioni di Mubarak, l’Oratore sunnita
ha ammonito l’Iran dicendo:” l'Iran con noi non c'entra”.
Dopo di lui anche l'Imam di Al-Azhar, il massimo centro dell'Islam
sunnita, è sceso in campo contro l'Iran, che aveva
sollecitato una svolta khomeinista per la rivolta egiziana.
Infatti, in un comunicato diffuso nella notte, la prestigiosa
università che ha sede al Cairo ha condannato con forza le
parole dell'ayatollah Ali Khamenei, la suprema guida religiosa
iraniana, il quale aveva detto che l'ondata di insurrezioni
nei Paesi arabi è il sintomo di un «risveglio islamico» ispirato
alla rivoluzione di Khomeini del 1979.
Queste
dichiarazioni dimostrano la maturità del popolo Egiziano e
delle giovani generazioni egiziane hanno preso coscienza del
divario tra la propria società e quelle che stanno al di là
del mare, è ancora grazie alla rete di internet (ai social
network) che hanno fatto esplodere la corale rivolta contro
la povertà e contro il regime di Mubarak, una rivolta spontanea
e non pilotata da forze politiche o politico-religiose come
i temuti Fratelli Musulmani. Un partito fondato nel 1928,
mai arrivato a governare.
Ora,
è tutto nella mani dei militari che, anche se sono diversi
dai militari dei altri paesi arabi, sono pur sempre militari,
non dimentichiamolo. Dalle notizie che arrivano dall’Egitto,
i generali sono propensi ad un governo tecnico composto da
personalità egiziane.
Vedremo
gli sviluppi nei prossimi giorni..
*
giornalista curdo-iracheno
 
Rivolta
in Egitto e satrapi arabi
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