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12 febbraio 2011
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Egitto : la caduta del regime
di Shorsh Surme*

Oggi per la prima volta nella recente storia dell’Egitto, il quotidiano piu’ diffuso nel paese, Al Ahram, è uscito con il titolo “La caduta del regime”. E’ molto significativo questo titolo solo poche ore dalla uscita di Mubarak dalla scena politica egiziana.

Un presidente che teneva il potere da 30 anni, è stato mandato via in 18 giorni dalla furia del popolo, un popolo che ha dovuto supportare tutte l’umiliazioni del regime. Pensare che lo stipendio medio non superava I 50 euro al mese, solo dopo che sono scoppiate le proteste, durante le quali il governo aveva deciso di aumentare del 15% gli stipendi e le pensioni degli impiegati statali. Infatti, il ministro delle Finanze, Samir Radwan, che ora è indagato per corruzione e impedito dal lasciare il paese, aveva spiegato che agli aumenti saranno destinati 6,5 miliardi di lire egiziane, pari a 960 milioni di dollari.

Ieri durante la preghiera di venerdì, prima che venisse data la notizia dalle dimissioni di Mubarak, l’Oratore sunnita ha ammonito l’Iran dicendo:” l'Iran con noi non c'entra”. Dopo di lui anche l'Imam di Al-Azhar, il massimo centro dell'Islam sunnita, è sceso in campo contro l'Iran, che aveva sollecitato una svolta khomeinista per la rivolta egiziana. Infatti, in un comunicato diffuso nella notte, la prestigiosa università che ha sede al Cairo ha condannato con forza le parole dell'ayatollah Ali Khamenei, la suprema guida religiosa iraniana, il quale aveva detto che l'ondata di insurrezioni nei Paesi arabi è il sintomo di un «risveglio islamico» ispirato alla rivoluzione di Khomeini del 1979.

Queste dichiarazioni dimostrano la maturità del popolo Egiziano e delle giovani generazioni egiziane hanno preso coscienza del divario tra la propria società e quelle che stanno al di là del mare, è ancora grazie alla rete di internet (ai social network) che hanno fatto esplodere la corale rivolta contro la povertà e contro il regime di Mubarak, una rivolta spontanea e non pilotata da forze politiche o politico-religiose come i temuti Fratelli Musulmani. Un partito fondato nel 1928, mai arrivato a governare.

Ora, è tutto nella mani dei militari che, anche se sono diversi dai militari dei altri paesi arabi, sono pur sempre militari, non dimentichiamolo. Dalle notizie che arrivano dall’Egitto, i generali sono propensi ad un governo tecnico composto da personalità egiziane.

Vedremo gli sviluppi nei prossimi giorni..

* giornalista curdo-iracheno


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Rivolta in Egitto e satrapi arabi

Dossier diritti

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