Osservatorio sulla legalita' e sui diritti
Osservatorio sulla legalita' onlusscopi, attivita', referenti, i comitati, il presidenteinvia domande, interventi, suggerimentihome osservatorio onlusnews settimanale gratuitaprima pagina
09 febbraio 2011
tutti gli speciali

Crocifisso nei tribunali : l'informazione e i rischi
di Rita Guma*

In merito alla vicenda del giudice Tosti, per il quale il Procuratore Generale della Cassazione ha chiesto la conferma della rimozione dall'Ordine giudiziario, facciamo rilevare che molti articoli e commenti che la riportano sono omissivi.

Ecco le reali circostanze:

Tosti si era rifiutato di tenere udienze in aule con il crocifisso, ma anche dopo la rimozione del crocifisso dalla sua aula aveva persistito nella sua astensione: si era astenuto dal trattare 15 udienze tra il maggio e il luglio del 2005. Sospeso dalle funzioni e dallo stipendio dal 2006, era stato poi destinatario nel gennaio 2010 di un provvedimento disciplinare del CSM di rimozione dall'Ordine giudiziario. Tosti presentava quindi ricorso in Cassazione, ed è il procedimento di cui si parla oggi.

Ma il 22 gennaio 2010, l'allora vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, così spiegava la decisione nei confronti del magistrato: "Con l'intenzione di risolvere una questione di principio, il giudice Luigi Tosti s'era rifiutato di tenere udienza anche dopo che il Presidente del Tribunale gli aveva messo a disposizione un'aula senza il Crocifisso, con ciò venendo meno all'obbligo deontologico e ai doveri assunti in qualità di magistrato che gli impongono di prestare servizio. Il Csm non è né la Corte Costituzionale né la Corte Europea - rimarcava Mancino - non doveva risolvere, e in effetti non ha risolto la questione della legittimità o meno di tenere il Crocifisso in un'aula giudiziaria. Il dottor Tosti è stato giudicato per essersi rifiutato di tenere comunque udienza fino a quando in tutti i Tribunali d'Italia non fossero stati rimossi i crocifissi". (AdnKronos)

In sede penale Tosti era invece stato assolto in via definitiva dall'accusa di omissione di atti d'ufficio: la Cassazione, nel febbraio 2009, annullò senza rinvio - "perchè il fatto non sussiste" - la condanna a sette mesi di reclusione e ad un anno di interdizione dai pubblici uffici che era stata inflitta al giudice di Camerino dalla Corte d'Appello dell'Aquila. Per la Suprema Corte, in quell'occasione, la condotta di Tosti, che era stato sostituito da altri giudici, non aveva impedito lo svolgimento delle udienze.

Quindi oggi non si tratta di sanzionare il comportamento di chi "si era rifiutato di tenere udienza finchè il crocifisso non fosse stato rimosso dall'aula", i quanto egli si era rifiutato anche dopo. Non c'è dunque da meravigliarsi per la richiesta del PG della Cassazione, che conferma quanto espresso da Mancino: sanzione a Tosti per l'astensione dal suo lavoro, come si sarebbe fatto per qualunque altro magistrato in circostanze analoghe, anche a prescindere dal crocifisso.

Anche la sentenza penale evidenzia che non c'è un complotto confessionale per punire Tosti, ma procedimenti dovuti, che si concludono con assoluzione o condanna dell'accusato, a seconda dei casi.

Tanto era da noi dovuto in difesa della corretta informazione. Il fatto di essere - come siamo - una associazione laica contraria alla presenza del crocifisso nelle Istituzioni della Repubblica (scuole, tribunali, seggi elettorali, etc) e favorevole alla sentenza di Strasburgo in materia, non ci induce ad omettere, come fanno alcune organizzazioni di parte ed organi di informazione poco accurati, circostanze senza le quali si può dare adito ad interpretazioni scorrette dei fatti.

Fra l'altro, viste le circostanze, in caso la Cassazione confermasse la decisione del CSM e il giudice Tosti procedesse davvero ad un ricorso a Strasburgo, c'è la concreta possibilità che i giudici europei, esaminati i motivi reali della sentenza italiana (il dovere di esercitare la funzione per la quale si è stati assunti), non la censurino.

Ciò ingenererebbe confusione con quelle che invece sono sentenze europee sulla questione, completamente diversa, della presenza del crocifisso nei pubblici edifici. Tale confusione potrebbe comportare un danno, non un beneficio, alla causa di quanti desiderano uno Stato effettivamente laico e pluralista.

* presidente Osservatorio sulla legalità e sui diritti Onlus


per approfondire...

Dossier crocifisso

_____
NB: I CONTENUTI DEL SITO POSSONO ESSERE PRELEVATI
CITANDO L'AUTORE E LINKANDO
www.osservatoriosullalegalita.org

°
avviso legale