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Costituzione
degli Stati Uniti : principi e considerazioni
di
Piero Stagno*
La
Costituzione degli Stati Uniti è senz’altro la più longeva
al mondo, in quanto è in vigore, sostanzialmente inalterata,
da 223 anni: fu infatti approvata nel 1787, con un’importante
integrazione nel 1791, i primi 10 emendamenti, il cosiddetto
bill of rights, di cui merita, per la sua attualità, citare
il Primo: “il Congresso non farà alcuna legge per stabilire
alcuna religione né per proibirne il libero esercizio; o per
limitare la libertà di parola o di stampa; o il diritto del
popolo di riunirsi pacificamente e di presentare richieste
al Governo per riparare alle loro lamentele”; i successivi
17 hanno regolato fatti nuovi ed il normale progresso della
società: abolizione della schiavitù, voto alle donne, voto
ai neri e simili.
Si può fare un facile paragone fra la Costituzione Americana
e quella scaturita dalla Rivoluzione Francese: quest’ultima
crollò nel sangue pochi anni dopo essere stata emanata ed
aprì la strada a Napoleone, mentre la Costituzione Americana
è ancora lì: la prima pensava che il potere andasse accentrato
in “color che sanno”, mentre i Padri Fondatori (che erano
uomini colti) avevano letto Montesquieu, che scrisse: "Tutto
sarebbe perduto, se l'istesso uomo, o il medesimo corpo de'
principali, o de' nobili, o del popolo, esercitassero queste
tre potestà: quella di far leggi, quella di eseguire le pubbliche
risoluzioni, e quella di giudicare i delitti o le vertenze
dei privati” (da Lo spirito delle Leggi, libro XI).
Pertanto il principio cardine della Costituzione Americana
è la separazione dei poteri. La stessa numerazione degli articoli
indica la separazione dei poteri: l’articolo 1 regola il potere
legislativo, l’articolo 2 il potere esecutivo, l’art. 3 il
potere giudiziario (ce ne sono poi altri di carattere amministrativo
ed uno sulle modifiche alla Costituzione, in totale 8 articoli
più i 27 emendamenti).
Una
sintesi:
-
le durate degli incarichi del Presidente, Senato e Camera
dei Rappresentanti sono fisse, non esistono il voto di sfiducia
o lo scioglimento delle Camere;
-
il Presidente è eletto ogni 4 anni, un terzo del Senato è
eletto ogni due anni (quindi il singolo senatore dura 6 anni),
l’intera Camera dei Rappresentanti è eletta ogni due anni;
-
Il Presidente ha tutti i poteri che sappiamo, incluso la nomina
dei funzionari pubblici e dei giudici (con l’importante specificazione
di cui ai poteri del Senato indicata in seguito);
-
Le due Camere fanno le leggi (con diritto di veto del presidente,
superabile con una maggioranza di due terzi in entrambe le
Camere);
-
Le due Camere hanno i cordoni della borsa e quindi il Presidente
per fare il Bilancio deve trattare con loro;
-
Il Senato ha alcune funzioni importantissime: ratifica dei
trattati, approvazione delle nomine presidenziali (tutti gli
ambasciatori, circa 2000 alti funzionari, i giudici, fra cui
spiccano quelli della Corte Suprema).
Sopra
a tutto questo sta la Corte Suprema, la quale riassume in
sé le funzioni che in Italia hanno Corte di Cassazione e Corte
Costituzionale; è composta di 9 giudici nominati a vita dal
Presidente con l’approvazione del Senato; è chiara l’importanza
di questo organo, che è in grado di orientare la legislazione
per molti anni; pertanto i Presidenti tendono a nominare giudici
del loro orientamento ideologico, ma devono convincere il
Senato, cosa facile se lo controllano, assai più complicata
in caso contrario; è anche implicito che i Presidenti tenderanno
a nominare persone non molto vecchie, in modo che la propria
impronta rimanga a lungo.
La
procedura di revisione costituzionale è la seguente: votazione
di due terzi di ciascuna Camera e ratifica di tre quarti degli
Stati; il che contribuisce a far capire perché ci siano state
così poche modifiche.
Una
considerazione finale sulle scadenze dei poteri esecutivo
e legislativo: il fatto che ogni due anni cambi il legislativo,
mentre il Presidente ne dura quattro, indica chiaramente che
i Padri Fondatori pensavano che non fosse opportuno che esecutivo
e legislativo fossero a lungo dello stesso partito (che differenza
rispetto a quello che vogliono farci credere necessario!).
*
coordinatore della Commissione tematica "Memoria storica"
dell'Osservatorio
 
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