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Tunisia
: il Paese chiede democrazia
di
Shorsh Surme*
Il Presidente Zine El Abidine Ben Ali, governa la Tunisia
dal 1987 e per la prima volta affronta una seria sfida al
suo potere autoritario, come il resto dei paesi Arabi.
Quello
che sta succedendo in quel paese nordafricano non è solo per
il pane, ma è la frustrazione della popolazione che nell’arco
di 55 anni dalla indipendenza ha avuto solo due presidenti,
alla faccia della democrazia e della libertà.
L'attuale
ondata di manifestazioni si è scatenata il 17 dicembre scorso,
quando Sidi Bouzid un giovane venditore ambulante si è suicidato
in seguito alla confisca della sua merce da parte delle autorità.
In quattro settimane, il movimento di protesta si è diffuso
in tutte le zone povere delle Tunisia Centrale fino arrivare
nel capitale, Tunisi.
Per
ora, gli scontri quotidiani tra manifestanti e forze di sicurezza
tunisine hanno causato la perdita di più di 60 vite e centinaia
di feriti. Il movimento di protesta cresce in forza di giorno
in giorno, la maggior parte dei manifestanti sono giovani
disoccupati. Nonostante la crescita economica, il cui beneficio
va finire nella tasca dei pochi, il tasso di disoccupazione
è rimasto un problema fondamentale.
Il
presidente Ben Ali è sempre stato consapevole del grande potenziale
di disordini sociali causati dalla disoccupazione, e non fatto
niente se non reprimere le organizzazioni sindacali, i movimenti
di opposizione e la stampa.
Intanto,
le proteste a livello nazionale stanno ampliando la loro portata.
Per la prima volta i manifestanti chiedono il ritiro del Presidente
Ben Ali. Nei servizi della tv indipendente Al Arabiya i manifestanti
gridavano slogan per la democratizzazione del Paese.
*
giornalista curdo-iracheno
 
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