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Iran
: carcere ad avvocato per i diritti . Solidarieta' dall'Italia
di
Tamara Gallera*
L'Iran ha condannato un avvocato difensore dei diritti umani
a 11 anni di carcere, intensificando le pressioni contro gli
avvocati che appaiono in collegamento con il Premio Nobel
per la pace 2003 Shirin Ebadi. La condanna del legale e' stata
confermata in un comunicato sul sito del parlamento iraniano
di critica al presidente dell'Iran, Mahmoud Ahmadinejad. Il
giudice ha anche stabilito che all'avvocato quarantesettenne
Nasrin Sotoudeh, non e' consentita la pratica legale o di
lasciare il paese per i prossimi 20 anni.
Sotoudeh
e' nota per aver difeso bambini e attivisti per i diritti
delle donne, dissidenti anti-governativi e giornalisti. Sotoudeh
aveva difeso in tribunale la stessa Ebadi. Aveva fondato la
difensori dei diritti umani Center nel 2001, insieme a Ebadi
e altri avvocati. Molti altri avvocati per i diritti civili
sono stati condannati nei mesi scorsi, sono in attesa di processo
o sono detenuti per un interrogatorio, mentre altri hanno
abbandonato il paese. Sotoudeh, arrestata a settembre senza
cauzione, e' stata riconosciuta colpevole di "atti contro
la sicurezza nazionale" e di fare "propaganda contro il sistema".
L'Associazione
Italiana Giovani Avvocati ha espreso solidarieta' all'avvocato
Nasrin Sotoudeh, "ingiustamente condannata in Iran ad undici
anni di reclusione, 20 di interdizione dalla professione di
avvocato, e al divieto di lasciare il Paese, solo per aver
costantemente difeso i diritti civili dei suoi concittadini,
compressi da un regime illiberale". "Da quanto si apprende
dalle notizie di stampa - commentano i giovani avvocati -
Nasrin Sotoudeh, arrestata lo scorso 20 settembre, è stata
riconosciuta 'colpevole di azioni contro il regime e di appartenere
al centro dei difensori dei diritti dell'uomo', un gruppo
guidato dal premio Nobel per la pace Shirin Ebadi, considerata
uno dei principali oppositori al governo di Ahmnehjad".
"Se queste sono le motivazioni", l'Associazione chiede con
forza al Governo Italiano, e per esso al Ministro degli esteri
Frattini, di "compiere ogni utile iniziativa diplomatica diretta
alla immediata liberazione di un professionista colpevole
solo di aver difeso i diritti umani, dimostrazione che la
tutela di questi ultimi è un impegno internazionale al quale
l'Italia non si sottrae".
Nel
2009, la controversa vittoria elettorale di Ahmadinejad alla
presidenza della Repubblica islamica dell'Iran ha generato
proteste di piazza che hanno portato ad una dura repressione
contro i dissidenti.
Anche
la delegittimazione contro Ebadi continua. Secondo la stampa
iraniana, la scorsa settimana, il fisco iraniano ha dichiarato
Ebadi, che continua a sfidare i leader dell'Iran dall'estero,
evasore fiscale. Kayhan, il quotidiano più importante statale
iraniana, ha pubblicato numerosi editoriali che collegano
Ebadi con le agenzie di intelligence straniere, che secondo
i dirigenti iraniani sono state responsabili per l'organizzazione
delle proteste nel 2009.
Ebadi
nega tali accuse e dice che Teheran non sta permettendo che
i critici operino liberamente nel paese.
*
si ringrazia Claudio Giusti
 
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