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10 gennaio 2010
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Iran : carcere ad avvocato per i diritti . Solidarieta' dall'Italia
di Tamara Gallera*

L'Iran ha condannato un avvocato difensore dei diritti umani a 11 anni di carcere, intensificando le pressioni contro gli avvocati che appaiono in collegamento con il Premio Nobel per la pace 2003 Shirin Ebadi. La condanna del legale e' stata confermata in un comunicato sul sito del parlamento iraniano di critica al presidente dell'Iran, Mahmoud Ahmadinejad. Il giudice ha anche stabilito che all'avvocato quarantesettenne Nasrin Sotoudeh, non e' consentita la pratica legale o di lasciare il paese per i prossimi 20 anni.

Sotoudeh e' nota per aver difeso bambini e attivisti per i diritti delle donne, dissidenti anti-governativi e giornalisti. Sotoudeh aveva difeso in tribunale la stessa Ebadi. Aveva fondato la difensori dei diritti umani Center nel 2001, insieme a Ebadi e altri avvocati. Molti altri avvocati per i diritti civili sono stati condannati nei mesi scorsi, sono in attesa di processo o sono detenuti per un interrogatorio, mentre altri hanno abbandonato il paese. Sotoudeh, arrestata a settembre senza cauzione, e' stata riconosciuta colpevole di "atti contro la sicurezza nazionale" e di fare "propaganda contro il sistema".

L'Associazione Italiana Giovani Avvocati ha espreso solidarieta' all'avvocato Nasrin Sotoudeh, "ingiustamente condannata in Iran ad undici anni di reclusione, 20 di interdizione dalla professione di avvocato, e al divieto di lasciare il Paese, solo per aver costantemente difeso i diritti civili dei suoi concittadini, compressi da un regime illiberale". "Da quanto si apprende dalle notizie di stampa - commentano i giovani avvocati - Nasrin Sotoudeh, arrestata lo scorso 20 settembre, è stata riconosciuta 'colpevole di azioni contro il regime e di appartenere al centro dei difensori dei diritti dell'uomo', un gruppo guidato dal premio Nobel per la pace Shirin Ebadi, considerata uno dei principali oppositori al governo di Ahmnehjad".

"Se queste sono le motivazioni", l'Associazione chiede con forza al Governo Italiano, e per esso al Ministro degli esteri Frattini, di "compiere ogni utile iniziativa diplomatica diretta alla immediata liberazione di un professionista colpevole solo di aver difeso i diritti umani, dimostrazione che la tutela di questi ultimi è un impegno internazionale al quale l'Italia non si sottrae".

Nel 2009, la controversa vittoria elettorale di Ahmadinejad alla presidenza della Repubblica islamica dell'Iran ha generato proteste di piazza che hanno portato ad una dura repressione contro i dissidenti.

Anche la delegittimazione contro Ebadi continua. Secondo la stampa iraniana, la scorsa settimana, il fisco iraniano ha dichiarato Ebadi, che continua a sfidare i leader dell'Iran dall'estero, evasore fiscale. Kayhan, il quotidiano più importante statale iraniana, ha pubblicato numerosi editoriali che collegano Ebadi con le agenzie di intelligence straniere, che secondo i dirigenti iraniani sono state responsabili per l'organizzazione delle proteste nel 2009.

Ebadi nega tali accuse e dice che Teheran non sta permettendo che i critici operino liberamente nel paese.

* si ringrazia Claudio Giusti


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