|
Cristiani
sotto attacco : intervista al direttore dell’Agenzia di protezione
del Kurdistan
di
Shorsh Surme*
Intervista con Masrour Barzani, il Direttore dell’Agenzia
di Protezione e Intelligence in Kurdistan dell’Iraq:
Da
qualche tempo i Cristiani del Centro e del Sud dell’Iraq sono
diventati bersaglio di attacchi terroristici. Secondo lei
cosa non è stato fatto da parte del governo centrale dell’Iraq
per proteggere la comunità cristiana?
Purtroppo
oggi tutto l’Iraq è sotto l’attacco terroristico. Il terrorismo
non guarda l’appartenenza etnica o religiosa, anche se con
gran dispiacere devo dire che ultimamente i nostri fratelli
cristiani sono stati bersagli di attacchi terroristici.
Tutto
questo per mancanza di una protezione adeguata da parte del
Governo centrale del governo federale di Baghdad, da una parte,
e la mancanza di fiducia tra i cittadini e organi di sicurezza
dell’altra.
Infine,
la non soluzione delle divergenze politiche o dei conflitti
religiosi tra le varie fazioni ha lasciato lo spazio ai terroristi
di agire liberamente.
Si
legge su qualche giornale qui in Occidente, che la comunità
cristiana in Kurdistan sta vivendo una brutta situazione del
punto di vista della sicurezza. Lei come responsabile dell’Agenzia
di protezione cosa risponde?
La
miglior risposta sarebbe quella di rivolgersi direttamente
ai fratelli cristiani che vivono in Kurdistan, e domandare
loro: perché si rifugiano nella nostra zona? Sicuramente se
si fossero trovati male non sarebbero venuti in Kurdistan.
Vorrei
dire a tutti quelli che scrivono negativamente sulla situazione
dei Cristiani in Kurdistan, di venire di persona a constatare
la situazione, ma soprattutto di leggere tutte la lettere
di ringraziamento che il presidente del regione del Kurdistan
(Massuod Barzani) ha ricevuto, in primis del Santo Padre Papa
Ratzinger, ma anche dai capi di molti Stati europei per la
protezione dei Cristiani in Kurdistan.
Qual
è il segreto per mantenere la sicurezza e la stabilita nella
regione del Kurdistan?
La
nostra vittoria è data dalla grande capacità del nostro personale
di mantenere la sicurezza nella regione del Kurdistan. Sicuramente
la collaborazione tra la cittadinanza e le forza dell’ordine
è molto solida. L’aiuto dei cittadini è ed è stato determinante
per mantenere la sicurezza in Kurdistan e spero che continui
sempre così.
*
giornalista curdo-iracheno
 
Dossier
diritti
|