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Giovani
avvocati : meno processi con mediaconciliazione
di
staff
Per la deflazione del contenzione civile occorre la conciliazione
endoprocessuale. Lo affermano i giovani avvocati dell'AIGA
ricordando che il D. Lgs. N. 28/10 che ha introdotto la mediazione
in materia di diritti disponibili per le controversie civili
e commerciali ma non disciplina solo la mediazione civile
ante litem ma all'art. 5, comma 2, prevede la possibilità
per il Giudice di invitare le parti in causa ad effettuare
un tentativo di mediazione anche a giudizio già iniziato.
In vista del tavolo di discussione della disciplina, annunciato
da Via Arenula, l’AIGA rileva che pochi magistrati hanno spinto
effettivamente le parti alla conciliazione con risultati apprezzabili
e la circostanza pare in singolare contrasto con il dato statistico
secondo cui circa il 50% dei procedimenti giudiziali già ora
si concludono con un provvedimento diverso dalla sentenza.
In un' ottica deflattiva del gravissimo arretrato ancora oggi
in aumento delle cause civili e su cui sembra che il Governo
a breve intenda intervenire, l'Aiga ha più volte suggerito,
da ultimo anche al Congresso di Bari dell’ottobre scorso ed
a quello forense di Genova, di rendere obbligatoria la mediazione
demandata dal Giudice nel corso del processo.
La proposta, che si riferisce a tutte le controversie civili
e commerciali in materia di diritti disponibili pendenti in
primo grado da oltre tre anni per le quali si sia esaurita
la attivita' istruttoria e da affidare esclusivamente agli
organismi di conciliazione gestiti dagli ordini forensi, potrebbe
coniugare il diritto del cittadino alla giurisdizione con
il principio di ragionevole durata del processo nonchè di
superare alcune criticità della normativa di cui al D. Lgs
28/10. Il mancato esperimento del tentativo di mediazione
proposto dall’AIGA, potrebbe tra l'altro costituire, a giudizio
dei giovani avvocati, causa ostativa al riconoscimento dell'indennizzo
di cui alla Legge 89/01.
 
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