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Giustizia
vittima della crisi ? Le reazioni degli avvocati
di
Mauro W. Giannini
All’inizio del mese di dicembre, il Ministro della Giustizia
Alfano aveva affermato che, superato lo scoglio del 14 dicembre,
avrebbe presentato il pacchetto di riforma della Giustizia
in Consiglio dei Ministri, ma secondo il presidente del Consiglio
Silvio Berlusconi, sara' ''molto difficile'' portare a compimento
una riforma complessiva della giustizia, con una maggioranza
cosi' risicata. Per questo non ci sara' una riforma sui punti
che non trovano il consenso dell'opposizione, mentre sarebbe
possibile portare a termine le riforme riguardanti ad esempio
la ''velocizzazione'' dei processi.
Ma
gli avvocati penalisti non ci stanno. "Non si tratta
d’essere irragionevoli. Non si tratta d’ignorare che la risicata
maggioranza spuntata ieri alla Camera dal Governo rende accidentato
il cammino di qualsiasi progetto di legge. Quello che non
si comprende è per quale ragione ieri il Premier, peraltro
in controtendenza rispetto al suo proverbiale ottimismo, ha
ritenuto di trasmettere un messaggio crudo e realista unicamente
sul tema della giustizia", commenta una nota dell'Unione
Camere Penali Italiane, che annuncia una "azione forte".
"L’evoluzione del quadro politico e l’ultima esternazione
del Presidente del Consiglio non ci dissuadono, semmai ci
confermano la necessità d’una nostra azione forte - afferma
l'UCPI - poiché vediamo far breccia gli argomenti tipicamente
usati da chi, Anm in testa, è per la conservazione del presente:
quelli di chi sposta l’attenzione sulla “velocizzazione” dei
processi come se la separazione delle carriere e la riforma
del Csm li rallentassero; quelli di chi scambia la ragionevole
durata per celerità, non avendo a cuore l'individuazione dei
punti di lentezza del processo ma la riduzione delle garanzie;
quelli di chi non vuole leggi organiche ma preferisce continuare
negli asfittici interventi settoriali; quelli della demagogia
e delle pezze a colori".
“E’
auspicabile – aveva dichiarato invece Giuseppe Sileci, Presidente
dell’Associazione Italiana Giovani Avvocati – che la presentazione
della riforma della Giustizia sia preceduta da un confronto
con l’Avvocatura in considerazione delle importanti ricadute
che avrà sul mondo forense e, conseguentemente, sui cittadini”.
“Rimangono comunque urgenti l’approvazione della riforma della
professione forense alla Camera e l’apertura di un tavolo
per modificare la media-conciliazione, proposito annunciato
dal Ministro Alfano durante il Congresso di Genova" proseguiva
il leader dell’AIGA, spiegando che L’AIGA "ritiene che
la riforma della professione forense, seppure perfettibile,
sia indispensabile per garantire maggiore qualità alle prestazioni
legali e che l’istituto della media-conciliazione debba essere
urgentemente rivisitato prevedendone facoltatività, difesa
tecnica delle parti e gestione ad opera di soggetti altamente
competenti in materie giuridiche".
 
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