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5
per mille : FNSI vs Tremonti , dichiarazioni false e strumentali
di
Tamara Gallera
"Il ministro Tremonti se la prende con il finanziamento pubblico
all'editoria per motivare i tagli al 5 per mille. Ma è una
contrapposizione falsa e strumentale". Lo ha dichiarato il
presidente della Federazione Nazionale della Stampa, Roberto
Natale.
Il
governo intende infatti porre un tetto massimo al 5 per mille,
per cui una parte dei fondi destinati dai contribuenti ad
associazioni e altre organizzazioni no profit verranno trattenuti
dallo Stato. Ma, sottolinea Natale commentando una lettera
del ministro Tremonti al 'Fatto Quotidiano', "Nel
motivare la pesantissima decurtazione dei fondi del 5 per
mille - che sta suscitando la sacrosanta protesta del terzo
settore, dell’associazionismo e del volontariato - Tremonti
non trova di meglio che prendersela con le scelte parlamentari
di 'incrementare i fondi per l’editoria, per le televisioni
private, per altre e varie causali'".
"Il
residuo sostegno pubblico ai giornali di idee, di cooperative,
del non profit, delle minoranze linguistiche (che negli anni
scorsi era già stato vistosamente decurtato e che quest’anno
è stato salvato a fatica) sarebbe dunque la causa della penalizzazione
di preziose attività di assistenza, cooperazione, educazione"
prosegue il presidente del sindacato dei giornalisti, che
aggiunge "Gli avidi giornalisti vengono così additati all’ostilità
della parte più nobilmente impegnata della società italiana".
La
Fnsi rigetta questa contrapposizione, che Natale definisce
"falsa e strumentale, creata ad arte dal ministro che nei
mesi scorsi, tagliando di colpo le tariffe postali agevolate,
aveva messo nei guai tante voci dell’associazionismo e del
volontariato. Il sindacato dei giornalisti è stato ed è dalla
loro parte: lo stesso sindacato che da anni chiede una riforma
dell’editoria per rendere più rigoroso l’accesso ai fondi
pubblici". "Se
Tremonti è davvero sensibile alle istanze del terzo settore
- conclude il presidente FNSI - ha molti altri interventi
da compiere prima di far morire giornali: la enorme concentrazione
di risorse pubblicitarie in tv, ad esempio, potrebbe dargli
qualche spunto di azione. Chissà perché non ci pensa".
"Una
cosa e' chiara: il governo intende tagliare i diritti"
commenta il presidente dell?osservatorio sulla legalita' e
sui diritti Onlus Rita Guma, spiegando "Prima tagli al
diritto allo studio dei piu' deboli e alle pensioni di invalidita'
(per i disonesti, ma penalizzando gli onesti), ora il taglio
al 5 per mille".
Il
presidente dell'Osservatorio rileva che l'editoria periodica,
specialmente quella piccola, e' stata gia' penalizzata con
la modifica alle tariffe postali agevolate: "Ora il ministro
Tremonti ci dice di scegliere: o la liberta' di stampa o quella
di aiutare chi aiuta i piu' deboli. A nostro giudizio, invece,
ci sarebbero ben altri sprechi da tagliare, come i privilegi
di politici e altri funzionari che non trovano alcuna giustificazione,
soprattutto in momenti di crisi economica".
 
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