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Caso
Feltri : Ghirra , Ordine sanziona false notizie
riceviamo
e pubblichiamo
Ancora chiarmenti, nei giorni scorsi, sulla sanzione (tre
mesi di sospensione) applicata al direttore de Il Giornale
Vittorio Feltri dopo le polemiche che hanno visto dochiarazioni
di politici contro l'Ordine dei giornalisti per il quale il
capogruppo del Pdl alla Camera dei Deputati, Fabrizio Cicchitto,
parla adirittura di abolizione.
Giancarlo
Ghirra, segretario del Cnog, parla di "inesattezze e
vere e proprie falsificazioni" e spiega: "Il Consiglio
nazionale non agisce in base a capricci, passioni politiche
o simpatie personali. Ha l'obbligo di far rispettare la legge
istitutiva dell'Ordine, approvata dal Parlamento su proposta
del ministro della Giustizia Guido Gonella nel 1963, in era
repubblicana. Non si tratta insomma, dal punto di vista della
correttezza storica, di una legge fascista. Fra i tanti interventi
anche di parlamentari c'è chi sostiene che sarebbe stato meglio
sanzionare Feltri con una multa, ma non sa - e i giornalisti
devono invece documentarsi prima di scrivere - che i Consigli,
regionali o nazionale, non possono inventare sanzioni. La
legge prevede soltanto avvertimento, censura, sospensione,
radiazione. Non c’è alcuna possibilità di infliggere una sanzione
pecuniaria e tanto meno di commutare una qualsiasi di quelle
previste in una multa. Né è possibile deliberare amnistie,
indulti, pene alternative".
Nella
sua nota Ghirra aggiunge che "Le decisioni riguardano
singoli specifici casi, fatti, non opinioni. L'Ordine è stato
impegnato duramente, e continuerà a esserlo, nelle battaglie
contro qualsiasi tentativo di imporre bavagli o limitazioni
alla libertà dell'informazione. Non ha alcuna intenzione di
impedire a nessun cittadino italiano la possibilità di manifestare
il suo pensiero con parole e scritti. E per fortuna nessuno
può riuscirci in un'Italia nella quale la Costituzione ha
resistito e resiste ai tentativi di forzare le sue norme fondamentali.
L'Ordine si limita a sanzionare, arrivando purtroppo anche
alla sospensione dall'esercizio della professione quanti violano
le norme etiche e deontologiche alla base dell'attività dei
giornalisti. Chi pubblica una notizia falsa, chi fabbrica
falsi, chi non rettifica le inesattezze ingannando così i
suoi lettori, viene sanzionato".
Il
segretario del Consiglio nazionale dell'Ordine ricorda che
"Sono stati avvertiti, censurati o sospesi colleghi di
giornali delle più diverse tendenze politiche" e per
verifica rinvia al massimario delle sentenze in materia, aggiungendo
che "I giornalisti hanno un solo dovere: il rispetto
della verità, e chi viola questa norma (si legga l'esemplare
articolo 2 della legge del 1963) deve essere sanzionato. Lo
sanno i praticanti che in queste settimane stanno studiando
per gli esami del 6 dicembre nella sede dell'Ordine. Dispiace
che tanti direttori responsabili lo ignorino".
 
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