 |
Riforma
giustizia : UCPI , giudici e PM separati e due CSM
di
Mauro W. Giannini
A pochi giorni dall'invito del presidente della Camera Gianfranco
Fini di non odificare la composizione del CM e di non porre
il PM sotto le direttive del govern, il tutto al fine di garantire
l'indipendenza della magistratur, l'avvocatura penale ribadisce
le sue posizioni sulla separazione delle carriere deil magistrati
e le precisa entrano nel merito con la proposta di sdoppiare
il CSM cambiandone la composizione.
Nell’attesa
che il governo affronti in consiglio dei ministri la riforma
della giustizia, l’Unione delle camere penali invita le forze
politiche ad aprire “il più ampio confronto” con l’avvocatura,
la magistratura e la comunità scientifica offrendo l’ipotesi
di riforma costituzionale elaborata dal proprio centro studi,
che prevede due ordini separati tra giudici e pubblici ministeri
ai quali accedere sulla base di concorsi distinti, netta divisione
dell’attuale Csm in due diversi Consigli superiori e un’Alta
corte quale autonomo organo per i provvedimenti disciplinari.
“Chiediamo
che il percorso della riforma – si legge nella delibera della
giunta dell’Ucpi – proceda con tempi certi e celeri”, e che
non sia condizionato “dalle contingenze politiche, dalle resistenze
corporative o da cedimenti della politica”. L’articolato messo
a punto dall’Unione delle camere penali incide profondamente
sulla costituzione escludendo tuttavia ogni “ipotesi di sottoposizione
dell’ufficio del pm al potere esecutivo” e assicurando piena
tutela della “libertà della giurisdizione attraverso il rafforzamento
della autonomia e dell’indipendenza, sia esterna che interna,
di ogni singolo giudice”.
Nel
dettaglio, la proposta dell’Ucpi punta "ad armonizzare
l’ordinamento della magistratura con i principi del giusto
processo costituendo due ordini giudiziari separati, dei giudici
e dei pubblici ministeri, e due concorsi d’accesso distinti".
Rispetto all’attuale assetto, l’Unione delle camere penali
prevede un Consiglio superiore della magistratura giudicante
e un Consiglio superiore del pubblico ministero, entrambi
presieduti dal presidente della Repubblica, con competenze
su assunzioni, assegnazioni, trasferimenti e promozioni dei
giudici e dei pm.
Per
i penalisti dovrebbe cambiare inoltre la composizione (il
numero invece sarà definito da legge ordinaria): un terzo
nominato dal capo dello Stato, un terzo dal parlamento in
seduta comune e un terzo rispettivamente dai giudici e dai
pubblici ministeri, mentre ne faranno parte di diritto il
primo presidente della Cassazione e il procuratore generale
presso la Cassazione (l’uno nel Consiglio superiore della
magistratura giudicante, l’altro in quello del pubblico ministero),
un rappresentante dell’avvocatura e uno dell’università e
un magistrato del pubblico ministero e giudicante eletti dai
propri consigli superiori.
Nel
progetto di riforma, l’Ucpi prevede anche l’istituzione di
un’Alta corte disciplinare, formata da sette ex giudici costituzionali
ed ex alti magistrati eletti dai due Consigli superiori, con
giurisdizione su tutti i provvedimenti disciplinari relativi
ai magistrati ordinari e, in appello, su quelli riguardanti
gli avvocati. Tra le altre novità, infine, spicca per l’accesso
in magistratura l’introduzione di concorsi riservati a talune
categorie professionali (magistrati dell’altra funzione, avvocati
o professori e ricercatori universitari).
 
Dossier
giustizia
|
|