Osservatorio sulla legalita' e sui diritti
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06 ottobre 2010
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Propaganda elettorale mafiosa : il divieto e' legge
di Mauro W. Giannini*

Il disegno di legge Lazzati che vieta la propaganda elettorale alle persone sottoposte a misure di prevenzione e' stato approvato dal Senato con la quasi unanimita' (252 voti a favore, 1 contrario su 253 presenze). Data la precedente approvazione alla Camera dei Deputati, il provvedimento diviene cosi' legge dello Stato.

Si tratta di un successo per il promotore del DDL, il dott. Romano de Grazia, il presidente emerito aggiunto della Cassazione e fondatore del Centro Studi Lazzati di Lamezia Terme, che per 17 anni si e' battuto per l'approvazione di questa misura contro le infiltrazioni mafiose in politica. Un successo anche per le promotrici del ddl alla Camera, Sabina Rossa (PD) e Angela Napoli (PDL, FeL), che ne e' stata anche relatrice in Commissione Giustizia a Montecitorio.

La disposizione e’ finalizzata a superare la contraddizione in base alla quale a un sorvegliato speciale e’ inibita la legittimazione elettorale attiva e passiva ma non e’ vietata la sua partecipazione attiva alle campagne elettorali. L’esperienza dimostra infatti che uno dei momenti in cui si realizza la collusione tra criminalita’ organizzata e politica e’ proprio la fase elettorale. Con questo provvedimento si prevede la pena di reclusione da uno a cinque anni al sorvegliato che svolga attivita’ di propaganda a favore o in pregiudizio di candidati in qualsiasi tipo di competizione elettorale. La stessa pena si applichera’ anche al candidato che si serva di tale propaganda.

"La Calabria degli onesti, quella dei più, quella bianca, oggi esulta ed infligge un duro colpo alla Calabria, dei piccoli interessi, quella nera, quella grigia" commentano i giovani dell'associazione universitaria calabrese Ulixes, che parlano di "Uno strumento in più per lo Stato di diritto. Un passo in avanti per debellare le mafie dal nostro paese".

"L’approvazione del disegno di legge Lazzati rende onore all’intelligenza calabrese del giudice Romano De Grazia, ideatore della proposta di legge e suo primo sostenitore contro tutti e tutto nel solo interesse della democrazia. - aggiungono i giovani di Ulixes - La legge Lazzati, ora la possiamo con gioia chiamare così, sarà già applicabile dalle prossime competizioni elettorali e sicuramente farà tremare i polsi a quanti intendono piegare la cosa pubblica all’interesse malavitoso, a quanti stringono perversi patti di reciproco interesse con le organizzazioni criminali".

Ringraziando chi - anche a livello parlamentare - si e' battuto per l'approvazione del provvedimento, l'associazione universitaria presieduta da Vincenzo Cappellupo conclude "Non possiamo ringraziare, dobbiamo dirlo, e aspettiamo ancora delle risposte sensate da chi parlamentare, sopratutto calabrese, ha sempre osteggiato e non ha votato nella propria Aula di competenza il Lazzati. Peccato una occasione persa da parte loro per dire no alle mafie".

Soddisfazione anche dall'Osservatorio sulla legalita' e sui diritti Onlus, sia nazionale che calabrese. In particolare il presidente, Rita Guma, si dice convinta della ricaduta positiva del provvedimento: "Da anni sosteniamo il ddl - in piu' occasioni divulgato sul sito della nostra associazione, che ne ha seguito l'intero iter parlamentare - e siamo sicuri della ricaduta positiva sulla societa' meridionale ma anche nazionale, vista la pervasivita' del fenomeno mafioso".

"Spiace piuttosto - aggiunge il presidente dell'Osservatorio - che il ddl non sia stato presentato ed approvato prima, e ci chiediamo da un lato cosa sarebbe accaduto al ddl se non vi fosse stato il manipolo di persone perseveranti guidato dal giudice De Grazia, dall'altro se - approvandolo prima - non si sarebbero evitate molte delle situazioni emerse anche in questi ultimi tempi nonche' l'espandersi del fenomeno mafioso, sorretto da parti infiltrate delle istituzioni".

Esultanza dalla responsabile provinciale di Catanzaro dell'Osservatorio, Angela Parrinello, e dall'avvocato catanzarese Mario Ruffo - membro del Comitato tecnico giuridico dell'associazione nonche' amico e collaboratore di De Grazia da molti anni - che hanno sostenuto il ddl e contribuito a diffonderlo con convegni e iniziative sul territorio.

Hanno creduto al ddl e lo hanno sostenuto in questi anni insigni magistrati e giuristi, fra cui Gherardo Colombo e Vittorio Grevi, che hanno contribuito a presentarlo in giro per l'Italia.


da sinistra: Mario Alberto Ruffo, Gherardo Colombo, Romano De Grazia, Vincenzo Cappellupo


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Speciale mafia e antimafia

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