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Propaganda
elettorale mafiosa : il divieto e' legge
di
Mauro W. Giannini*
Il disegno di legge Lazzati che vieta la propaganda elettorale
alle persone sottoposte a misure di prevenzione e' stato approvato
dal Senato con la quasi unanimita' (252
voti a favore, 1 contrario su 253 presenze). Data la precedente
approvazione alla Camera dei Deputati, il provvedimento diviene
cosi' legge dello Stato.
Si tratta di un successo per il promotore del DDL, il dott.
Romano de Grazia, il presidente emerito aggiunto della Cassazione
e fondatore del Centro Studi Lazzati di Lamezia Terme, che
per 17 anni si e' battuto per l'approvazione di questa misura
contro le infiltrazioni mafiose in politica. Un successo anche
per le promotrici del ddl alla Camera, Sabina Rossa (PD) e
Angela Napoli (PDL, FeL), che ne e' stata anche relatrice
in Commissione Giustizia a Montecitorio.
La
disposizione e’ finalizzata a superare la contraddizione in
base alla quale a un sorvegliato speciale e’ inibita la legittimazione
elettorale attiva e passiva ma non e’ vietata la sua partecipazione
attiva alle campagne elettorali. L’esperienza dimostra infatti
che uno dei momenti in cui si realizza la collusione tra criminalita’
organizzata e politica e’ proprio la fase elettorale. Con
questo provvedimento si prevede la pena di reclusione da uno
a cinque anni al sorvegliato che svolga attivita’ di propaganda
a favore o in pregiudizio di candidati in qualsiasi tipo di
competizione elettorale. La stessa pena si applichera’ anche
al candidato che si serva di tale propaganda.
"La Calabria degli onesti, quella dei più, quella bianca,
oggi esulta ed infligge un duro colpo alla Calabria, dei piccoli
interessi, quella nera, quella grigia" commentano i giovani
dell'associazione universitaria calabrese Ulixes, che parlano
di "Uno strumento in più per lo Stato di diritto. Un
passo in avanti per debellare le mafie dal nostro paese".
"L’approvazione
del disegno di legge Lazzati rende onore all’intelligenza
calabrese del giudice Romano De Grazia, ideatore della proposta
di legge e suo primo sostenitore contro tutti e tutto nel
solo interesse della democrazia. - aggiungono i giovani di
Ulixes - La legge Lazzati, ora la possiamo con gioia chiamare
così, sarà già applicabile dalle prossime competizioni elettorali
e sicuramente farà tremare i polsi a quanti intendono piegare
la cosa pubblica all’interesse malavitoso, a quanti stringono
perversi patti di reciproco interesse con le organizzazioni
criminali".
Ringraziando
chi - anche a livello parlamentare - si e' battuto per l'approvazione
del provvedimento, l'associazione universitaria presieduta
da Vincenzo Cappellupo conclude "Non possiamo ringraziare,
dobbiamo dirlo, e aspettiamo ancora delle risposte sensate
da chi parlamentare, sopratutto calabrese, ha sempre osteggiato
e non ha votato nella propria Aula di competenza il Lazzati.
Peccato una occasione persa da parte loro per dire no alle
mafie".
Soddisfazione
anche dall'Osservatorio sulla legalita' e sui diritti Onlus,
sia nazionale che calabrese. In particolare il presidente,
Rita Guma, si dice convinta della ricaduta positiva del provvedimento:
"Da anni sosteniamo il ddl - in piu' occasioni divulgato
sul sito della nostra associazione, che ne ha seguito l'intero
iter parlamentare - e siamo sicuri della ricaduta positiva
sulla societa' meridionale ma anche nazionale, vista la pervasivita'
del fenomeno mafioso".
"Spiace
piuttosto - aggiunge il presidente dell'Osservatorio - che
il ddl non sia stato presentato ed approvato prima, e ci chiediamo
da un lato cosa sarebbe accaduto al ddl se non vi fosse stato
il manipolo di persone perseveranti guidato dal giudice De
Grazia, dall'altro se - approvandolo prima - non si sarebbero
evitate molte delle situazioni emerse anche in questi ultimi
tempi nonche' l'espandersi del fenomeno mafioso, sorretto
da parti infiltrate delle istituzioni".
Esultanza
dalla responsabile provinciale di Catanzaro dell'Osservatorio,
Angela Parrinello, e dall'avvocato catanzarese Mario Ruffo
- membro del Comitato tecnico giuridico dell'associazione
nonche' amico e collaboratore di De Grazia da molti anni -
che hanno sostenuto il ddl e contribuito a diffonderlo con
convegni e iniziative sul territorio.
Hanno
creduto al ddl e lo hanno sostenuto in questi anni insigni
magistrati e giuristi, fra cui Gherardo Colombo e Vittorio
Grevi, che hanno contribuito a presentarlo in giro per l'Italia.

da sinistra: Mario Alberto Ruffo, Gherardo Colombo, Romano
De Grazia, Vincenzo Cappellupo
 
Speciale
mafia e antimafia
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