 |
Avvocati
: collegato lavoro , dare pari opportunita' ai giovani
di
staff
"L'Italia e' davvero singolare perchè si continua a ripetere
che il nostro non e' un paese per giovani, che il sistema
paese è afflitto da una gerontocrazia cronica - tanto che
qualche tempo fa era stata lanciata l'iniziativa di un manifesto
con il quale i sottoscrittori si impegnavano a lasciare ogni
incarico pubblico e politico al raggiungimento dei sessanta
anni - ma il parlamento continua ad approvare norme dichiaratamente
contro i giovani". Così il Presidente dell'AIGA ha commentato
quella disposizione, contenuta nel collegato lavoro, che,
definendo i requisiti che deve possedere il terzo arbitro
scelto dalle parti nell'arbitrato sulle controversie di lavoro,
restringe la scelta a professori universitari e avvocati cassazionisti.
"Considerata l'età media dei professori universitari - non
certo giovane - e dei cassazionisti (l'iscrizione al relativo
albo e' subordinato a molti anni di esercizio professionale),
è fin troppo facile comprendere come questa norma sia ostile
ai giovani avvocati e fondamentalmente irragionevole perchè
fondata su una presunzione regolarmente smentita dalla esperienza,
e cioè che l'anziano sia più preparato del giovane" ha proseguito
Sileci, il quale ha concluso confidando che l'attuale maggioranza
emendi questa disposizione stabilendo che il terzo arbitro
possa essere nominato tra gli avvocati legalmente esercenti,
indipendentemente dalla anzianità di iscrizione all'albo forense".
 
Dossier
giustizia
|
|