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Cossiga
e i segreti della Repubblica
di
staff
È trascorso ferragosto da un paio di giorni quando Francesco
Cossiga muore in un ospedale romano. Con lui, si dirà nei
giorni successivi, se ne va un pezzo di storia d'Italia che
il presidente emerito si sarebbe ben guardato dal raccontare,
un armadio da setacciare alla ricerca di quelli che Cossiga
stesso chiamava gli "arcani" della Repubblica.
Ma
a rileggere ciò che il grande vecchio della politica italiana
scrisse e dichiarò, è possibile aggiungere qualche tassello
a un mosaico fatto di servizi segreti e carabinieri, terroristi
perdonati e magistrati invisi, stragi e Gladio. Dal rapimento
Moro all'infiltrazione nelle organizzazioni estremistiche,
dalla passione per l'intrigo alle guerre intestine nella Democrazia
cristiana, da Ustica all'amore per gli ex comunisti, dall'amicizia
con i palestinesi ai conflitti silenziosi sullo scacchiere
del Mediterraneo.
Questi sono alcuni degli argomenti di cui Cossiga parlò a
più riprese. Per ribadire, in un tortuoso flusso di affermazioni,
provocazioni e ribaltamenti, una sola lapidaria verità: "Noi
non ci faremo processare".
L'autrice,
Antonella Beccaria, è giornalista e scrittrice. Per Stampa
Alternativa, per cui cura la collana "Senza finzione", ha
scritto "NoSCOpyright – Storie di malaffare nella società
dell’informazione" (2004), "Permesso d’autore" (2005), "Bambini
di Satana" (2006), "Uno bianca e trame nere" (2007), "Pentiti
di niente" (2008) e "Attentato imminente" (2009). Per Socialmente
Editore ha pubblicato "Il programma di Licio Gelli" (2009),
"E rimasero impuniti" (2010) e "Schegge contro la democrazia"
(2010).
Piccone
di Stato
Francesco Cossiga e i segreti della Repubblica
di Antonella Beccaria
Ed. Nutrimenti
pagg. 176, euro 13,00
 
Dossier
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