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Manuale
del boia
di
Claudio Giusti
Il pamphlet di Charles Duff (Manuale del boia, Adelphi editore)
è il testo abolizionista più feroce, spietato, efficace e
divertente che mi sia mai capitato di leggere.
Con la sua affilata satira lo scrittore (cattolico nord-irlandese)
fa a pezzi la prosopopea e la solennità di cui si ammanta
la giustizia capitale e ne mette a nudo l’essenza: quella
di essere un assassinio perpetrato a sangue freddo.
Con il suo humour nero Duff ha reso un grande servigio alla
causa dell’abolizione della pena di morte e, anche se da lungo
tempo l’Inghilterra e il mondo civilizzato hanno abbandonato
la pena capitale, il libro di Duff non ha perso nulla della
sua utilità e attualità e dovrebbe essere la lettura preferita
di ogni abolizionista.
Charles Duff Introduzione al “Manuale del boia”: "Breve
introduzione alla nobile arte dell'impiccare, con molte informazioni
utili su come rompere il collo, strozzare, strangolare, asfissiare,
decapitare e fulminare con la corrente elettrica; e anche
dati e suggerimenti per il boia, una descrizione del metodo
di uccidere del defunto signor Berry, la sua tabella operativa
delle altezze di caduta; e inoltre un prontuario del boia
per fare questi calcoli e certi altri argomenti di particolare
interesse, incluse le grandi impiccagioni di Norimberga.
Tutto
molto castigato perché lo si possa leggere e tenere in tutte
le famiglie
Si
può dire che i lettori delle pagine seguenti godranno di un
privilegio raro, essendo questo l’unico libro nella nostra
lingua, eccetto “Le mie esperienze” del defunto boia M. Berry,
che fornisca un minimo di informazione sulla più antica e
veneranda delle nostre grandi istituzioni nazionali: l’impiccagione.
Questo manualetto è tanto più istruttivo, divertente e prezioso
in quanto le sole persone fra noi che hanno accesso alla verità
dei nostri strangolamenti e strozzamenti governativi sono
i pubblici boia, gli sceriffi e i vicesceriffi, gli ufficiali
delle prigioni, i cappellani, i funzionari del ministero degli
interni e pochi altri, tutti legati al segreto su questo atto
che viene compiuto in nome vostro e mio. Perciò, nel fornire
le informazioni date in queste pagine, l’autore si considera
un pubblico benefattore quasi altrettanto importante del pubblico
boia. Il punto debole del libro sta ovviamente nel fatto che
esso è frutto di studi e ricerche e non di un’esperienza pratica:
l’autore non ha mai impiccato nessuno e non ha mai visto impiccare
nessuno. C’è da sperare che questa lacuna non sia troppo
grave ed è comunque doveroso far notare che chi conosce la
forca non sempre sa scrivere e chi scrive non sempre conosce
la forca, anche se qualche volta lo meriterebbe. (...)
Un’edizione ampliata e molto migliorata è apparsa nel 1938,
giusto dieci anni dopo, e sembra logico che un’edizione ulteriormente
riveduta, corretta e migliorata debba uscire adesso nel 1948.
L’impiccagione infatti, continua, e continua a essere discussa.
Inoltre, l’impiccagione simbolizza qualcosa, Molti avranno
sentito raccontare quella vecchia storia del marinaio che
naufragò sulla cosata inglese. Egli non sapeva che costa fosse,
ma mentre si sforzava di raggiungere la riva, vide una forca
con appeso un criminale.
Il marinaio tirò un sospiro di sollievo e mormorò fra sé:
- Grazie a Dio sono arrivato in un paese civile!"
Manuale
del boia
di Charles Duff
Ed. Adelphi, 1998
Pagg. 136, euro 7,23
 
Dossier
mafia e antimafia
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