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23 dicembre 2010
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Isolare i violenti… da 10 anni aspettavo questo momento
riceviamo e pubblichiamo

“Non ci posso ancora credere. Da dieci anni aspettavo questo momento ed ormai pensavo che non sarebbe più arrivato.”

Inizia così una lettera scritta da Enrica Bartesaghi, fondatrice e presidente del Comitato Giustizia e Verità per Genova, con altri, certo. La conobbi in rete e anche a Genova, non si scordano alcune persone e alcune giornate di Ferie…Toda Joia Toda Beleza…

Leggo stamatina l’editoriale di Uniriot: “Si parla di Genova, ma siamo altro. A Genova non c’eravamo, come quasi tutti quelli che erano in piazza martedì scorso, ma Genova ha significato molto per noi. Siamo figli di quelle giornate, ma come tutti i figli prima o poi ci si deve allontanare dalla famiglia, dai ricordi, dal quel senso d’appartenenza, non per rinnegarli ma per avere un’altra storia da raccontare…”

E allora per chi c’era e non c’era…voce a una madre…per sua figlia, ai nostri giovani: “Genova, luglio 2001: io non dimentico”

Enrica Bartesaghi è madre di Sara, “una della Diaz”, vent’anni all’epoca dei fatti di Genova. “Sara telefonò a casa il venerdì sera, scossa per la morte di Carlo Giuliani. Disse ai genitori che, dopo aver passato la notte precedente allo stadio Carlini, avrebbe dormito nella scuola sede del Genoa Social Forum. Enrica ed il marito furono naturalmente sollevati all’idea della figlia al sicuro, in una struttura al coperto, fra giornalisti ed avvocati. Sara telefonò ancora al sabato sera. Anche la manifestazione di quel giorno si era svolta fra mille problemi, ma lei non era rimasta coinvolta nei disordini. Riferì che si sarebbe recata alla Scuola Diaz per ritirare il proprio zaino, per cercare poi il primo treno con cui fare ritorno a casa.

Da questo momento i genitori persero le tracce della ragazza fino al lunedì sera successivo, quando Enrica riabbracciò la figlia all’uscita dal carcere di Vercelli. In quei due lunghi giorni la ragazza passò attraverso tutte “le tappe” dell’inferno personale dei “ragazzi della Diaz”: l’aggressione alla scuola (in cui riportò un trauma cranico), l’ospedale Galliera (dove fu medicata), la caserma di Bolzaneto, ed infine il carcere (come detto, a Vercelli)…Sara ebbe la parziale fortuna di presentarsi come una ragazza “normale”. Giovane, carina, acconciatura non stravagante, ben vestita e senza troppi piercing al volto, le fu riservato un trattamento migliore rispetto a quello che dovettero subire molti altri ragazzi, per la maggior parte stranieri, magari con strane acconciature e i capelli colorati.

A Bolzaneto i ragazzi fermati, colpevoli solo di aver esercitato il proprio diritto a manifestare, hanno dovuto sopportare gravi abusi, insulti, la privazione di ogni contatto con l’esterno, violenze fisiche e psicologiche, immersi in un clima che nulla aveva da invidiare al Cile di Pinochet (clima peggiorato per molti dalla non comprensione della lingua).” Sara e tutti i 93 ragazzi della Diaz vennero accusati di resistenza aggravata a pubblico ufficiale, detenzione di armi eccetera.

Doriana Goracci

ISOLARE I VIOLENTI

Non ci posso ancora credere. Da dieci anni aspettavo questo momento ed ormai pensavo che non sarebbe più arrivato. Finalmente il Ministro degli interni, il Ministro della difesa, il Ministro della giustizia, insiemi ad autorevoli membri di questo governo hanno pronunciato parole chiare ed inequivocabili che nessun membro dell’opposizione aveva finora avuto il coraggio di pronunciare:“dobbiamo isolare i violenti, arrestare preventivamente i sospetti, quanto accaduto a Roma durante la manifestazione degli studenti non deve più succedere, evitare che i violenti scendano in piazza”.

Roba da non credere. E’ dal mese di luglio del 2001 che aspetto, nel frattempo ci sono state numerose sentenze di primo e secondo grado, tutte di condanna per le violenze e torture perpetrate a Genova, in piazza, alla scuola Diaz, nella caserma di Genova Bolzaneto. Ed io che pensavo di dover aspettare ancora la Cassazione per vedere finalmente allontanati i violenti. Molti dei quali condannati, tra l’altro, all’interdizione ai pubblici uffici.

Invece no. Spiace dirlo ma mi ero sbagliata. Finalmente i ministri responsabili diretti dei condannati si sono pubblicamente espressi.Non vorrei assumere un tono matriarcale che non mi si addice ma, permettetemi, cari studenti, da domani potete stare tranquilli, manifestare liberamente come previsto dalla nostra Costituzione, i violenti saranno isolati, preventivamente arrestati, parola di Governo.Poiché penso che non si debba fare di tutt’erba un fascio, perché non tutti i poliziotti, carabinieri, guardie penitenziarie medici ed infermieri penitenziari, sono uguali, non tutti sono violenti, trascrivo l’elenco completo dei condannati in primo e secondo grado per le violenze e le torture alla Scuola Diaz, alla caserma di Genova Bolzaneto.

Nel frattempo, in questi dieci anni, a causa di un errore nei sistemi informativi, che non ha permesso ai politici di turno al Governo (di destra e di sinistra) di essere informati dei procedimenti giudiziari in corso e delle condanne, alcuni, molti di questi violenti sono stati ripetutamente promossi.

Sono certa che dopo le dichiarazioni e le prese di posizione di questi giorni si porrà finalmente fine a questo deprecabile errore. Prendiamo le distanze dai violenti! Allontaniamoli dalle piazze, dalle questure, dalle caserme, dalle carceri, dalle direzioni dei servizi e della polizia. Sospendiamoli dai loro incarichi, purtroppo nel frattempo, sono passati dieci anni, le pene loro inflitte sono quasi tutte prescritte, anche perché in Italia non è ancora previsto il reato di tortura. Ma, finalmente, senza di loro, potremo manifestare pacificamente.

Enrica Bartesaghi
Presidente Comitato Verità e Giustizia per Genova
(...)

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