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ai disabili in Sardegna : la storia continua
riceviamo
e pubblichiamo
Cresce l'onda di protesta. E' la protesta dei disabili e dei
loro familiari per la delibera 34/30 presentata il 18 ottobre
u.s. dall'Assessore Regionale alla Sanità della Sardegna.
Una delibera che ha una sola finalità: un taglio netto ai
contributi che una legge nazionale, la 162/98, eroga alle
famiglie dei disabili per vedere realizzati dei progetti di
vita, sia come assistenza che come progetti per l'autonomia,
per la cosiddetta "vita indipendente".
Pian pianino si stavano tracciando e raggiungendo del bellissimi
obiettivi per persone che, come unica alternativa, avevano
il ricovero in un qualche istituto, oppure, progetti per migliorare
la scolarizzazione e la socializzazione. Progetti anche per
persone che, finito il periodo della scuola dell'obbligo,
si vedevano chiuse tutte le porte: con la 162 tante porte
invece si sono aperte. Questa delibera, nei giorni scorsi,
è calata come una mannaia su una categoria di persone che
già la vita ha abbastanza umiliato sotto tanti punti di vista,
sia come aspetto sanitario, sia come aspetto dell'inclusione
scolastica/diritto allo studio, negando a tanti, nonostante
le leggi esistano, una loro effettiva integrazione che invece
si traduce, nella realtà, per la maggior parte dei casi, in
un semplice INSERIMENTO.
Il 4 novembre u.s. la Fish Sardegna ha organizzato una manifestazione
davanti al Consiglio Regionale per contestare questa delibera,
manifestazione alla quale hanno partecipato tante altre associazioni
dell'isola e singole persone disabili e non, operatori del
settore, medici e tanti altri. Il segnale è stato chiaro e
netto, tanto che una delegazione (c'ero anche io) è stata
ricevuta da qualche capo gruppo consiliare: le cose che non
vanno nella delibera sono state ampiamente illustrate.
Non vanno bene i criteri proposti per l'attuazione e la cifra
che, nonostante si dica sia la stessa dell'anno scorso, è
stata ridotta di 25 milioni di euro. La matematica continua
a non essere un'opinione, per noi, e, se l'anno scorso si
sono stanziati 116 milioni e quest'anno 91.5: all'appello
ne mancano 25. A noi familiari dei disabili poco deve importare
che si siano attinti dei denari da altri capitoli, magari
si può vedere anche quest'anno lo stato di salute della Dinamo
e regolarsi di conseguenza. Volendo, i soldi, si trovano.
Alla riunione c'era anche la deputata Amalia Schirru che ha
assicurato presenterà un'interpellanza parlamentare per quanto
riguarda questo argomento, mentre invece l'opposizione in
Regione presenta una mozione a nome dei consiglieri regionali
Mario Bruno e Marco Espa.
Il 5 novembre il Comitato dei familiari per l'attuazione della
162 (*) cui io sono orgogliosa di appartenere, si è riunito
in Assemblea all'Hotel Mediterraneo alle ore 16, la riunione
è stata molto partecipata. Moltissime le presenze, tanto che
la sala purtroppo non ha potuto accogliere tutti, ci sono
stati oltre ai familiari dei disabili e disabili, politici,
operatori, insegnanti, dirigenti scolastici, tantissimi, oltre
ai giornalisti e cameraman. Sono stati dibattuti tutti i punti
della delibera e ci siamo dati un appuntamento per una grande
manifestazione, la cui data è ancora da stabilire, perchè
ci sono vari impegni dei politici da rispettare, e comunque
non dobbiamo andare oltre il 22 novembre, perchè da quella
data in poi si deve parlare di bilancio regionale. Abbiamo
tempo sino al 15 dicembre 2010 per apportare modifiche alla
delibera.
La
nostra decisione è ferma: i soldi sono insufficienti e le
norme di attuazione sono assurde e discriminanti per taluni.
La 162 è stata, per la Regione Sardegna, un fiore all'occhiello.
Adesso non vorremmo che questo fiore all'occhiello appassisse
e sparisse, cancellando anni di buone prassi. Si deve andare
avanti e non indietro: fare i gamberi non è nel nostro spirito,
i nostri disabili vanno salvaguardati e rispettati ricordandoci
che dietro di loro ad assisterli ci sono anche tante persone
che per gli effetti di questa delibera perderanno il posto
di lavoro. Posti di lavoro preziosi per la MINIMA SOPRAVVIVENZA,
la cui mancanza, purtroppo, nella nostra Regione, già martoriata
da investimenti sbagliati nell'Industria e quant'altro, ha
ridotto la nostra terra ad avere un altissimo indice di disoccupazione
e INOCUPPAZIONE.
Non
si può proprio andare avanti così, siamo arrivati ad un punto
di non ritorno.
Marisa
Melis
portavoce Sardegna di Genitori Tosti in Tutti
i Posti
(*) le associazioni aderenti al Comitato dei
familiari per l'attuazione della L.162 in Sardegna piani personalizzati
di sostegno alle persone con disabilità grave:
ABC Associazione Bambini Cerebrolesi Sardegna
Associazione Italiana Sindrome di Williams, Sardegna
Associazione Italiana Sindrome X Fragile, Sardegna
Associazione Sindrome di Crisponi e Malattie Rare, Sardegna
ASARP Associazione Sarda per la Riforma Psichiatrica, Cagliari
Associazione Sindrome di Marfan, Sardegna
Associazione Nazionale del Volontariato per l’Integrazione
e Promozione Sociale dei Disabili, degli Ipovedenti, dei Ciechi,
degli Anziani e delle loro Famiglie Sardegna
ASBI Associazione Spina Bifida e idrocefalo Sardegna
Centro Down Comunità Papa Giovanni XXIII
Diversamente Onlus
Genitori tosti in tutti i posti
UNIAMO Federazione Italiana Malattie Rare, Sardegna
Associazione Dopo di noi, Senorbì
Effathà, Gallura
Is Angelus, Sinnai
Il Girotondo, Terralba
Il Risveglio, Porto Torres
Ogliastra Informa
Un Raggio di Sole per un Sorriso, Decimomannu
Associazione Delfino di San Gavino
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