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Abbandono
e bullismo
riceviamo
e pubblichiamo
C'è
voluta una sentenza della Corte dei Conti per scandire nettamente
una verità inconfessabile: Il cinismo e l'ipocrisia burocratica
imperanti in alcune scuole pubbliche del nostro paese.
Autunno 2006: un'insegnante supplente di matematica di una
scuola media della provincia di Monza, dopo 17 giorni di supplenza,
viene denunciata da cinque famiglie per atti osceni in classe
ai danni di minori. Arriva la condanna penale di primo grado
dopo un paio d'anni mentre si sviluppa presso la Corte dei
Conti un procedimento per danno all'immagine della scuola
con una richiesta all'insegnante di un risarcimento di oltre
4 mila euro.
Gennaio
2010: La Corte dei Conti ha assolto nel merito l'insegnante
imputata dichiarando che il giudice penale "ha basato il proprio
convincimento esclusivamente sui racconti di alcuni studenti,
senza alcun riscontro probatorio, ma anzi in presenza di fatti
che contrastavano in maniera stridente le morbose e fantasiose
narrazioni dei minori"
I giudici contabili propendono per una bravata degli studenti
e non escludono si siano spogliati "per mettere in difficoltà
una supplente giovane, inesperta" non in grado di "tenere
a bada dei ripetenti privi del benché minimo rispetto per
l'istituzione scolastica e meritevoli di un'esemplare sanzione
disciplinare".
Se le eclatanti conclusioni dei giudici della Corte dei Conti
fossero confermate nei successivi gradi di giudizio penali
si sarebbe legittimati a pensare ad un'ipotesi triste e sconvolgente:
Nella scuola italiana può succedere che alcuni/e Presidi e
Dsga, disumanizzati dalla burocratizzazione eccessiva del
proprio ruolo e dalla preoccupazione accecante di tenere sempre
in salvo il proprio fondoschiena, non abbiano scrupoli nel
lasciare affondare una precaria o un precario, insegnante
o collaboratore che sia, davanti ad un evento di bullismo
o ad un ingiusto procedimento giudiziario.
E' risaputo che la scuola è oggi un fronte di guerra, un fortino
forse ancora non conquistato dalla mercificazione dei valori,
un punto di riferimento della società soggetto alla tempesta
del degrado e della crisi in atto. La scomposizione delle
famiglie, la difficile integrazione tra culture, il bullismo
e la perdita di punti di riferimento mettono a dura prova
ogni membro attivo della Comunità scolastica. La mancanza
di un collante di solidarietà empatica che tuteli effettivamente
ogni lavoratore di questa comunità è l'anticamera della sconfitta
definitiva, il crollo di uno dei pilastri che tengono la diga.
Servono anticorpi capaci di evitare il tracollo facendo funzionare
bene tutti gli organismi di garanzia della scuola, sindacati
compresi, serve una trasparenza interna maggiore e una supervisione
e un coordinamento efficace di tutte le attività.
Serve
una maggiore apertura alle altre amministrazioni pubbliche
come i servizi sociali comunali, le Asl con i loro medici
scolastici, psicologi ed ispettori del lavoro, gli uffici
scolastici regionali e ministeriali. La Scuola può riprendere
vigore e realizzare la sua Mission di motore di crescita e
sviluppo della società attraverso un Management capace ed
onesto che, oltre ad essere orientato dalla fredda applicazione
di norme e leggi, sia in grado di stringersi intorno a tutti
i suoi componenti, dare loro input e gratificazioni, sostenerli
nelle difficoltà di questo lavoro socio educativo che oggi
è diventato un'impresa faticosissima con il relativo rischio
di fallimento anche per i più forti e per i più bravi.
Domenico
Ciardulli
Educatore Professionale
 
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