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30 dicembre 2010
tutti gli speciali

Hugo Chavez e il colpo di coda antidemocratico
di Rico Guillermo*

Sembrava davvero di averle sentite tutte su governi e governanti, eppure Chavez ha trovato un trucco antidemocratico che bypassa la Costituzione del Venezuela per continuare a consentirgli di governare anche con l'avvento del nuovo parlamento, della cui composizione non si sente sicuro.

Nelle elezioni per l'Assemblea nazionale dello scorso settembre, infatti, gli elettori del Venezuela hanno inviato all'attuale presidente un chiaro messaggio, riuscendo a far attribuire al'opposizione 67 seggi contro 98 seggi attribuiti ai sostenitori di Chavez nonostante le manipolazioni che il governo ha fatto del regolamento elettorale. Nonostante questi numeri, Hugo Chávez ha usato gli ultimi tre mesi del parlamento uscente, in cui ha una maggioranza schiacciante, per rendere irrilevante il parlamento in arrivo, che sarà insediato il 5 gennaio.

Il centro di questo sforzo è una legge che delega al governo il potere di governare per i prossimi 18 mesi, mentre altre norme limitano le funzioni dell'Assemblea. Con una riforma rapidamente approvata del suo regolamento interno, l'assemblea si riunira' appena quattro giorni al mese. Tutte le commissioni parlamentari saranno controllate dal governo, e il dibattito su ciascun argomento sara' limitato ad un totale di 15 minuti per ogni deputato. I dibattiti verranno trasmessi solo dai canali televisivi pubblici, consentendo alle autorita' di imbavagliare le voci dissidenti.

Inoltre, mentre in Italia continuano le polemiche per le scelte di alcuni parlamentari voltagabbana, i membri dell'assemblea venezuelana non potranno piu' effettuare cambi di gruppo parlamentare, pena la perdita del loro seggio, un provvedimento - commenta il settimanale britannico "Economist" - che suggerisce che il Presidente Chávez mette in dubbio la fedelta' di alcuni dei suoi stessi sostenitori. D'altra parte il nome "Venezuela", con il suo significato originario di "piccola Venezia" non rimanda forse ad italiche tradizioni...?

Nel frattempo alcuni membri dell'opposizione subiscono persecuzioni giudiziarie. Uno di loro, José Sánchez, un ex comandante della polizia, e' stato condannato a 19 anni di carcere per il suo presunto coinvolgimento in un omicidio, anche se la Costituzione garantisce ai membri dell'assemblea l'immunita' (in Italia invece il sistema e' diverso). La nuova assemblea avrebbe dovuto nominare alcuni giudici della Corte Suprema in sostituzione di quelli in pensione e tali nomine richiedono una maggioranza di due terzi, il che avrebbe richiesto un accordo con l'opposizione. Per eludere tale necessita', l'assemblea uscente in tutta fretta ha nominato nove giudici nuovi, tutti leali a Chavez.

L'assemblea uscente ha preso anche altre misure di grande portata. Sempre con un parallelismo con l'Italia che non puo' sfuggire nonostante l'opposta matrice politica, una nuova legge sull'istruzione superiore ha determinato l'autonomia delle principali universita' permettendo di agire sulle nomine dei rettori universitari piu' sgraditi. Inoltre, le organizzazioni non governative non saranno autorizzate a ricevere finanziamenti dall'estero, un cambiamento che puo' spingerle a chiudere e che e' forse provocato dal retropensiero di Chavez che la sua perdita di terreno politico sia dovuta al fatto che alcune organizzazioni per i diritti che gli si oppongano siano finanziate dagli Stati Uniti. Un'altra nuova legge permette al presidente di trasferire le competenze e le risorse degli enti locali ai comuni socialisti, potenzialmente sterilizzando le vittorie elettorali dell'opposizione in molte grandi citta' nel 2008.

Le riforme per le leggi sulla radiodiffusione e le telecomunicazioni, che sono state ora estese ad Internet e telefoni cellulari, cercano poi di limitare la divulgazione di informazioni critiche sul governo, rendendo il vettore del messaggio responsabile per il contenuto (vi ricorda qualcosa?): saranno sanzionati i rei di messaggi che siano ritenuti responsabili di aver promosso mancanza di rispetto per le istituzioni del paese o "allarme" tra la popolazione.

Dal punto di vista dell'opposizione, le ultime scelte legislative equivalgono ad un colpo di stato da parte dell'esecutivo contro gli altri poteri dello Stato, in violazione della Costituzione del 1999 che lo stesso Chávez ha ispirato. L'opposizione lancia l'allarme su un comportamento da "tiranno" del governo, che viene acusato di cercare di istituire un "sistema comunista", e chiama a raccolta la societa' civile per una "pacifica ma energica" resistenza. Le università e i gruppi di imprese sono fra gli organizzatori di un "contrattacco" a Chávez. Nel Venezuela occidentale gli imprenditori agricoli, in molti casi sostenuti dai loro operai, hanno bloccato le strade per impedire all'esercito l'esecuzione di un ordine presidenziale di espropriare le loro terre intorno al lago di Maracaibo.

Tutti gli occhi sono ora puntati sulle elezioni presidenziali che avverranno fra due anni, e in cui Chàvez ha preannunciato di presentarsi per un altro mandato di sei anni. Il presidente e il suo generale piu' alto in grado hanno entrambi detto che le forze armate non tollereranno una vittoria dell'opposizione in tale elezione. I cittadini pacifici che manifestavano davanti al parlamento contro le nuove leggi (altra analogia) sono stati attaccati dalle forze di sicurezza e da quelli che la stampa britannica - seppur di sinistra - definisce "criminali del governo", e molte persone sono rimaste ferite.

Tutto questo - commentano alcuni analisti politici - suggerisce che il governo sta cercando di provocare l'opposizione alla violenza. Finora non vi e' riuscita. Anche se l'opposizione ha a lungo accusato Chavez di governare come un dittatore, il Venezuela ha finora mantenuto molte delle apparenze esteriori della democrazia.

Ora, a quanto pare, il presidente sta togliendosi la maschera democratica.

* si ringrazia Claudio Giusti


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Dossier etica e politica

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