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Hugo
Chavez e il colpo di coda antidemocratico
di
Rico Guillermo*
Sembrava davvero di averle sentite tutte su governi e governanti,
eppure Chavez ha trovato un trucco antidemocratico che bypassa
la Costituzione del Venezuela per continuare a consentirgli
di governare anche con l'avvento del nuovo parlamento, della
cui composizione non si sente sicuro.
Nelle
elezioni per l'Assemblea nazionale dello scorso settembre,
infatti, gli elettori del Venezuela hanno inviato all'attuale
presidente un chiaro messaggio, riuscendo a far attribuire
al'opposizione 67 seggi contro 98 seggi attribuiti ai sostenitori
di Chavez nonostante le manipolazioni che il governo ha fatto
del regolamento elettorale. Nonostante questi numeri, Hugo
Chávez ha usato gli ultimi tre mesi del parlamento uscente,
in cui ha una maggioranza schiacciante, per rendere irrilevante
il parlamento in arrivo, che sarà insediato il 5 gennaio.
Il
centro di questo sforzo è una legge che delega al governo
il potere di governare per i prossimi 18 mesi, mentre altre
norme limitano le funzioni dell'Assemblea. Con
una riforma rapidamente approvata del suo regolamento interno,
l'assemblea si riunira' appena quattro giorni al mese. Tutte
le commissioni parlamentari saranno controllate dal governo,
e il dibattito su ciascun argomento sara' limitato ad un totale
di 15 minuti per ogni deputato. I dibattiti verranno trasmessi
solo dai canali televisivi pubblici, consentendo alle autorita'
di imbavagliare le voci dissidenti.
Inoltre, mentre in Italia continuano le polemiche per le scelte
di alcuni parlamentari voltagabbana, i membri dell'assemblea
venezuelana non potranno piu' effettuare cambi di gruppo parlamentare,
pena la perdita del loro seggio, un provvedimento - commenta
il settimanale britannico "Economist" - che suggerisce
che il Presidente Chávez mette in dubbio la fedelta' di alcuni
dei suoi stessi sostenitori. D'altra parte il nome "Venezuela",
con il suo significato originario di "piccola Venezia"
non rimanda forse ad italiche tradizioni...?
Nel
frattempo alcuni membri dell'opposizione subiscono persecuzioni
giudiziarie. Uno di loro, José Sánchez, un ex comandante della
polizia, e' stato condannato a 19 anni di carcere per il suo
presunto coinvolgimento in un omicidio, anche se la Costituzione
garantisce ai membri dell'assemblea l'immunita' (in Italia
invece il sistema e' diverso). La nuova assemblea avrebbe
dovuto nominare alcuni giudici della Corte Suprema in sostituzione
di quelli in pensione e tali nomine richiedono una maggioranza
di due terzi, il che avrebbe richiesto un accordo con l'opposizione.
Per eludere tale necessita', l'assemblea uscente in tutta
fretta ha nominato nove giudici nuovi, tutti leali a Chavez.
L'assemblea uscente ha preso anche altre misure di grande
portata. Sempre con un parallelismo con l'Italia che non puo'
sfuggire nonostante l'opposta matrice politica, una nuova
legge sull'istruzione superiore ha determinato l'autonomia
delle principali universita' permettendo di agire sulle nomine
dei rettori universitari piu' sgraditi. Inoltre, le organizzazioni
non governative non saranno autorizzate a ricevere finanziamenti
dall'estero, un cambiamento che puo' spingerle a chiudere
e che e' forse provocato dal retropensiero di Chavez che la
sua perdita di terreno politico sia dovuta al fatto che alcune
organizzazioni per i diritti che gli si oppongano siano finanziate
dagli Stati Uniti. Un'altra nuova legge permette al presidente
di trasferire le competenze e le risorse degli enti locali
ai comuni socialisti, potenzialmente sterilizzando le vittorie
elettorali dell'opposizione in molte grandi citta' nel 2008.
Le riforme per le leggi sulla radiodiffusione e le telecomunicazioni,
che sono state ora estese ad Internet e telefoni cellulari,
cercano poi di limitare la divulgazione di informazioni critiche
sul governo, rendendo il vettore del messaggio responsabile
per il contenuto (vi ricorda qualcosa?): saranno sanzionati
i rei di messaggi che siano ritenuti responsabili di aver
promosso mancanza di rispetto per le istituzioni del paese
o "allarme" tra la popolazione.
Dal
punto di vista dell'opposizione, le ultime scelte legislative
equivalgono ad un colpo di stato da parte dell'esecutivo contro
gli altri poteri dello Stato, in violazione della Costituzione
del 1999 che lo stesso Chávez ha ispirato. L'opposizione lancia
l'allarme su un comportamento da "tiranno" del governo,
che viene acusato di cercare di istituire un "sistema comunista",
e chiama a raccolta la societa' civile per una "pacifica ma
energica" resistenza. Le università e i gruppi di imprese
sono fra gli organizzatori di un "contrattacco"
a Chávez. Nel Venezuela occidentale gli imprenditori agricoli,
in molti casi sostenuti dai loro operai, hanno bloccato le
strade per impedire all'esercito l'esecuzione di un ordine
presidenziale di espropriare le loro terre intorno al lago
di Maracaibo.
Tutti gli occhi sono ora puntati sulle elezioni presidenziali
che avverranno fra due anni, e in cui Chàvez ha preannunciato
di presentarsi per un altro mandato di sei anni. Il presidente
e il suo generale piu' alto in grado hanno entrambi detto
che le forze armate non tollereranno una vittoria dell'opposizione
in tale elezione. I cittadini pacifici che manifestavano davanti
al parlamento contro le nuove leggi (altra analogia) sono
stati attaccati dalle forze di sicurezza e da quelli che la
stampa britannica - seppur di sinistra - definisce "criminali
del governo", e molte persone sono rimaste ferite.
Tutto questo - commentano alcuni analisti politici - suggerisce
che il governo sta cercando di provocare l'opposizione alla
violenza. Finora non vi e' riuscita. Anche se l'opposizione
ha a lungo accusato Chavez di governare come un dittatore,
il Venezuela ha finora mantenuto molte delle apparenze esteriori
della democrazia.
Ora,
a quanto pare, il presidente sta togliendosi la maschera democratica.
*
si ringrazia Claudio Giusti
 
Dossier
etica e politica
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