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11 dicembre 2010
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Caso Wikileaks : forza Julian !
di Pierpaolo Benni

Qualcuno ricorda quando in Italia cominciò la catilinaria dei politici contro i magistrati che, avendo scoperto motivi d’indagine, si permettavano di chiedere al Parlamento il permesso di approfondire la posizione dei singoli personaggi attraverso ulteriori indagini, con la casta schierata a testuggine per impedire qualsiasi intromissione nei suoi traffici, dando così origine alla geremiade dei Magistrati che si domandavano cosa ci stessero a fare?

Fortunatamente c’è sempre stato qualche coraggioso che cercava di soffiare alla Comunicazione qualche spiffero sui delitti di Corte, ovviamente rischiando il linciaggio mediatico e forse non solo. L’abilità della casta era ed é tale da alimentare il turbinio di notizie di ogni tipo, mescolando delitti a burle boccaccesche, in modo che mai nessuno possa orientarcisi, ed intanto facendo ciò che vuole nella più totale impunità, ottenendo che qualunque dibattito rimanga al livello dei bar di periferia. Che poi è l’eterna tecnica utilizzata da chi detiene il Potere per frantumare l’opposizione (con la “ o “ minuscola per non confonderla con quella che fa parte dalla democrazia).

Come sempre, per quanto abilmente mascherato, il pugno che strangola la libertà viene percepito dal popolo marginalmente, finché la presa di coscienza raggiunge la dimensione critica: è la fase in cui i moti più diversi si verificano nei luoghi più imprevedibili e senza apparente motivazione comune, come tanti soffioni nei Campi Flegrei. Oggi è interessante porre attenzione alla confusione mentale di tanti che si domandano come si possa dire che ci manca la libertà proprio quando è divenuto lecito o comunque passibile di sanzioni minime come non mai, fare qualunque cosa, dall’abusivismo edilizio a quello espressivo, contabile, ecologico, alimentare, morale ecc ...

Fenomeno la cui lenta ma costante evoluzione ne impedisce la percezione mentre nei fatti si passa dallo Stato di Diritto a quello della Prevaricazione del Potere individuale, con una totale rassegnazione e resa da cosciente impotenza sintetizzabile nella domanda: dove vado a reclamare quelli che credo essere i miei superstiti, teorici diritti? Il che dimostra quanta capacità plagiante sia stata profusa con successo da chi, ormai per due generazioni, è riuscito a mascherare ogni principio sociale inculcando nelle menti degli orfani della cultura il concetto puramente matematico della logica del Potere nella quale ai tanti toccano risorse materiali ed immateriali esclusivamente in funzione di ciò che essi consegnano a chi comanda affinché egli lo distribuisca come crede!

Il che ripete, parlando di tempi non remoti, nient’altro che il principio dell’industrializzazione primordiale, comune ai contestuali vetero Capitalismo e Real-Comunismo accomunati dall’egoismo dell’animale-uomo sottoistruito, visto che ambedue ugualmente non sopravvivono quando si confrontano con la libertà garantita da confini formalizzati. È diverso aver parlato con chi fuggiva dall’EST durante il tempo della Guerra Fredda, non rischiando la vita per arrivare laddove si diceva che esistesse più benessere, ma perché qui c’era la Libertà, rispetto a chi ora ne sente raccontare ad usum tructae (che dall’avvento della dinastia Bossi ha sostituito il “delphini“). E se ora tutti coloro che fuggono dal loro Paese lo fanno per disperazione economica, coscienti che non troveranno altrove un futuro molto più dignitoso ma solo un pezzo di pane, è altrettanto vero che la presa di coscienza della libertà tradita si sta diffondendo in tutto l’Occidente.

In Italia, come può il Ministro Franco Frattini trasferire pari pari al caso WIKILEAKS l’inversione della verità subdolamente contrabbandata, quella suddetta che, di fronte ad oggettivi reati Pubblici resi noti a tutto il mondo, auspica che la magistratura si occupi di Julian Assange anche se Hillary Rodan Clinton, vergognandosi delle notizie diffuse, si impegna pubblicamente a non ripetere i suoi imperdonabili errori? Dove si è mai formato un personaggio che - mentre tutto l’Occidente rimpiange almeno metà del patrimonio costruito con il suo lavoro manuale ed intellettuale perso per colpa di errori madornali commessi dagli incapaci che, eletti in qualche modo, si sono impossessati del potere anche con trucchi non proprio limpidi - invece di denunciarli al Tribunale della Storia ed anche a quello dell’Aja, propone di incriminare chi informa le vittime?

Forse è fra quanti hanno cavalcato il sessantotto, trascurando di informarsi su personaggi come Giuseppe Mazzini, che fu costretto a fuggire a Ginevra per poter denunciare i delitti che accadevano nel suo Paese! Oggi, con l’Occidente unificato, non ci sono più Ginevra o Marsiglia, non ancora sostituite da Pechino o New Dehli, perché la religione della Libertà è una conquista che richiede il tempo necessario a modificare i cromosomi, ma è frastornante che qualcuno immagini di mettere la museruola, cioè chiudere nella versione mediatica di un Lager di recente memoria, a chi espone se stesso pur di diffondere notitias criminis! La resistenza al tempo della mondializzazione si può fare e si fa solo a livello mondiale perché non ci sono più angoli di mondo nei quali “i Carbonari“, cioè i progettisti del futuro, possano ripararsi dal potere dei robot umanoidi sottosviluppati, come lo erano i monarchi dei secoli scorsi, ognuno nel proprio Paese.

Quanti film di fantascienza abbiamo visto ripetere questo tema, che rifiutiamo di riconoscere ora che ci tocca? Come sempre accaduto, tutte le pazzie giungono ad una fine attraverso percorsi che difficilmente sfuggono alla violenza perché la conservazione, inevitabilmente, dopo aver consumato le astuzie per evitare che i Popoli percepiscano la sottrazione della Dignità, non disponendo di mezzi intellettuali per impedire l’innovazione, deve affidarsi a quella soluzione per protrarre di qualche tempo l’agonia, favorita anche alla sistematica mancanza di sostituti dei leaders, che non possono maturare finché non si riafferma la vera Libertà.

Coraggio Julian, non credo che i falsi democratici dell'Occidente di oggi rispolvereranno la pena di morte (nemmeno per mano di sconosciuti) per chi finalmente li mette alla gogna tutti assieme, ma sii ben cosciente che la libertà dei Popoli non si riconquista senza martiri; che i primi ad esporsi non riescono mai a goderne personalmente; e che la forza per avviare il cambio, soprattutto in tempi di perdita di ideali, non proviene certamente da chi gode nella conservazione e quindi funge inevitabilmente da freno, ma esclusivamente dagli studenti e dai lavoratori, una volta coscienti della convergenza d’interessi a breve e lungo termine.


per approfondire...

Dossier etica e politica

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