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28 novembre 2010
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Iran : orgogliosi della lapidazione
di Gabriella Mira Marq*

La pena per lapidazione e' "solo una piccola parte delle nostre tante leggi salzionatorie... Siamo orgogliosi di avere un tale sistema". Lo ha dichiarato la settimana scorsa Javad Larijani, capo del Consiglio iraniano per i Diritti Umani nel corso di un biaggio a New York.

In un'intervista al Wall Street Journal, egli ha dichiarato che una moratoria aveva sospeso la pratica, ma che una condanna alla lapidazione ancora agisce da deterrente. Con la lapidazione, egli ha spiegato, "Pił del 50% (dei giustiziati) potrebbe non morire" poiche', ha detto, "Lapidazione significa che si devono fare un certo numero di atti, gettando pietre in numero limitato, in modo particolare ... . Agli occhi di alcune persone, la lapidazione e' una esecuzione minore, perche' c'e' una possibilita' che si possa sopravvivere ".

Il caso di Mohammadi Ashtiani - venuto alla luce dopo oltre tre anni trascorsi dalla donna nel braccio della morte, e divenuto di fama internazionale a causa degli appelli dei figli e alla denuncia del metodo prescelto per giustiziarla - e' solo uno dei tanti casi di lapidazione in Iran da quando la pratica e' stata reintrodotta dopo la rivoluzione iraniana del 1979.

Dal 1980, almeno 150 uomini e donne sono stati lapidati a morte in Iran, ha detto Farshad Hosseini, leader del Comitato internazionale contro le esecuzioni (un comitato per la verita' soltanto di arabi iraniani), che ha stilato una relazione sulla pratica tratta da notizie di stampa e di organizzazioni dei diritti umani. La relazione avverte che "ottenere una lista vera e completa delle vittime e' estremamente difficile, se non del tutto impossibile, a causa della censura sistematica di tali notizie da parte del regime".

Mohammadi Ashtiani, la cui lingua madre e' azera (il linguaggio di una minoranza), parla solo limitatamente il persiano, la lingua dei pubblici ministeri e dei giudici. Lei non capiva che 'rajm', una parola presa in prestito dall'arabo, significa lapidazione, ed e' svenuta quando glielo hanno detto.

Il caso e' stato commentato anche da Mahmoud Ahmadinejad, presidente iraniano, che lo ha usato come esempio per attaccare l'Occidente. Alla domanda sugli appelli internazionali per la commutazione della condanna, Ahmadinejad ha detto: "Voglio fare anche il mio appello. Negli Stati Uniti ci sono 53 donne condannate a morte. Perche' il mondo intero non chiede loro di perdonare queste donne? Abbiamo consegnato loro una lista di queste donne, ma i media sono nelle loro mani e questo e' il motivo per cui non rendono nota questa domanda".

Secondo Ann Harrison, ricercatore londinese di Amnesty International, l'imbarazzo sembra poter modificare la tendenza dell'Iran alle lapidazioni, portando ad una svolta. "La nostra sensazione - ha detto - e' che le autorita' stiano cercando di trovare il modo per porre fine lapidazione ed una delle proposte e' stata quella ci communtare le condanne alla lapidazione in esecuzioni per impiccagione".

* si ringrazia Claudio Giusti

per approfondire...

Dossier pena di morte

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