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Iran
: orgogliosi della lapidazione
di
Gabriella Mira Marq*
La pena per lapidazione e' "solo una piccola parte delle nostre
tante leggi salzionatorie... Siamo orgogliosi di avere un
tale sistema". Lo ha dichiarato la settimana scorsa Javad
Larijani, capo del Consiglio iraniano per i Diritti Umani
nel corso di un biaggio a New York.
In un'intervista al Wall Street Journal, egli ha dichiarato
che una moratoria aveva sospeso la pratica, ma che una condanna
alla lapidazione ancora agisce da deterrente. Con la lapidazione,
egli ha spiegato, "Pił del 50% (dei giustiziati) potrebbe
non morire" poiche', ha detto, "Lapidazione significa che
si devono fare un certo numero di atti, gettando pietre in
numero limitato, in modo particolare ... . Agli occhi di alcune
persone, la lapidazione e' una esecuzione minore, perche'
c'e' una possibilita' che si possa sopravvivere ".
Il caso di Mohammadi Ashtiani - venuto alla luce dopo oltre
tre anni trascorsi dalla donna nel braccio della morte, e
divenuto di fama internazionale a causa degli appelli dei
figli e alla denuncia del metodo prescelto per giustiziarla
- e' solo uno dei tanti casi di lapidazione in Iran da quando
la pratica e' stata reintrodotta dopo la rivoluzione iraniana
del 1979.
Dal 1980, almeno 150 uomini e donne sono stati lapidati a
morte in Iran, ha detto Farshad Hosseini, leader del Comitato
internazionale contro le esecuzioni (un comitato per la verita'
soltanto di arabi iraniani), che ha stilato una relazione
sulla pratica tratta da notizie di stampa e di organizzazioni
dei diritti umani. La relazione avverte che "ottenere una
lista vera e completa delle vittime e' estremamente difficile,
se non del tutto impossibile, a causa della censura sistematica
di tali notizie da parte del regime".
Mohammadi Ashtiani, la cui lingua madre e' azera (il linguaggio
di una minoranza), parla solo limitatamente il persiano, la
lingua dei pubblici ministeri e dei giudici. Lei non capiva
che 'rajm', una parola presa in prestito dall'arabo, significa
lapidazione, ed e' svenuta quando glielo hanno detto.
Il
caso e' stato commentato anche da Mahmoud Ahmadinejad, presidente
iraniano, che lo ha usato come esempio per attaccare l'Occidente.
Alla domanda sugli appelli internazionali per la commutazione
della condanna, Ahmadinejad ha detto: "Voglio fare anche il
mio appello. Negli Stati Uniti ci sono 53 donne condannate
a morte. Perche' il mondo intero non chiede loro di perdonare
queste donne? Abbiamo consegnato loro una lista di queste
donne, ma i media sono nelle loro mani e questo e' il motivo
per cui non rendono nota questa domanda".
Secondo
Ann Harrison, ricercatore londinese di Amnesty International,
l'imbarazzo sembra poter modificare la tendenza dell'Iran
alle lapidazioni, portando ad una svolta. "La nostra sensazione
- ha detto - e' che le autorita' stiano cercando di trovare
il modo per porre fine lapidazione ed una delle proposte e'
stata quella ci communtare le condanne alla lapidazione in
esecuzioni per impiccagione".
*
si ringrazia Claudio Giusti
 
Dossier
pena di morte
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