Osservatorio sulla legalita' e sui diritti
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12 novembre 2010
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Respingimenti : voto per i diritti e la legalita' internazionale
di Alessandro Balducci*

Alla Camera, come ormai e’ noto, il governo e’ stato battuto su un emendamento alla mozione sulla cooperazione Italia-Libia in materia di immigrazione. I deputati di Futuro e Liberta’ hanno votato insieme all’opposizione sull’emendamento presentato dal radicale Mecacci. Si e’ molto detto sul significato politico del voto, alla luce soprattutto del conflitto ormai da tempo innescato tra la neonata formazione Futuro e Liberta’ e cio’ che rimane del PdL. Vorremmo invece soffermarci sul significato di quel voto in termini di politica dei diritti umani.

L’Italia, con quella votazione cosi’ contestata, si potrebbe dire che e’ ritornata nel novero dei paesi avanzati; avanzati non dal punto di vista economico o industriale, ma dal punto di vista proprio dei diritti civili e umani. In base al testo approvato, il governo viene impegnato “a sollecitare con forza le autorità di Tripoli affinché ratifichino la Convenzione Onu sui rifugiati e riaprano l’ufficio dell’Unhcr a Tripoli quale premessa per continuare le politiche dei respingimenti dei migranti in Libia”.

Fino ad ora nulla e’ dato sapere dalle fonti ufficiali ed istituzionali sulla sorte di quelle persone che, dopo essere fuggite da paesi in guerra o nei quali imperversano le persecuzioni politiche o etniche e dopo essere state “respinte” dalle autorita’ italiane, vengono “rispedite” in territorio libico – o meglio – nelle prigioni e nei campi di detenzione libici. Tuttavia, bucando il muro di silenzio e l’omerta’ colpevole delle istituzioni, qualche mese fa, un giornalista “a schiena dritta” di un importante settimanale d’informazione ha prodotto un servizio fotografico sulla tragica realta’ che si nasconde dietro la cortina di nebbia omertosa e menzognera: immagini spaventose che disonorano la reputazione di un paese come il nostro il cui ordinamento politico e sociale e’ incardinato sullo Stato di Diritto (anche se qualche dubbio ormai sovviene in proposito) e su una delle Costituzioni piu’ avanzate dell’Occidente.

Immagini di numerosi cadaveri sparsi sulle rocce e sulle sabbie del deserto libico. Cadaveri di migranti abbandonati alla loro sorte dalle autorita’ libiche nell’indifferenza altrettanto colpevole di quelle italiane. Il tutto per poter dire che “Finalmente respingiamo i clandestini e li rimandiamo da dove sono venuti!”. Salvo poi tempestare di telefonate il capo di Gabinetto della Questura di Milano per far liberare una ragazza marocchina arrestata con l’accusa di furto ma che era entrata nelle grazie del presidente del Consiglio.

Per fortuna, il voto contro il governo ha ripristinato un barlume di civilta’ e di umanita’ in una vicenda che, quando sara’ nota a tutta l’opinione pubblica – non solo a quella ancora minoritaria che si informa su Internet o sulla carta stampata - permettera’ di rendersi conto fino a quale livello di aberrazione possa arrivare l’ipocrisia. Nell’emendamento approvato e’ previsto, infatti, anche che si sospenda “la politica dei respingimenti dei migranti in Libia, anche alla luce di quanto accaduto negli ultimi mesi, dato che tale politica viola sia il principio fondamentale di non respingimento (non-refoulement) previsto dalla Convenzione di Ginevra relativa allo status dei rifugiati del 1951 (ratificata dall’Italia nel luglio 1954) e considerato un principio di diritto internazionale generale, sia il pieno accesso alle procedure di asilo nell’Unione europea”.

Un bel segnale, dunque, all’insegna anche della trasparenza. Un voto che salva la faccia anche al governo italiano, ormai da tempo nel mirino dell’Onu e delle altre istituzioni europee per la politica di intolleranza e discriminazione verso le minoranze etniche e verso i migranti.

* membro del Comitato etico dell'Osservatorio

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Dossier immigrazione e razzismo

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