Osservatorio sulla legalita' e sui diritti
Osservatorio sulla legalita' onlusscopi, attivita', referenti, i comitati, il presidenteinvia domande, interventi, suggerimentihome osservatorio onlusnews settimanale gratuitaprima pagina
08 novembre 2010
tutti gli speciali

TAR Lazio e ricorsi contro la Pubblica Amministrazione
di Tamara Gallera*

Alcune associazioni per i consumatori hanno espresso preoccupazione per la sentenza n.33190 del TAR Lazio del 4 novembre scorso che bocciava il ricorso di una signora interessata a conoscere atti interi all'Aministrazione.

A giudizio dell'Aduc, ad esempio, in tal modo il Tribunale amministrativo ha sentenziato "che per avere giustizia dalla Pubblica Amministrazione non si deve piu' far uso della giustizia amministrativa ma si deve ricorre all'azione collettiva, anche se quest'ultima non e' possibile al momento utilizzarla; infatti l'azione collettiva contro la PA per far valere gli standard di efficienza (spesso impropriamente chiamata class action) e' al momento bloccata in attesa di norme attuative. Si potrebbe dire: dalla beffa al ridicolo!!".

"La beffa - spiega la nota dell'associazione - e' perche' l'azione collettiva voluta dal ministro Brunetta, quando e se sara' operativa, in caso di vittoria del ricorrente prevede che vengano ristabiliti i livelli di efficienza contestati. Nessun risarcimento economico come per l'altra azione collettiva (la class action) tra privati: cioe' la PA sbaglia, il cittadino che ricorre ottiene solo di vedersi riconosciuto il diritto, ma per chi glielo aveva negato facendogli perdere tempo e denaro, c'e' solo una tirata d'orecchi... dire che questo e' paternalismo statale, e' il minimo. Il ridicolo, invece, e' che il Tar -pur di non inimicarsi la PA?- si spinge in questa interpretazione delle norme per cui a chi chiede giustizia risponde: oggi non se ne parla, forse domani, comunque non da noi... Cosa e' questo se non negazione del diritto ad avere giustizia, quella che dovrebbe essere uguale per tutti non solo nel rispetto ma anche nel diritto al giudizio?"

A giudizio del dott. Massimiliano Trematerra, componente del Comitato tecnico-giuridico dell'Osservatorio sulla legalita' e sui diritli Onlus - tale protesta è fuori luogo perchè si basa su una premessa errata. "La riforma non ha tolto nulla alla giurisdizione amministrativa - spiega l'esperto di diritto amministrativo - ma anzi l'ha potenziata, seppure allo stato tale accrescimento non è ancora attuale per la mancanza delle disposizioni attuative: gli atti di pianificazione, secondo la legge 241/90, sono sottratti al diritto di accesso, spettante ad ogni soggetto giuridico".

Nel caso che ha dato origine al provvedimento del TAR, la ricorrente aspirava a conoscere atti endoprocedimentali di un atto di pianificazione ed attivava allo scopo il rito speciale del silenzio, ma, spiega Trematerra, "La giurisdizione amministrativa non ammetteva e non ammette un simile ricorso, poichè si ritiene a) che difetti l'interesse concreto, b) che, essendo atti propedeutici ad atti generali, ben potrebbe l'amministrazione non concludere mai il procedimento - che ha natura discrezionale - senza che il cittadino possa dolersene. Questa struttura viene ad essere arricchita dalla class action, che è un'azione dirompente che prescinde da ogni valutazione in termini di interesse concreto e di ausilio al buon andamento dell'amministrazione. La class action, infatti, si configura come azione di accertamento, ai fini di una successiva richiesta di risarcimento danni e non mira ad orientare l'azione della Pubblica Amministrazione".

"Che la giustizia amministrativa possa continuare ad operare - conclude il dott. Trematerra - è provato dal fatto che proprio l'Associazione CODICI ha visto decisi numerosi ricorsi proposti, nel merito, anche con pronunce di accoglimento, senza che venisse eccepito alcun vizio preliminare".

per approfondire...

Dossier diritti

Dossier giustizia

_____
NB: I CONTENUTI DEL SITO POSSONO ESSERE PRELEVATI
CITANDO L'AUTORE E LINKANDO
www.osservatoriosullalegalita.org

°
avviso legale