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Ceccano
in memoria di Peppino Impastato
di
Massimiliano Trematerra*
Nella
solitaria battaglia per la verità, il compianto giornalista
Peppino Impastato aveva avvertito l’enormità della sfida che
compie chi vuole donare qualcosa al mondo: egli non può farlo
che ad un prezzo che, nel suo caso, è stato addirittura la
vita.
“Non
sarà il gelido vento… né il pianto di un bimbo” a spazzare
via le tenebre, “perché la notte è ancora lunga”.
E se, a distanza di trentadue anni dalla sua morte, la proiezione
del film “I cento passi” svela ogni volta il significato della
sua vita, una parte della gente del suo paese – direi anche
una parte degli Italiani (quella parte che condanna, ad esempio,
l’impegno civile di R. Saviano) – è ancora scettica sul valore
e sull’utilità delle sue azioni ed opere.
Un
accenno delicato all’esigenza di perpetuare la memoria di
P. Impastato è, dunque, provenuto da suo fratello Giovanni,
il quale ha ringraziato le istituzioni presenti, Sindaco ed
assessore provinciale alla Cultura. Proprio quest’ultimo ha
indicato quale via giusta che la politica deve seguire, al
di là delle caratterizzazioni ideologiche degli schieramenti,
la costante volontà di accendere dei focolari, attorno ai
quali ricordare, insieme ai più giovani (alla proiezione del
film erano presenti quattrocento ragazzi delle scuole locali)
chi ha lottato per difendere le libertà civili.
Chi vi scrive desidererebbe aggiungere che questi focolari
devono essere continuamente alimentati da una salda speranza
che quanto viene compiuto, se non direttamente a noi, andrà
a giovamento di chi viene dopo. Così, nella memoria di Peppino
Impastato ciascuno di noi può ritrovare la maturazione per
procedere con giusto impegno per l’affermazione della legalità.
L’inviato Massimiliano Trematerra .
*
referente provinciale di Roma dell'Osservatorio e nostro inviato
all'intitolazione della Sala della Mediateca di Ceccano (FR)
a Peppino Impastato
 
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