|
USA
si difendono dalle accuse di violare i diritti umani
di
Rico Guillermo*
Gli
Stati Uniti hanno risposto a Ginevra alle accuse di alcuni
Paesi alla loro politica sui diritti umani. Le critiche sono
giunte in occasione della presentazione del rapporto sui diritti
negli USA al Consiglio dei diritti dell'uomo delle Nazioni
Unite, che sta gradualmente rivedendo le prestazioni di tutti
i 192 Stati membri dell'ONU in materia.
L'ambasciatore
cubano Rodolfo Reyes Rodriguez ha chiesto a Washington di
porre fine al blocco sul suo paese e di rispettare il diritto
del popolo cubano all'autodeterminazione. L'inviato del Venezuela
German Mundarain Hernandez ha detto che gli USA dovrebbero
"chiudere Guantanamo ed i centri segreti di detenzione in
tutto il mondo, punire i responsabili delle torture, delle
scomparse e delle esecuzioni arbitrarie dei detenuti e fornire
un risarcimento alle vittime."
La delegazione iraniana ha esortato gli Stati Uniti a "fermare
le gravi violazioni dei diritti umani e del diritto umanitario,
incluse le operazioni segrete estere della CIA effettuate
con il pretesto di combattere il terrorismo".
Ma
anche gli alleati hanno rimproverato gli USA. I paesi europei
hanno detto che Washington dovrebbe vietare la pena di morte.
Il Messico ha esortato ad arrestare la profilazione razziale
e l'uso della forza letale nel controllo dell'immigrazione
clandestina sul confine comune.
In
risposta alle accuse, alti funzionari Usa hanno detto che
il governo del presidente Barack Obama ha iniziato a "voltare
pagina" sulle pratiche dell'amministrazione di George W. Bush
che avevano provocato l'indignazione mondiale, e ha respinto
le accuse che gli Stati Uniti abbiano usato la tortura. "Non
ci sono dubbi, gli Stati Uniti d'America non torturano e non
tortureranno", ha detto Harold Hongju Koh, consigliere dell'ufficio
legale USA, "Tra Iraq, Afghanistan e Guantanamo abbiamo condotto
centinaia di indagini su eventuali accuse di abusi sui detenuti
e cio' ha portato a centinaia di azioni disciplinari."
Bush
aveva sempre evitato il Consiglio dei diritti umani delle
Nazioni Unite, dicendo che non aveva bisogno di essere sgridato
da paesi come la Siria e Cuba, la cui documentazione sui diritti
umani e' inadeguata. Aveva inoltre accusato il Consiglio di
essere prevenuto contro Israele. Ma la condotta degli USA
nella guerra in Iraq e in Afghanistan e la campagna contro
il terrorismo - in particolare il trattamento dei prigionieri
nella prigione di Guantanamo e il carcere di Abu Ghraib, vicino
Baghdad - sono stati oggetto di pesanti critiche da molte
organizzazioni per i diritti umani negli ultimi anni.
L'amministrazione Obama si era impegnata per la chiusura di
Guantanamo e per assicurare che tutti i detenuti coinvolti
nella guerra al terrorismo fossero trattati umanamente, ma
la chiusura del carcere statunitense a Cuba, che detiene attualmente
174 detenuti, si e' mostrata molto complessa e richiede -
hanno sottolineato i funzionari di Obama presenti a Ginevra
- l'aiuto degli alleati, dei tribunali degli Stati Uniti e
del Congresso.
"Mentre siamo fieri dei risultati ottenuti, non siamo soddisfatti
dello status quo. Continueremo a lavorare per garantire che
le nostre leggi siano giuste e giustamente attuate" ha detto
Michael Posner, assistente segretario di Stato americano per
la democrazia, i diritti umani e il lavoro.
*
si ringrazia Claudio Giusti
 
Dossier
Guantanamo e Abu Ghraib
Dossier
voli e prigioni CIA
|