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06 novembre 2010
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USA si difendono dalle accuse di violare i diritti umani
di Rico Guillermo*

Gli Stati Uniti hanno risposto a Ginevra alle accuse di alcuni Paesi alla loro politica sui diritti umani. Le critiche sono giunte in occasione della presentazione del rapporto sui diritti negli USA al Consiglio dei diritti dell'uomo delle Nazioni Unite, che sta gradualmente rivedendo le prestazioni di tutti i 192 Stati membri dell'ONU in materia.

L'ambasciatore cubano Rodolfo Reyes Rodriguez ha chiesto a Washington di porre fine al blocco sul suo paese e di rispettare il diritto del popolo cubano all'autodeterminazione. L'inviato del Venezuela German Mundarain Hernandez ha detto che gli USA dovrebbero "chiudere Guantanamo ed i centri segreti di detenzione in tutto il mondo, punire i responsabili delle torture, delle scomparse e delle esecuzioni arbitrarie dei detenuti e fornire un risarcimento alle vittime." La delegazione iraniana ha esortato gli Stati Uniti a "fermare le gravi violazioni dei diritti umani e del diritto umanitario, incluse le operazioni segrete estere della CIA effettuate con il pretesto di combattere il terrorismo".

Ma anche gli alleati hanno rimproverato gli USA. I paesi europei hanno detto che Washington dovrebbe vietare la pena di morte. Il Messico ha esortato ad arrestare la profilazione razziale e l'uso della forza letale nel controllo dell'immigrazione clandestina sul confine comune.

In risposta alle accuse, alti funzionari Usa hanno detto che il governo del presidente Barack Obama ha iniziato a "voltare pagina" sulle pratiche dell'amministrazione di George W. Bush che avevano provocato l'indignazione mondiale, e ha respinto le accuse che gli Stati Uniti abbiano usato la tortura. "Non ci sono dubbi, gli Stati Uniti d'America non torturano e non tortureranno", ha detto Harold Hongju Koh, consigliere dell'ufficio legale USA, "Tra Iraq, Afghanistan e Guantanamo abbiamo condotto centinaia di indagini su eventuali accuse di abusi sui detenuti e cio' ha portato a centinaia di azioni disciplinari."

Bush aveva sempre evitato il Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, dicendo che non aveva bisogno di essere sgridato da paesi come la Siria e Cuba, la cui documentazione sui diritti umani e' inadeguata. Aveva inoltre accusato il Consiglio di essere prevenuto contro Israele. Ma la condotta degli USA nella guerra in Iraq e in Afghanistan e la campagna contro il terrorismo - in particolare il trattamento dei prigionieri nella prigione di Guantanamo e il carcere di Abu Ghraib, vicino Baghdad - sono stati oggetto di pesanti critiche da molte organizzazioni per i diritti umani negli ultimi anni.

L'amministrazione Obama si era impegnata per la chiusura di Guantanamo e per assicurare che tutti i detenuti coinvolti nella guerra al terrorismo fossero trattati umanamente, ma la chiusura del carcere statunitense a Cuba, che detiene attualmente 174 detenuti, si e' mostrata molto complessa e richiede - hanno sottolineato i funzionari di Obama presenti a Ginevra - l'aiuto degli alleati, dei tribunali degli Stati Uniti e del Congresso.

"Mentre siamo fieri dei risultati ottenuti, non siamo soddisfatti dello status quo. Continueremo a lavorare per garantire che le nostre leggi siano giuste e giustamente attuate" ha detto Michael Posner, assistente segretario di Stato americano per la democrazia, i diritti umani e il lavoro.

* si ringrazia Claudio Giusti

per approfondire...

Dossier Guantanamo e Abu Ghraib

Dossier voli e prigioni CIA

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