 |
Guerre
: dolori e denari . L'opinione
di
Rodolfo Roselli*
Ricordate l'episodio di quell'imprenditore che, all'annuncio
del terremoto a l'Aquila, si era stropicciato le mani con
ampie risate soddisfatte? Quell'episodio sollevò lo sdegno
degli Italiani perché, giustamente, era inconcepibile che
qualcuno pensasse al proprio guadagno sulle spalle di centinaia
di morti innocenti, e furono sdegnati anche il Capo dello
Stato, il Governo e tutti i dirigenti dei partiti, richiedendo
una sacrosanta punizione per questa persona, mai arrivata.
Ma
allora mi potete spiegare perché centinaia di persone in Italia
e all'estero si fanno grasse risate al pensiero dei guadagni
che possono ottenere dalle varie guerre, scusate mi sono sbagliato:
dalle varie missioni di pace, alle quali sia il nostro paese
che altre nazioni, con altissimo spirito umanitario, amano
partecipare, sulle spalle delle centinaia di migliaia di morti
civili e militari? E chi si sdegnava prima, perché ora non
fiata?
Da più di un secolo esiste una stretta correlazione tra l'economia
degli Stati Uniti e le varie guerre che ha promosso. Si perché
promuovere una guerra è molto facile, basta volerlo e dichiarare
di andare a difendere qualche cosa o qualche sano principio:
lo hanno fatto i Crociati e la lezione è stata assimilata
da tutti. Nel 1991 in occasione della Guerra del Golfo, il
concorso dei paesi esteri, compreso il nostro, ai costi sostenuti
per questa guerra, ha contribuito e generare un avanzo di
3,7 milioni di dollari per gli Stati Uniti, un bel guadagno!
Ma questa storia per gli USA comincia dalla guerra civile
americana, e da quel momento tutte le statistiche che documentano
i cicli economici americani dimostrano espansioni economiche
nei cicli bellici e contrazioni economiche post-belliche.
Dal
1945 in poi i seguenti paesi hanno avuto la sgradita visita
dei bombardieri americani: Cina, Corea, Guatemala, Indonesia,
Cuba, Congo Belga, Perù, Laos, Vietnam, Cambogia, Grenada,
Libia, El Salvador, Nicaragua, Panama, Iraq, Bosnia, Sudan,
Yugoslavia... un bel giro del mondo, e scusate se posso averne
dimenticato qualcuno che ha avuto la disgrazia di ricevere
questa democrazia.
Durante
la Seconda Guerra Mondiale il premio Nobel per l'economia
Peter North ha dichiarato che non furono gli investimenti
in opere pubbliche a risollevare gli Stati Uniti dalla Grande
Crisi degli anni trenta, ma la loro "generosa" partecipazione
a questa guerra. Ma le cifre del resto sono più eloquenti,
dal 1929 al 1939 il PIL americano calava da 104 a 91 miliardi
di dollari e la disoccupazione saliva dal 3,2% al 17,2%. Dal
1939 il sistema economico viene rapidamente rilanciato dalla
vendita di armi agli inglesi, ai francesi e ai nazisti e poi
dal 1941, con l'ingresso diretto in guerra degli USA, il PIL
è cresciuto e la disoccupazione si è azzerata. Con un costo
trascurabile di circa 22 milioni di vittime militari, 48 milioni
di vittime civili e 405.000 vittime militari americane. Ma
nel 1949 gli Stati Uniti sono stati ancora in recessione,
che fare? Ma certamente una nuova guerra. E così nel 1950
scoppia la guerra di Corea, e così i paesi della NATO triplicano
in soli 3 anni le spese militari che passano da 38 miliardi
di dollari a 108 miliardi, ma gli Stati Uniti fanno di meglio
perché il loro PIL aumenta del 15%. Costo trascurabile i 36
mila militari americani morti.
Nel
1961, sotto la presidenza Kennedy gli Stati Uniti sono in
piena crisi economica, e quindi si incrementa notevolmente
la spesa pubblica, ma di questa, l'82% è rappresentata dalle
spese militari e, la vendita delle armi ad altri paesi, in
6 anni aumenta per 6 volte, ma non basta ed è quindi necessaria
una nuova guerra. La guerra del Vietnam fa superare il 10%
del PIL e dal 1964 mentre in Europa si ha recessione, negli
Stati Uniti si ha una lunga fase espansiva dell'economia.
Con relativi 58.000 morti. Da quel momento anche sotto la
presidenza Carter le spese militari aumentano e la ghiotta
occasione è la guerra dell'Unione Sovietica in Afghanistan,
ma l'accelerazione avviene con l'arrivo del presidente Reagan
con il lancio dello "scudo stellare", dimostratosi una semplice
buffonata. Ma le spese aumentano dal 1981 al 1985 del 7% ogni
anno e Reagan dà vita ad uno dei più giganteschi programmi
di spesa pubblica, con il particolare che questa spesa non
è impiegata in servizi sociali, ma per produrre e comprare
armi.
Con
il crollo del Muro di Berlino le spese militari rischiano
il collasso ma, per fortuna c'è Saddam Hussein che nel 1990
invade il Kuwait, e quindi è un'ottima occasione per la nuova
Guerra del Golfo. L'esperto americano Samuel Huntington sintetizza
le ragioni di questa guerra, a parte le bugie delle armi di
distruzione di massa, con il fatto di stabilire se le maggiori
riserve petrolifere devono essere controllate dai governi
sauditi e dagli emirati arabi protetti dagli eserciti occidentali,
o se liberi regimi possano usare il peso del petrolio contro
l'Occidente. La conseguenza è stata che prima della guerra
erano in competizione per il petrolio del golfo, Iran, Iraq,
gli Emirati e gli Stati Uniti, dopo la guerra il Golfo Persico
era diventato un lago americano. Dal punto di vista economico
per gli Stati Uniti fu un ottimo affare: prima della guerra
erano indebitati con tutto il mondo, dopo hanno potuto vantare
un avanzo delle partite correnti.
L'attentato delle Torri Gemelle dell'11 settembre, è stato
ampiamente enfatizzato rispetto agli analoghi attentati in
Unione Sovietica, Europa e Asia, e i tremila morti civili
sono stati una 'benedizione', proprio per giustificare un
nuovo motivo per ampliare le spese militari in tutto il mondo,
creando la "guerra tra civiltà". Ma prima dell'11 settembre
era già prevista una ipotesi di nuova guerra in Afghanistan
se i Talebani non avessero consegnato Bin Laden agli Americani
ed era dato per agosto l'attacco all'Iraq. Ma la guerra era
già prevista anche per necessità economiche per soddisfare
le corporation. E così le spese militari degli Stati Uniti
sono salite dai 291 miliardi di dollari del 1998 ai 310 miliardi
di dollari del 2001 e la cifra spesa per gli armamenti era
maggiore di quanto spendevano per tale voce tutti gli alleati
e tutti i possibili nemici messi insieme. Oggi
il budget per la difesa per il 2011 da Obama è di 708 miliardi
di dollari.
Ma
qualche ingenuo potrebbe obiettare, perché spendere tanti
soldi per le spese militari e non invece dedicarli nelle spese
sociali ? Le ragioni sono molto chiare.
1-
le spese militari non ammettono discussioni perché è sempre
in gioco la sicurezza nazionale e anche la vittoria sui nemici
della patria. Del resto Hitler e Stalin per fare le loro guerre,
i nemici se li sono inventati. Una vecchia storiella che non
passa mai di moda.
2-
Le spese militari sostengono fortemente l'industria, senza
dover affrontare i costi economici e sociali di una ristrutturazione
per difendersi dalla concorrenza, e quindi l'industria bellica
non ha interesse a rinnovarsi ed è drogata.
3-
Le spese militari vanno ad imprese quasi sempre monopolistiche,
e in più protette dalla concorrenza straniera, utilissime
anche nei periodi elettorali, per ovvie ragioni.
4-
Le spese militari producono beni costosissimi ad altissimo
consumo, cioè vengono prodotti beni destinati alla più rapida
distruzione sia di se stessi, sia dei beni civili di ogni
paese. E' il settore che può vantare, a ragione ,il consumismo
più sfrenato anche quando non vengono usati i prodotti, perché
rapidamente, anche restando nei magazzini , diventano obsoleti.
5-
L'indotto delle spese militari è molto ampio e quindi le spese
belliche consentono ai privati d'effettuare, a spese dello
Stato, investimenti in ricerca, sviluppo e tecnologie di punta.
6- Le armi possono essere vendute in cambio di materie prime
ed altra merce o creare lucrosi indebitamenti e i sussidi
americani all'esportazione di armi nel 1995 sono costati ai
contribuenti americani 7,6 miliardi di dollari. E' importante
notare che le pratiche protezionistiche e di sussidi all'export,
che non sono consentite per gli altri settori ,sono invece
leciti per l'industria delle armi.
7-
C'è da notare anche che il settore della difesa non è compreso
nei piani del Fondo Monetario Internazionale per riaggiustare
i conti degli altri paesi, e il FMI volutamente ignora anche
gli investimenti fatti dai paesi per spese militari. Quindi
anche i dati economici mondiali e le relative raccomandazioni
del FMI sono totalmente truccati.
8-
Le armi sono un mezzo di ricatto politico anche senza usarle
,e la lotta per non far proliferare le armi atomiche non sta
nel fatto di proteggere l'umanità, ma di evitare questa concorrenza.
E infatti l'umanità di Hiroshima e Nagasaki fu molto ……protetta.
Se
pensiamo che in Afghanistan ogni missile Cruise utilizzato
costa 1 milione di dollari ciascuno, ogni bomba sganciata
dagli aerei costa 100 mila dollari ciascuna, e ogni elicottero
20 milioni di dollari, queste "perdite" sono "guadagni" per
le industrie degli armamenti e vanno alimentati con nuove
produzioni. In sostanza un mese di guerra in Afghanistan non
costa meno di 1 miliardo di dollari.
Convincere
gli ingenui della necessità di queste spese è molto semplice,
basta raccontare che tutto questo serve per sconfiggere il
terrorismo delle Torri Gemelle, anche se nessun Talebano vi
ha mai partecipato, ma non si dice che invece serve per il
controllo politico ed economico dell'Afghanistan, posto all'incrocio
delle aree russe, cinesi e arabe come passaggio strategico
tra Asia ed Europa e per il controllo degli oleodotti, e quindi
per condizionare anche economicamente la produzione di petrolio
degli stati arabi. Nessuno
poi mai potrà sapere se il terrorismo è nato per attaccare
l'occidente o per difendersi dall'occidente, ma questo è il
solito mistero della nascita dell'uovo e della gallina, e
nemmeno nessuno potrà mai sapere se molte guerre non potevano
essere evitate, con trattative e rinunce reciproche, o piuttosto
se non fortemente volute. Ad
esempio la nostra Finmeccanica, e non solo questa, attraverso
la DRS Technologies è uno dei principali fornitori del Pentagono
nel settore dell'elettronica per la difesa, e nei primi nove
mesi del 2009 ha avuto ordini per 2,6 miliardi di dollari,
e nello scorso settembre la DRS ha firmato un altro contratto
da 1,9 miliardi di dollari, e come fedele e obbediente alleato
degli USA, altri ne arriveranno se parteciperemo a tutte le
possibili "missioni di pace" americane.
Questo
quadro economico, anche se approssimato, ha costantemente
ignorato il prezzo delle vite umane , delle distruzioni, del
dolore e della miseria che ha prodotto e produce in tutto
il mondo, perché cinicamente, per chi fa soldi e ride sui
terremoti, è normale sghignazzare sulla devastazione delle
vite degli innocenti e delle loro famiglie. Una civiltà costituita
da uomini e che non tiene in alcun conto la vita degli uomini
non è una civiltà, ma una delle vergogne più grandi che popola
la nostra terra. La malavita che fa soldi rapinando e uccidendo
è una mammoletta rispetto a questi assassini all'ingrosso,
ed è vergognoso colui che pretende rispetto e fa finta di
scandalizzarsi per ragioni simili, e poi decide di usare queste
armi e d'ingannare gli onesti con le flaccide frasi sulla
libertà, sulla democrazia, sui diritti civili, sul trionfo
della legalità.
Distribuisce
dolori per denari.
*stralci
dell'intervento su Radio Gamma 5 del 3.10.2010 e su Challenger
TV satellitare Sky 922 ogni giorno dal lunedì al venerdì in
diretta dalle ore 19,00
 
Dossier
pace
Dossier
etica e politica
|
|