Osservatorio sulla legalita' e sui diritti
Osservatorio sulla legalita' onlusscopi, attivita', referenti, i comitati, il presidenteinvia domande, interventi, suggerimentihome osservatorio onlusnews settimanale gratuitaprima pagina
04 ottobre 2010
tutti gli speciali

Guerre : dolori e denari . L'opinione
di Rodolfo Roselli*

Ricordate l'episodio di quell'imprenditore che, all'annuncio del terremoto a l'Aquila, si era stropicciato le mani con ampie risate soddisfatte? Quell'episodio sollevò lo sdegno degli Italiani perché, giustamente, era inconcepibile che qualcuno pensasse al proprio guadagno sulle spalle di centinaia di morti innocenti, e furono sdegnati anche il Capo dello Stato, il Governo e tutti i dirigenti dei partiti, richiedendo una sacrosanta punizione per questa persona, mai arrivata. Ma allora mi potete spiegare perché centinaia di persone in Italia e all'estero si fanno grasse risate al pensiero dei guadagni che possono ottenere dalle varie guerre, scusate mi sono sbagliato: dalle varie missioni di pace, alle quali sia il nostro paese che altre nazioni, con altissimo spirito umanitario, amano partecipare, sulle spalle delle centinaia di migliaia di morti civili e militari? E chi si sdegnava prima, perché ora non fiata?

Da più di un secolo esiste una stretta correlazione tra l'economia degli Stati Uniti e le varie guerre che ha promosso. Si perché promuovere una guerra è molto facile, basta volerlo e dichiarare di andare a difendere qualche cosa o qualche sano principio: lo hanno fatto i Crociati e la lezione è stata assimilata da tutti. Nel 1991 in occasione della Guerra del Golfo, il concorso dei paesi esteri, compreso il nostro, ai costi sostenuti per questa guerra, ha contribuito e generare un avanzo di 3,7 milioni di dollari per gli Stati Uniti, un bel guadagno! Ma questa storia per gli USA comincia dalla guerra civile americana, e da quel momento tutte le statistiche che documentano i cicli economici americani dimostrano espansioni economiche nei cicli bellici e contrazioni economiche post-belliche.

Dal 1945 in poi i seguenti paesi hanno avuto la sgradita visita dei bombardieri americani: Cina, Corea, Guatemala, Indonesia, Cuba, Congo Belga, Perù, Laos, Vietnam, Cambogia, Grenada, Libia, El Salvador, Nicaragua, Panama, Iraq, Bosnia, Sudan, Yugoslavia... un bel giro del mondo, e scusate se posso averne dimenticato qualcuno che ha avuto la disgrazia di ricevere questa democrazia.

Durante la Seconda Guerra Mondiale il premio Nobel per l'economia Peter North ha dichiarato che non furono gli investimenti in opere pubbliche a risollevare gli Stati Uniti dalla Grande Crisi degli anni trenta, ma la loro "generosa" partecipazione a questa guerra. Ma le cifre del resto sono più eloquenti, dal 1929 al 1939 il PIL americano calava da 104 a 91 miliardi di dollari e la disoccupazione saliva dal 3,2% al 17,2%. Dal 1939 il sistema economico viene rapidamente rilanciato dalla vendita di armi agli inglesi, ai francesi e ai nazisti e poi dal 1941, con l'ingresso diretto in guerra degli USA, il PIL è cresciuto e la disoccupazione si è azzerata. Con un costo trascurabile di circa 22 milioni di vittime militari, 48 milioni di vittime civili e 405.000 vittime militari americane. Ma nel 1949 gli Stati Uniti sono stati ancora in recessione, che fare? Ma certamente una nuova guerra. E così nel 1950 scoppia la guerra di Corea, e così i paesi della NATO triplicano in soli 3 anni le spese militari che passano da 38 miliardi di dollari a 108 miliardi, ma gli Stati Uniti fanno di meglio perché il loro PIL aumenta del 15%. Costo trascurabile i 36 mila militari americani morti.

Nel 1961, sotto la presidenza Kennedy gli Stati Uniti sono in piena crisi economica, e quindi si incrementa notevolmente la spesa pubblica, ma di questa, l'82% è rappresentata dalle spese militari e, la vendita delle armi ad altri paesi, in 6 anni aumenta per 6 volte, ma non basta ed è quindi necessaria una nuova guerra. La guerra del Vietnam fa superare il 10% del PIL e dal 1964 mentre in Europa si ha recessione, negli Stati Uniti si ha una lunga fase espansiva dell'economia. Con relativi 58.000 morti. Da quel momento anche sotto la presidenza Carter le spese militari aumentano e la ghiotta occasione è la guerra dell'Unione Sovietica in Afghanistan, ma l'accelerazione avviene con l'arrivo del presidente Reagan con il lancio dello "scudo stellare", dimostratosi una semplice buffonata. Ma le spese aumentano dal 1981 al 1985 del 7% ogni anno e Reagan dà vita ad uno dei più giganteschi programmi di spesa pubblica, con il particolare che questa spesa non è impiegata in servizi sociali, ma per produrre e comprare armi.

Con il crollo del Muro di Berlino le spese militari rischiano il collasso ma, per fortuna c'è Saddam Hussein che nel 1990 invade il Kuwait, e quindi è un'ottima occasione per la nuova Guerra del Golfo. L'esperto americano Samuel Huntington sintetizza le ragioni di questa guerra, a parte le bugie delle armi di distruzione di massa, con il fatto di stabilire se le maggiori riserve petrolifere devono essere controllate dai governi sauditi e dagli emirati arabi protetti dagli eserciti occidentali, o se liberi regimi possano usare il peso del petrolio contro l'Occidente. La conseguenza è stata che prima della guerra erano in competizione per il petrolio del golfo, Iran, Iraq, gli Emirati e gli Stati Uniti, dopo la guerra il Golfo Persico era diventato un lago americano. Dal punto di vista economico per gli Stati Uniti fu un ottimo affare: prima della guerra erano indebitati con tutto il mondo, dopo hanno potuto vantare un avanzo delle partite correnti.

L'attentato delle Torri Gemelle dell'11 settembre, è stato ampiamente enfatizzato rispetto agli analoghi attentati in Unione Sovietica, Europa e Asia, e i tremila morti civili sono stati una 'benedizione', proprio per giustificare un nuovo motivo per ampliare le spese militari in tutto il mondo, creando la "guerra tra civiltà". Ma prima dell'11 settembre era già prevista una ipotesi di nuova guerra in Afghanistan se i Talebani non avessero consegnato Bin Laden agli Americani ed era dato per agosto l'attacco all'Iraq. Ma la guerra era già prevista anche per necessità economiche per soddisfare le corporation. E così le spese militari degli Stati Uniti sono salite dai 291 miliardi di dollari del 1998 ai 310 miliardi di dollari del 2001 e la cifra spesa per gli armamenti era maggiore di quanto spendevano per tale voce tutti gli alleati e tutti i possibili nemici messi insieme. Oggi il budget per la difesa per il 2011 da Obama è di 708 miliardi di dollari.

Ma qualche ingenuo potrebbe obiettare, perché spendere tanti soldi per le spese militari e non invece dedicarli nelle spese sociali ? Le ragioni sono molto chiare.

1- le spese militari non ammettono discussioni perché è sempre in gioco la sicurezza nazionale e anche la vittoria sui nemici della patria. Del resto Hitler e Stalin per fare le loro guerre, i nemici se li sono inventati. Una vecchia storiella che non passa mai di moda.

2- Le spese militari sostengono fortemente l'industria, senza dover affrontare i costi economici e sociali di una ristrutturazione per difendersi dalla concorrenza, e quindi l'industria bellica non ha interesse a rinnovarsi ed è drogata.

3- Le spese militari vanno ad imprese quasi sempre monopolistiche, e in più protette dalla concorrenza straniera, utilissime anche nei periodi elettorali, per ovvie ragioni.

4- Le spese militari producono beni costosissimi ad altissimo consumo, cioè vengono prodotti beni destinati alla più rapida distruzione sia di se stessi, sia dei beni civili di ogni paese. E' il settore che può vantare, a ragione ,il consumismo più sfrenato anche quando non vengono usati i prodotti, perché rapidamente, anche restando nei magazzini , diventano obsoleti.

5- L'indotto delle spese militari è molto ampio e quindi le spese belliche consentono ai privati d'effettuare, a spese dello Stato, investimenti in ricerca, sviluppo e tecnologie di punta.

6- Le armi possono essere vendute in cambio di materie prime ed altra merce o creare lucrosi indebitamenti e i sussidi americani all'esportazione di armi nel 1995 sono costati ai contribuenti americani 7,6 miliardi di dollari. E' importante notare che le pratiche protezionistiche e di sussidi all'export, che non sono consentite per gli altri settori ,sono invece leciti per l'industria delle armi.

7- C'è da notare anche che il settore della difesa non è compreso nei piani del Fondo Monetario Internazionale per riaggiustare i conti degli altri paesi, e il FMI volutamente ignora anche gli investimenti fatti dai paesi per spese militari. Quindi anche i dati economici mondiali e le relative raccomandazioni del FMI sono totalmente truccati.

8- Le armi sono un mezzo di ricatto politico anche senza usarle ,e la lotta per non far proliferare le armi atomiche non sta nel fatto di proteggere l'umanità, ma di evitare questa concorrenza. E infatti l'umanità di Hiroshima e Nagasaki fu molto ……protetta.

Se pensiamo che in Afghanistan ogni missile Cruise utilizzato costa 1 milione di dollari ciascuno, ogni bomba sganciata dagli aerei costa 100 mila dollari ciascuna, e ogni elicottero 20 milioni di dollari, queste "perdite" sono "guadagni" per le industrie degli armamenti e vanno alimentati con nuove produzioni. In sostanza un mese di guerra in Afghanistan non costa meno di 1 miliardo di dollari.

Convincere gli ingenui della necessità di queste spese è molto semplice, basta raccontare che tutto questo serve per sconfiggere il terrorismo delle Torri Gemelle, anche se nessun Talebano vi ha mai partecipato, ma non si dice che invece serve per il controllo politico ed economico dell'Afghanistan, posto all'incrocio delle aree russe, cinesi e arabe come passaggio strategico tra Asia ed Europa e per il controllo degli oleodotti, e quindi per condizionare anche economicamente la produzione di petrolio degli stati arabi. Nessuno poi mai potrà sapere se il terrorismo è nato per attaccare l'occidente o per difendersi dall'occidente, ma questo è il solito mistero della nascita dell'uovo e della gallina, e nemmeno nessuno potrà mai sapere se molte guerre non potevano essere evitate, con trattative e rinunce reciproche, o piuttosto se non fortemente volute. Ad esempio la nostra Finmeccanica, e non solo questa, attraverso la DRS Technologies è uno dei principali fornitori del Pentagono nel settore dell'elettronica per la difesa, e nei primi nove mesi del 2009 ha avuto ordini per 2,6 miliardi di dollari, e nello scorso settembre la DRS ha firmato un altro contratto da 1,9 miliardi di dollari, e come fedele e obbediente alleato degli USA, altri ne arriveranno se parteciperemo a tutte le possibili "missioni di pace" americane.

Questo quadro economico, anche se approssimato, ha costantemente ignorato il prezzo delle vite umane , delle distruzioni, del dolore e della miseria che ha prodotto e produce in tutto il mondo, perché cinicamente, per chi fa soldi e ride sui terremoti, è normale sghignazzare sulla devastazione delle vite degli innocenti e delle loro famiglie. Una civiltà costituita da uomini e che non tiene in alcun conto la vita degli uomini non è una civiltà, ma una delle vergogne più grandi che popola la nostra terra. La malavita che fa soldi rapinando e uccidendo è una mammoletta rispetto a questi assassini all'ingrosso, ed è vergognoso colui che pretende rispetto e fa finta di scandalizzarsi per ragioni simili, e poi decide di usare queste armi e d'ingannare gli onesti con le flaccide frasi sulla libertà, sulla democrazia, sui diritti civili, sul trionfo della legalità.

Distribuisce dolori per denari.

*stralci dell'intervento su Radio Gamma 5 del 3.10.2010 e su Challenger TV satellitare Sky 922 ogni giorno dal lunedì al venerdì in diretta dalle ore 19,00


per approfondire...

Dossier pace

Dossier etica e politica

_____
NB: I CONTENUTI DEL SITO POSSONO ESSERE PRELEVATI
CITANDO L'AUTORE E LINKANDO
www.osservatoriosullalegalita.org

°
avviso legale