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29 agosto 2010
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Rapporto ONU denuncia genocidio in Congo
di Gabriella Mira Marq*

Le Nazioni Unite hanno accusato il Ruanda di crimini di guerra - probabilmente genocidio - durante gli anni dei conflitti alla fine del secolo scorso nella Repubblica democratica del Congo.

Un'inchiesta senza precedenti di 600 pagine dal commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani analizza anni di omicidi, stupri e saccheggi in conflitti in cui sono stati abbattuti centinaia di migliaia di civili. La versione provvisoria del rapporto, rivelata da Le Monde, dovrebbe essere pubblicata il mese prossimo e parla di abusi ommesi in un periodo di sette anni e due invasioni da parte del Ruanda e l'accusa e' di "crimini contro l'umanità, crimini di guerra, addirittura genocidio", perche' gli obiettivi principali della violenza erano Hutu, che sono stati uccisi a decine di migliaia.

E' noto che il genocidio del Ruanda del 1994 si consumo' per l'odio tribale fra Tutsi e Hutu, due popolazioni con caratteristiche somatiche e fisiche differenti e che avevano occupato alternativamente nella storia collocazioni diverse nelle fasce sociali. Nessuna brutalita' fu risparmiata. Intere famiglie Tutsi furono cancellate. I prigionieri, quando non venivano uccisi a colpi di machete, erano tenuti in prigioni talmente strette che erano costretti a stare ammassati in piedi. Dopo la guerra alcuni degli armati responsabili delle violenze e molti civili hutu fuggirono nella vicina Repubblica Democratica del Congo.

Il rapporto dell'ONU accusa le forze ruandesi e i loro alleati locali di aver ucciso centinaia di uomini, donne e bambini hutu macellati con zappe e asce. In altre occasioni i rifugiati hutu sono stati uccisi con baionette, bruciati vivi o uccisi con colpi di martello in gran numero.

La relazione copre due periodi: quello del 1996, durante l'invasione del paese (che allora si chiamava Zaire) con il perseguimento di soldati hutu e altri fuggiti lì dopo aver effettuato il genocidio del 1994 di centinaia di migliaia di Tutsi , e una seconda invasione due anni dopo che si e' poi estesa divenendo una guerra regionale con il coinvolgimento di otto paesi. Per quanto riguarda il primo periodo analizzato, rapporto delle Nazioni Unite descrive "la natura sistematica e metodica e premeditata di attacchi contro gli [Hutu che] ha avuto luogo in tutte le zone dove i profughi erano stati rintracciati". "L'inseguimento e' durato mesi e, occasionalmente, gli aiuti umanitari destinati a loro sono stati deliberatamente bloccati, in particolare nella provincia orientale, in modo da privarli delle cose essenziali alla loro sopravvivenza", dice il rapporto.

"L'entità dei crimini e il numero elevato di vittime, probabilmente in parecchie decine di migliaia, sono testimoniati da numerosi incidenti descritti nel rapporto. L'uso esteso di armi non da fuoco, in particolare martelli, e le stragi sistematiche dei sopravvissuti agli assanti dei campi dimostrano che il numero di morti non puo' essere attribuita ai rischi di guerra. Tra le vittime erano per lo piu' bambini, donne, vecchi e malati". La relazione prosegue affermando che "gli attacchi sistematici e diffuso una serie di schiaccianti elementi che, se accertati da un tribunale competente, possono essere descritti come crimini di genocidio".

Il Ruanda ha invaso di nuovo lo Zaire nel 1998 dopo aver accusato il nuovo regime di continuare a sostenere i ribelli Hutu. I seguenti cinque anni di guerra hanno richiamato eserciti da otto nazioni e 21 gruppi di ribelli in un conflitto che produceva anche il saccheggio in massa dei minerali della RDC, nonché una nuova ondata di crimini di guerra.

Il rapporto Onu accusa anche le forze angolane di aver utilizzato la copertura della guerra per attaccare i rifugiati angolani fuggiti nella RDC. I soldati angolani hanno anche violentato e saccheggiato, secondo l'inchiesta delle Nazioni Unite.

E 'la prima volta l'ONU ha pubblicato tali accuse esplicite contro il Ruanda, uno stretto alleato della Gran Bretagna e degli Stati Uniti. Il governo ruandese ha reagito con rabbia alle rivelazioni sulla relazione, che ha respinto come "dilettantesca" e "scandalosa", dopo che era stato riferito un tentativo di fare pressione sull'ONU perche' non lo pubblicasse, con la minaccia di tirasi fuori dalle missioni internazionali di pace (fra cui quella in Darfur). Secondo Le Monde, la minaccia e' stata ribadita in una lettera al segretario generale dell'ONU Ban Ki-Moon dal ministro degli Esteri del Ruanda, Louise Mushikiwabo. I gruppi per i diritti umani hanno invece chiesto il perseguimento dei responsabili di crimini di guerra.

*si ringrazia Claudio Giusti

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