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28 agosto 2010
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Afghanistan : scandalo corruzione , licenziato un inquirente
di Rico Guillermo*

Un capo procuratore afghano sarebbe stato licenziato dal presidente Karzai per essersi rifiutato di bloccare le indagini di corruzione di alti funzionari governativi. Il licenziamento sarebbe avvenuto dopo che Karzai aveva visto una trasmissione televisiva in cui un procuratore era stato inviato a parlare della corruzione nella pubblica amministrazione.

Fazel Ahmad Faqiryar, un ex vice procuratore generale di carriera di 72 anni, ha detto al New York Times che Hamid Karzai, presidente afghano, e i suoi alleati avevano bloccato le indagini su oltre una ventina di funzionari fra i quali ministri, ambasciatori e governatori provinciali. "Egli (Karzai) non firmera' nulla. - ha detto il magistrato - Noi abbiamo alti procuratori onesti e professionali qui, ma abbiamo bisogno di sostegno", ha detto al Times Faqiryar, aggiungendo che costoro promuovono indagini, arresti e procedimenti giudiziari di alti funzionari governativi, "ma non possiamo resistere a lui". Il suo licenziamento sarebbe avvenuto dopo un lungo braccio di ferro fra Faqiryar da un lato e Karzai e Mohammed Ishaq Aloko - procuratore generale - dall'altro.

Il racconto di Faqiryar e' stato ampiamente confermato da cinque funzionari occidentali addentro alla situazione e che hanno affermato che Karzai e il suo governo hanno ripetutamente ostacolato azioni penali nei confronti di funzionari di alto rango, ha riferito il quotidiano USA. Faqiryar ha detto che il suo ufficio aveva aperto indagini su almeno 25 funzionari afghani attuali o ex tra cui 17 membri del gabinetto di Karzai, cinque governatori provinciali, due ambasciatori e un console generale. Un funzionario americano, parlando in condizione di anonimato, ha confermato che i pubblici ministeri afgani avevano preparato vari casi contro i funzionari sospettati di corruzione, ma Karzai aveva fermato tutto.

Ma il capo dello staff di Karzai ha contestato le accuse e ha detto al Times che l'azione del suo governo mirava a fermare la politicizzazione dei casi: "il presidente non ha in alcun modo ostacolato le indagini su questi casi. Al contrario, egli ha fatto la sua parte". Tuttavia a ll'inizio di questo mese, Karzai era intervenuto per fermare il procedimento contro Mohammed Zia Salehi, uno dei suoi pių stretti collaboratori, dopo che gli investigatori avevano detto di aver intercettato conversazioni nelle quali egli chiedeva una tangente a un altro afghano che voleva il suo aiuto per chiudere un'inchiesta per corruzione.

Karzai ha detto che era intervenuto nel caso di Salehi, un funzionario del Consiglio di sicurezza nazionale, in quanto le agenzie anticorruzione sostenute dagli Americani stavano violando i diritti civili dei detenuti. Ha incolpato imprenditori stranieri per la corruzione, minacciando di prendere il controllo delle agenzie, ma sotto le forti pressioni occidentali, Karzai e' sembrato fare marcia indietro, dicendo che avrebbe permesso alle organizzazioni anticorruzione di fare il loro lavoro.

Le accuse sono giunte in mezzo a un crescente senso di allarme dell'amministrazione Obama e del Congresso per le inadempienze di Karzai rispetto all'impegno di intervenire nei confronti dei funzionari sospettati di corruzione, nonche' nel corso del dibattito se spingere troppo sulla corruzione allontanera' un governo della cui la cooperazione 'ha bisogno' (ma e' un goverbo finanziato con i soldi degli USA e della NATO, ndr) per fare la guerra. Secondo il Times, il governo dell'Afghanistan "č ampiamente riconosciuto come uno dei pių corrotti del mondo" e funzionari USA ritengono che la corruzione consenta di portare armi nelle mani dei Talebani.

Soltanto due mesi fa proprio il Congresso degli Stati Uniti - confermando l'allarme giunto da diverse organizzazioni non governative - ha condotto un'indagine sulle tangenti date ai signori della guerra aghani i quali controllano societa' di sicurezza incaricate di proteggere i convogli USA e NATO nel Paese. Fra i personaggi coinvolti nell'inchiesta USA, i cugini dello stesso Karzai.

*si ringrazia Claudio Giusti

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