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Afghanistan
: scandalo corruzione , licenziato un inquirente
di
Rico Guillermo*
Un capo procuratore afghano sarebbe stato licenziato dal presidente
Karzai per essersi rifiutato di bloccare le indagini di corruzione
di alti funzionari governativi. Il
licenziamento sarebbe avvenuto dopo che Karzai aveva visto
una trasmissione televisiva in cui un procuratore era stato
inviato a parlare della corruzione nella pubblica amministrazione.
Fazel
Ahmad Faqiryar, un ex vice procuratore generale di carriera
di 72 anni, ha detto al New York Times che Hamid Karzai, presidente
afghano, e i suoi alleati avevano bloccato le indagini su
oltre una ventina di funzionari fra i quali ministri, ambasciatori
e governatori provinciali. "Egli
(Karzai) non firmera' nulla. - ha detto il magistrato - Noi
abbiamo alti procuratori onesti e professionali qui, ma abbiamo
bisogno di sostegno", ha detto al Times Faqiryar, aggiungendo
che costoro promuovono indagini, arresti e procedimenti giudiziari
di alti funzionari governativi, "ma non possiamo resistere
a lui". Il suo licenziamento sarebbe avvenuto dopo un lungo
braccio di ferro fra Faqiryar da un lato e Karzai e Mohammed
Ishaq Aloko - procuratore generale - dall'altro.
Il racconto di Faqiryar e' stato ampiamente confermato da
cinque funzionari occidentali addentro alla situazione e che
hanno affermato che Karzai e il suo governo hanno ripetutamente
ostacolato azioni penali nei confronti di funzionari di alto
rango, ha riferito il quotidiano USA. Faqiryar ha detto che
il suo ufficio aveva aperto indagini su almeno 25 funzionari
afghani attuali o ex tra cui 17 membri del gabinetto di Karzai,
cinque governatori provinciali, due ambasciatori e un console
generale. Un funzionario americano, parlando in condizione
di anonimato, ha confermato che i pubblici ministeri afgani
avevano preparato vari casi contro i funzionari sospettati
di corruzione, ma Karzai aveva fermato tutto.
Ma il capo dello staff di Karzai ha contestato le accuse e
ha detto al Times che l'azione del suo governo mirava a fermare
la politicizzazione dei casi: "il presidente non ha in alcun
modo ostacolato le indagini su questi casi. Al contrario,
egli ha fatto la sua parte". Tuttavia
a ll'inizio di questo mese, Karzai era intervenuto per fermare
il procedimento contro Mohammed Zia Salehi, uno dei suoi pių
stretti collaboratori, dopo che gli investigatori avevano
detto di aver intercettato conversazioni nelle quali egli
chiedeva una tangente a un altro afghano che voleva il suo
aiuto per chiudere un'inchiesta per corruzione.
Karzai ha detto che era intervenuto nel caso di Salehi, un
funzionario del Consiglio di sicurezza nazionale, in quanto
le agenzie anticorruzione sostenute dagli Americani stavano
violando i diritti civili dei detenuti. Ha incolpato imprenditori
stranieri per la corruzione, minacciando di prendere il controllo
delle agenzie, ma sotto le forti pressioni occidentali, Karzai
e' sembrato fare marcia indietro, dicendo che avrebbe permesso
alle organizzazioni anticorruzione di fare il loro lavoro.
Le accuse sono giunte in mezzo a un crescente senso di allarme
dell'amministrazione Obama e del Congresso per le inadempienze
di Karzai rispetto all'impegno di intervenire nei confronti
dei funzionari sospettati di corruzione, nonche' nel corso
del dibattito se spingere troppo sulla corruzione allontanera'
un governo della cui la cooperazione 'ha bisogno' (ma e' un
goverbo finanziato con i soldi degli USA e della NATO, ndr)
per fare la guerra. Secondo il Times, il governo dell'Afghanistan
"č ampiamente riconosciuto come uno dei pių corrotti del mondo"
e funzionari USA ritengono che la corruzione consenta di portare
armi nelle mani dei Talebani.
Soltanto
due mesi fa proprio il Congresso degli Stati Uniti - confermando
l'allarme giunto da diverse organizzazioni non governative
- ha condotto un'indagine sulle
tangenti date ai signori della guerra aghani i quali controllano
societa' di sicurezza incaricate di proteggere i convogli
USA e NATO nel Paese. Fra i personaggi coinvolti nell'inchiesta
USA, i cugini dello stesso Karzai.
*si
ringrazia Claudio Giusti
 
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etica e politica
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