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Preti
pedofili : i vescovi sotto accusa restano al loro posto
di
Giulia Alliani
Irlanda
Carta intestata dell'Arcivescovo di Dublino.
Data: 10 agosto 2010
"Caro Padre, nei mesi scorsi ho affrontato in vari colloqui
la questione della preparazione delle persone ai Sacramenti,
soprattutto la preparazione di coloro che hanno allentato
i contatti con la comunità dei fedeli. Il Canone 868 sul Battesimo
sottolinea che, per ammettere un bambino al Battesimo, e'
necessario che esista una reale possibilità che il bambino
venga educato nella fede Cattolica. Senza la pretesa di essere
una Chiesa composta unicamente da individui perfetti, credo
che dovremmo considerare i modi di approccio per incoraggiare
l'impegno dei genitori a dare un significativo aiuto al proprio
bambino perché diventi un membro della comunità dei fedeli.
Abbiamo
bisogno di programmi per ricondurre le famiglie, che se ne
sono lungamente allontanate, alla pratica della fede e nella
comunità dei fedeli di cui desiderano che il loro bambino
diventi membro… In passato la società irlandese era imbevuta
di valori Cristiani. Scuola, famiglia e comunità condividevano
gli stessi valori. Ormai non e' più possibile illudersi che
tutti i genitori si sforzino o si sentano all'altezza di assolvere
con successo alle loro responsabilità nella formazione religiosa
dei figli. Pare vi sia una generale identità di vedute sul
fatto che sia necessario un cambiamento nella pratica corrente
e che allo scopo di attuare tale cambiamento vada adottata
un'unica politica in tutta la Diocesi…"
Seguono
le prime istruzioni ai sacerdoti per sviluppare i contatti
con i genitori, puntando su inviti fermi, ma non troppo insistenti,
e su proposte attraenti più che su imposizioni e obblighi.
I Sacramenti andranno celebrati coinvolgendo la comunità e
ponendo particolare attenzione all'accoglienza e al benvenuto.
Un'idea idilliaca della parrocchia come centro in cui condividere
gli eventi della vita, gioiosi e luttuosi, celebrandoli nei
riti, per giungere poi a riflettere profondamente sulle grandi
domande e sul bisogno degli uomini dell'amore di Dio.
"E'
in tale contesto" prosegue la lettera "che scrivo esplicitamente
a proposito dell'organizzazione per le Cresime nell'anno 2011,
poiché so che, con l'inizio delle scuole, comincerete a ricevere
richieste di informazioni sulle date… A tale proposito vi
inviterei a spedirle tutte alla Sede Arcivescovile in modo
da poter coordinare l'organizzazione in tutta la Diocesi.
E' importante che in ogni parrocchia la Cresima venga amministrata
da un Vescovo almeno una volta ogni cinque anni.
In seguito alla presentazione a Papa Benedetto delle dimissioni
da parte del Vescovo Eamonn Walsh e del Vescovo Raymond Field
e' stato deciso che entrambi rimarranno come Vescovi Ausiliari
e che verranno rivedute le responsabilita' loro affidate.
Forse la sfida più grande che dobbiamo affrontare oggi nell'Arcidiocesi
di Dublino consiste nel trasmettere ai giovani la fede e nel
convincerli a comportarsi come membri attivi delle nostre
comunità parrocchiali. I nostri insegnanti, in questo contesto,
svolgono un enorme lavoro e dovrebbero ricevere tutto l'appoggio
di cui hanno bisogno. Tuttavia, senza l'attiva collaborazione
dei genitori e della comunità parrocchiale, gli sforzi degli
insegnanti risulteranno indeboliti…
Con tutti i miei personali auguri per il suo ministero, e
con l'assicurazione delle mie preghiere, rimango il Suo sinceramente
nel Signore
+Diarmuid
Martin
Arcivescovo di Dublino".
Tutto bene? Non proprio: i Vescovi Ausiliari Walsh e Field
avevano presentato le loro dimissioni, alla vigilia del Natale
scorso, in seguito alle pressioni ricevute dopo la pubblicazione
del Rapporto Murphy, contenente le risultanze delle indagini
della Commissione Murphy sui modi in cui le autorita' religiose
e governative avevano affrontato i casi di abusi sessuali
da parte di religiosi su minori nell'Arcidiocesi di Dublino.
I nomi di Walsh e Field comparivano fra quelli dei cinque
vescovi in carica negli anni analizzati dalla Commissione,
e pare che nessuno dei vescovi potesse essere considerato
ignaro di quanto stava accadendo tra i religiosi e i minori,
anche se le responsabilità nella copertura degli abusi non
furono ugualmente gravi per tutti.
Annunciando le dimissioni, nel dicembre scorso, i due vescovi
ausiliari avevano detto: "La nostra speranza e' che l'atto
che compiamo contribuisca a portare la pace e la riconciliazione
di Gesu' Cristo con le vittime ancora viventi degli abusi
sessuali sui bambini. Rinnoviamo loro le nostre scuse". Il
vescovo Walsh ha sempre sostenuto di aver tenuto un comportamento
corretto e di aver subito un'ingiustizia. Nel febbraio di
quest'anno alcune vittime di abusi avevano scritto al Papa
pregandolo di firmare al più presto la necessaria accettazione
delle offerte di dimissioni dei due vescovi. Poi nulla, se
non la lettera scritta ai sacerdoti della Diocesi dall'arcivescovo
Muir di cui ha reso conto la settimana scorsa il quotidiano
irlandese 'The Irish Catholic'.
In attesa di capire perché le dimissioni non siano state accettate,
sarà meglio tener conto delle raccomandazioni dell'Arcivescovo
di Dublino: i genitori e le comunità parrocchiali offrano
la loro "attiva collaborazione" e, soprattutto, vigilino attentamente
sui loro bambini.
Full
text of Archbishop Diarmuid Martin's letter to Dublin priests
(PDF)
 
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