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24 agosto 2010
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Afghanistan : lapidateli !E la folla esegue
di Gabriella Mira Marq*

In Afghanistan si uccide ancora (e sempre di piu') con le pietre: una coppia fuggitiva contro il volere delle famiglie - lui 28 anni, lei solo 19 - ha subito la lapidazione in un campo del nord del Paese, a seguito della decisione di un mullah. Gli abitanti del villaggio hanno detto che prima di essere lapidati, i due avevano dichiarato la loro volonta' di sposarsi.

Questa esecuzione e' avvenuta solo una settimana dopo un'altra pubblica esecuzione, anche questa in un remoto villaggio del nord. Lė, una vedova quarantenne e' stata picchiata e poi uccisa per aver concepito un figlio fuori dal matrimonio con un uomo che aveva intenzione di sposare, secondo quanto dichiarato al Los Angeles Times abitanti e funzionari locali. Gruppi per i diritti umani che hanno verificato le uccisioni, dicono che tali punizioni draconiane stanno diventando sempre piu' comuni dal momento che i leader religiosi e tribali conservatori vengono incoraggiati dalla crescente influenza dei Talebani e dal vistoso indebolimento del governo centrale.

Ma il riemergere della giustizia sommaria che e' stata una caratteristica dei cinque anni di governo talebano potrebbe anche segnalare una scissione all'interno dei ranghi del movimento. Da un lato molti ulema e mullah vicini ai Talebani vorrebbero un ritorno alle forme piu' dure di punizione fisica consentita dalla Sharia, dall'altro la leadership dei Talebani ha cercato di sollevare il sostegno pubblico dandosi una immagine come difensori della vita dei civili offrendosi di creare e partecipare ad una commissione congiunta con i militari occidentali, le Nazioni Unite e il governo afghano per indagare sui morti e feriti non combattenti. Questa offerta e' venuta subito dopo che i ribelli (dopo aver per anni sparato ai civili come gli altri) hanno pubblicato un "codice di condotta" che scoraggiato le uccisioni di civili.

Per questo, non e' secondario quale dei due campi dimostrera' di avere piu' influenza potrebbe essere un fattore decisivo per stabilire se la "riconciliazione" puo' andare avanti, visto che molti Afghani vedono in una qualche forma di accordo politico con i leader talebani la possibile uscita dal conflitto durato quasi 9 anni. Per i Paesi che contribuiscono con le loro truppe alla missione NATO, tale soluzione potrebbe gettare le basi di una uscita da quella che e' diventata una guerra sempre piu' impopolare. Ma l'Occidente e il governo del presidente Hamid Karzai accetterebbero negoziati soltanto con i ribelli che promettono di rinunciare alla violenza e rispettare la Costituzione dell'Afghanistan e il suo sistema giuridico, che impone almeno in teoria il processo a norma di legge.

A livello di paese, tuttavia, le questioni dei reati e delle pene quasi sempre comprendono l'onore della famiglia e tradizioni tribali profondamente radicate. La giustizia sommaria che 'disciplina' tutto, dalle dispute sulla terra all'adulterio, era una caratteristica della vita quotidiana prima che i Talebani salissero al potere nel 1990, lo e' stata durante il loro governo e probabilmente restera' parte integrante della quotidianita' afghana, indipendentemente dalla durata della presenza militare occidentale. Anche i leader religiosi che non si considerano collegati con i Talebani richiedono spesso un sistema piu' tradizionale (vasato su una data interpretazione del Corano) della giustizia, spesso con il tacito appoggio degli amministratori locali.

Nel caso delle ultime lapidazioni, alle reazioni dei gruppi per i diritti umani ha fatto eco il presidente Hamid Karzai, che ha definito le lapidazioni "imperdonabili". La Commissione indipendente afgana per i diritti umani ha definito gli omicidi una "perdita brutale e disumana della vita" e criticato l'assenza di procedimento giudiziario.

Da parte talebana, invece, la reazione e' stata equivoca, soprattutto nel caso della vedova. Un comunicato emesso dalla leadership del movimento due giorni dopo il suo assassinio ha denunciato le notizie circa l'accaduto come "propaganda" significava per diffamare i Talebani, pur non negando di fatto che l'esecuzione avesse avuto luogo. Ha poi iniziato una discussione bizzarramente meticolosa di quale forma di punizione sarebbe stata opportuna sotto la Sharia: visto che non era sposata, in quanto vedova, la donna avrebbe dovuto subire solo qualche centinaio di frustate... Pių tardi, il portavoce del movimento ha smentito ogni responsabilita' talebana per l'esecuzione della vedova. Un altro portavoce talebano, Zabiullah Mujahid, ha detto poi che la lapidazione della giovane coppia era stata giustificata dal fatto che la coppia aveva confessato la sua relazione illecita.

In ogni caso, per molti nel paese, come sottolinea il Los Angeles Times, ogni distinzione tra il movimento dei Talebani e suoi simpatizzanti e' puramente accademica, perche' sono i Talebani ad avere il potere nella regione e alcuni mullah, fra cui quello che ha condannato i due giovani, sono stati Talebani

*si ringrazia Claudio Giusti

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