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Afghanistan
: lapidateli !E la folla esegue
di
Gabriella Mira Marq*
In Afghanistan si uccide ancora (e sempre di piu') con le
pietre: una coppia fuggitiva contro il volere delle famiglie
- lui 28 anni, lei solo 19 - ha subito la lapidazione in un
campo del nord del Paese, a seguito della decisione di un
mullah. Gli abitanti del villaggio hanno detto che prima di
essere lapidati, i due avevano dichiarato la loro volonta'
di sposarsi.
Questa
esecuzione e' avvenuta solo una settimana dopo un'altra pubblica
esecuzione, anche questa in un remoto villaggio del nord.
Lė, una vedova quarantenne e' stata picchiata e poi uccisa
per aver concepito un figlio fuori dal matrimonio con un uomo
che aveva intenzione di sposare, secondo quanto dichiarato
al Los Angeles Times abitanti e funzionari locali. Gruppi
per i diritti umani che hanno verificato le uccisioni, dicono
che tali punizioni draconiane stanno diventando sempre piu'
comuni dal momento che i leader religiosi e tribali conservatori
vengono incoraggiati dalla crescente influenza dei Talebani
e dal vistoso indebolimento del governo centrale.
Ma
il riemergere della giustizia sommaria che e' stata una caratteristica
dei cinque anni di governo talebano potrebbe anche segnalare
una scissione all'interno dei ranghi del movimento. Da un
lato molti ulema e mullah vicini ai Talebani vorrebbero un
ritorno alle forme piu' dure di punizione fisica consentita
dalla Sharia, dall'altro la leadership dei Talebani ha cercato
di sollevare il sostegno pubblico dandosi una immagine come
difensori della vita dei civili offrendosi di creare e partecipare
ad una commissione congiunta con i militari occidentali, le
Nazioni Unite e il governo afghano per indagare sui morti
e feriti non combattenti. Questa offerta e' venuta subito
dopo che i ribelli (dopo aver per anni sparato ai civili come
gli altri) hanno pubblicato un "codice di condotta" che scoraggiato
le uccisioni di civili.
Per
questo, non e' secondario quale dei due campi dimostrera'
di avere piu' influenza potrebbe essere un fattore decisivo
per stabilire se la "riconciliazione" puo' andare avanti,
visto che molti Afghani vedono in una qualche forma di accordo
politico con i leader talebani la possibile uscita dal conflitto
durato quasi 9 anni. Per i Paesi che contribuiscono con le
loro truppe alla missione NATO, tale soluzione potrebbe gettare
le basi di una uscita da quella che e' diventata una guerra
sempre piu' impopolare. Ma l'Occidente e il governo del presidente
Hamid Karzai accetterebbero negoziati soltanto con i ribelli
che promettono di rinunciare alla violenza e rispettare la
Costituzione dell'Afghanistan e il suo sistema giuridico,
che impone almeno in teoria il processo a norma di legge.
A
livello di paese, tuttavia, le questioni dei reati e delle
pene quasi sempre comprendono l'onore della famiglia e tradizioni
tribali profondamente radicate. La giustizia sommaria che
'disciplina' tutto, dalle dispute sulla terra all'adulterio,
era una caratteristica della vita quotidiana prima che i Talebani
salissero al potere nel 1990, lo e' stata durante il loro
governo e probabilmente restera' parte integrante della quotidianita'
afghana, indipendentemente dalla durata della presenza militare
occidentale. Anche i leader religiosi che non si considerano
collegati con i Talebani richiedono spesso un sistema piu'
tradizionale (vasato su una data interpretazione del Corano)
della giustizia, spesso con il tacito appoggio degli amministratori
locali.
Nel
caso delle ultime lapidazioni, alle reazioni dei gruppi per
i diritti umani ha fatto eco il presidente Hamid Karzai, che
ha definito le lapidazioni "imperdonabili". La Commissione
indipendente afgana per i diritti umani ha definito gli omicidi
una "perdita brutale e disumana della vita" e criticato l'assenza
di procedimento giudiziario.
Da
parte talebana, invece, la reazione e' stata equivoca, soprattutto
nel caso della vedova. Un comunicato emesso dalla leadership
del movimento due giorni dopo il suo assassinio ha denunciato
le notizie circa l'accaduto come "propaganda" significava
per diffamare i Talebani, pur non negando di fatto che l'esecuzione
avesse avuto luogo. Ha poi iniziato una discussione bizzarramente
meticolosa di quale forma di punizione sarebbe stata opportuna
sotto la Sharia: visto che non era sposata, in quanto vedova,
la donna avrebbe dovuto subire solo qualche centinaio di frustate...
Pių tardi, il portavoce del movimento ha smentito ogni responsabilita'
talebana per l'esecuzione della vedova. Un altro portavoce
talebano, Zabiullah Mujahid, ha detto poi che la lapidazione
della giovane coppia era stata giustificata dal fatto che
la coppia aveva confessato la sua relazione illecita.
In
ogni caso, per molti nel paese, come sottolinea il Los Angeles
Times, ogni distinzione tra il movimento dei Talebani e suoi
simpatizzanti e' puramente accademica, perche' sono i Talebani
ad avere il potere nella regione e alcuni mullah, fra cui
quello che ha condannato i due giovani, sono stati Talebani
*si
ringrazia Claudio Giusti
 
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