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Corrompere
conviene
di
Rodolfo Roselli*
E' difficile spiegare il fatto che la corruzione dilagante
in Italia da molto tempo non trovi nei vari esecutivi nessuno
che voglia affrontare radicalmente questo problema. Non mancano
le proteste, non mancano le proposte, non mancano le persone
scandalizzate ma poi tutto resta come prima nei confronti
dei colpevoli, e i casi si ripetono con una monotonia sconcertante.
Questa inerzia del fare, non fa che allargare il numero dei
casi fino a far considerare dall'opinione pubblica sia la
corruzione che la concussione come eventi inevitabili.
(...)
Oggi abbiamo persone simili a monarchi, che esibiscono le
loro regge o ville, che mercanteggiano con i loro vassalli
per conservare la loro obbedienza. Questo è medioevo. Si genera
dunque nel paese la convinzione dell'inutilità delle regole
e delle leggi scritte e si ha uno stato di perenne preoccupazione
e anche di terrore nella vita quotidiana lasciata al capriccio
di questi monarchi. Le regole e le leggi invece non solo sono
utili ma sono i punti di riferimento di una ordinata vita
sociale, ed è la politica che dovrebbe rispettarle, allontanando
preventivamente coloro che tentassero non solo di violarle
ma di eluderle. Ma questo non avviene, non solo perché ciascuno
deve avere il coraggio di restare onesto o il coraggio,per
necessità, di diventare disonesto, in funzione del contesto
nel quale è chiamato a difendere il suo posto di lavoro, ma
anche perché quasi sempre le devianze, che sono ben note ,
non spostano i politici dai loro posti, questi attendono solamente
le inchieste e i processi, e solo allora si preoccupano di
dare più o meno peso a quanto hanno commesso.
Se
ci fossero degli anticorpi preventivi, i processi sarebbero
eccezioni, ma spesso in Italia ci troviamo agli antipodi,
non solo perché si aspetta di essere scoperti, ma addirittura
perché questi processi non dovrebbero avere neppure motivo
d'iniziare,perché la difesa delle regole diviene una colpa.
Invece ,di questi anticorpi, la politica ne avrebbe assoluta
necessità, perché il rapporto con l'elettore è un rapporto
di fiducia e non di legalità. Se il comportamento di un politico
non soddisfa i miei principi etici, non importa se questi
siano legali o illegali, per me è un comportamento inaccettabile
e non sono disposto a concedere la mia fiducia, giusta o errata
che sia. Se questo primo filtro fosse attuato dai partiti,
teoricamente le varie indagini della magistratura non dovrebbero
neppure essere necessarie.
Ci
si dimentica che il voto richiesto ai cittadini è un atto
spontaneo e personale e non implica alcuna indagine legale.
Si desidera una persona proba che sia in grado d'autocontrollarsi
e di operare con altruismo pur di conservare prioritariamente
questa fiducia, e non la poltrona o il potere o la convenienza
economica. Nessuno condannerebbe chi tenta di aiutare altri,
a patto però che questo aiuto fosse esteso a tutti,solo così
un piacere personale diventerebbe automaticamente un dovere
istituzionale.
Tutto
questo sarebbe troppo bello, e anche molto rischioso perché
quelle rare persone che intendessero rispettarle e farle rispettare
, se individuate, diventerebbero subito dei rompiscatole,
dei pignoli, persone da neutralizzare e allontanare, di qui
il coraggio suicida di mantenersi onesti, o la scelta obbligata,
per sopravvivere, di diventare disonesti , per non alterare
il corso della illegalità. Furbescamente
si aggiungono regole su regole, dicendo di voler difendere
il diritto, ma queste regole aggiuntive servono solo per rendere
ancora più difficile la vita ai cittadini onesti, sono norme
delle quali ci si ricorda solo quando si cerca un pretesto
per dire di no a qualsiasi richiesta. E' una sottile scaltrezza
contro chi non conta niente e quindi non deve essere aiutato,
e che nel contempo assegna l'aureola di rigido osservante
della legge a chi le ricorda.
Ma
poiché tutte le riflessioni sopra indicate sono talmente ovvie
da avere il sapore di aver scoperto l'acqua calda, allora
ci si domanda perché chi detiene il potere non si muove di
conseguenza? Semplicemente perché la corruzione è utile. La
complicazione delle regole è utilissima perché stabilisce
il prezzo, e quindi il mercato della violazione. Se io ti
consento di violare la norma, per il fatto che la norma esiste,
assegno alla violazione un prezzo da pagare, se la norma non
esistesse il prezzo sarebbe zero. La complicazione delle regole
è anche una benedizione per chi detiene il potere, perché
se un semplice cittadino trova ostacoli crescenti nel suo
lavoro, prima o poi dovrà rivolgersi alla politica per implorare
il suo aiuto, e deve capire che per lui è necessario diventare
un allievo corruttore, e il politico diventerà il suo maestro.
Naturalmente nulla otterrà per niente, perché dovrà pagare
molto bene queste lezioni ,e se non avrà il denaro sufficiente
o dovrà entrare nel giro dei fiancheggiatori della corruzione
o per lo meno dovrà vendere il suo voto elettorale.
Qualche ingenuo potrebbe decidere di non seguire questa strada.
Nessun problema, basta introdurre altre norme ancora più restrittive,
e l'ingenuo sarà costretto a cambiare idea. Quando tutti i
cittadini saranno corruttori o corrotti, il reato non esisterà
più. Non ci vuole molto per dimostrare che restrizioni bancarie
introdotte per combattere la malavita hanno fatto solo ridere
i polli ed hanno invece aumentato i fastidi per i normali
cittadini. Non ci vuole molto a capire che con il pretesto
della lotta al terrorismo,si è complicata la vita a tutti
e i diritti civili vengono calpestati per coloro che sono
estranei, basta semplicemente chiarire che cosa s'intende
per terrorismo, parola magica e convincente. Non è necessario
provare, ma solo presumere che sia un terrorista, e legalmente
sarà privato di qualsiasi diritto e, in nome della sicurezza,
che è prioritaria, viene giustificata ogni misura iniqua o
indegna, anche quando il dubbio è elevato.
E
questo teorema d'invenzioni normative,viene servito in molti
modi, fino ad arrivare a giustificare una guerra d'invasione
dove cambia nome e viene attuata come missione di pace, con
questa missione di pace si scannano da anni migliaia di persone,
vengono coinvolti popoli estranei facendo credere di difendersi
dal terrorismo, ma tacendo della torta petrolifero-finanziaria
che lucra per chi resta a casa tranquillo e fa morire gli
altri. E' stato inventato il trucco di poter difendere la
sicurezza del mondo con il divieto di possesso di armi di
distruzione di massa, ma era solo un pretesto aggressivo,
e queste armi non sono mai esistite e così scopriamo che queste
offerte di maggiore sicurezza servono solo per ottenere una
maggiore sudditanza. Quando
Stalin offriva la pace comunista, tutti abbiamo capito che
era una pace ….eterna. Quando Hitler offriva la libertà attraverso
il lavoro, nei campi di sterminio, tutti abbiamo capito di
quale libertà si trattava, e perché mai oggi queste truffe
non potrebbero ripetersi? Oggi è stato provata la truffa e
il pretesto delle guerre del Golfo, un inganno pagato con
decine di migliaia di morti, e la storia ce ne potrebbe ricordare
tanti altri. Quante persone hanno corrotto la loro coscienza
per consentire queste mattanze?
Si
parla spesso nel mondo della protezione della privacy ma ,
ad esempio negli Stati Uniti, presunta patria della libertà,
con l'emanazione del "Patriot Act" dopo l'11 settembre, il
governo americano ha avuto poteri che della privacy se ne
infischia e che permettono di procedere ad investigazioni
segrete anche nelle case private dei cittadini e persino di
chiedere i tabulati delle persone che acquistano libri che
contengano ideologie in qualche modo riferibili all'eversione.
Quale differenza esiste con le vecchie pratiche dell'Inquisizione
contro gli eretici?
Anche
in Italia della privacy ne abbiamo fatto scempio, con questo
pretesto la gente viene ostacolata con mille scuse, e poi
si scopre che organi istituzionali o anche semplici politici,
riescono ad essere in possesso d'informazioni private che
non dovrebbero possedere. Nell'ambito
degli appalti delle opere pubbliche e dei concorsi pubblici,
da tempo esistono precise regole scritte per garantirne la
regolarità, e poi si scopre che mentre il semplice imprenditore
le deve subire al 100 % aumentando i costi e danneggiando
le sue possibilità di lavoro, altri le violano sistematicamente,
complici quelle stesse istituzioni che le hanno emanate, solo
perché in quel momento fa loro tanto comodo, e le assunzioni
delle cariche pubbliche sono decise altrove. Amicizie di politici
e amministratori pubblici con esponenti della malavita non
solo non sono nascoste ma neppure turbano i sonni dei superiori
responsabili.
Vi
sono casi nei quali sfacciati favoritismi eseguiti, richiesti
e accordati tra responsabili pubblici, imprenditori e anche
da religiosi che a chiacchiere pretendono i difendere la moralità,
non solo non vengono considerati illegali ma, cadendo dalle
nuvole, sono per loro del tutto normali. Basta citare l'inchiesta
su Nicola Cosentino attuata dal magistrato Marco Imarisio
che farebbe togliere il fiato a chiunque. Un politico che
ha relazioni con noti malavitosi soprannominati il "Panzone",
"Capagrossa" etc. nomi che ricordano i fumetti di Gambadilegno
e della Banda Basotti, e che ha il coraggio di negare lo scambio
illecito di favori. Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei!
Basta
ricordare le società miste pubbliche-private che dovevano
combattere la corruzione e l'inerzia degli uffici pubblici,
come la soc. ECO4 che doveva risolvere il problema dei rifiuti
e dei termovalorizzatori e che invece un GIP scoprì fosse
una pura espressione della criminalità organizzata che se
infischiava delle vecchie e delle nuovissime regole, ma aveva
come unico obiettivo una montagna di assunzioni, che Michele
Orsi confessò fossero per il 70% inutili e motivate per ragioni
politico-elettorali. Regole violate da chi poteva, e capestro
per chi non poteva. Società create ad hoc come la ASER del
Lazio per la riscossione dei tributi che prevedeva per la
società mista una quota a suo favore del 30% sui tributi riscossi
(Monte dei Paschi ed Equitalia ne ricevono l'1,5%), ma che
il solo socio privato di quella quota ne intascasse il 70%.
Dove sono andate a finire tutte le complicate regole burocratiche
di garanzia per evitare tutto questo, fatte per rompere le
scatole solo ai cittadini, e fatte ignorare dalla malavita?
La
ragione sta nella tendenza di chi governa a privilegiare gli
atti autoritari rispetto a quelli democratici, alla furbesca
interpretazione del consenso democratico trasformandolo in
truffa. Come si può ottenere il massimo consenso? O per convinzione,
o per convenienza. Averlo per convinzione, significa dare
il buon esempio con grande dose di umiltà, farsi giudicare
sistematicamente e quindi offrire l'accesso a tutte le informazioni
necessarie per il giudizio, significa fare poche promesse,
che non siano sogni ma cose concrete e quindi sia possibile
mantenere ,dimostrare che chi decide è il popolo e chi esegue
è il suddito e non viceversa. Ma significa anche essere convinti
che fare tutto questo non solo è il proprio dovere ma è anche
il massimo piacere di essere considerati dai posteri un uomo
giusto, non uno furbo.
L'uomo giusto realizza figli più giusti, quello furbo figli
ancora più furbi. Ma per molti è meglio avere il consenso
per convenienza, perché se il potere per questi personaggi
è conveniente, perché non dovrebbe esserlo anche per coloro
che lo sostengono? E allora averlo per convenienza significa
avere il voto con il denaro e non con la fiducia e questo
significa corrompere. Che poi la convenienza sia la mazzetta,
il posto di lavoro, l'evasione fiscale l'appalto truccato,
la casa regalata, la pensione indebita, è sempre corruzione.
Ma il vantaggio della corruzione è sempre di ottenere di più
lavorando di meno, e allora bisogna essere più furbi del vicino
e se il fine giustifica i mezzi, si partecipa ad una interminabile
olimpiade dei furbi ove, come in tutte le gare, alcuni vincono
e la maggioranza perde.
Questo
modo di vivere è semplicemente indecente... Paradossalmente
l'utilità della corruzione sta nel fatto che, essendo un fenomeno
insaziabile, ha continuamente bisogno di sottrarre risorse
ad un numero sempre crescente di persone che, quando si rendono
conto che la loro convenienza scompare e non potendo difendersi,
esprimendo democraticamente il loro dissenso, sono naturalmente
portate a reagire per ristabilire con la violenza, un minimo
di regole di decenza, fino ad arrivare alle guerre civili
o alle rivoluzioni o a fuggire dal proprio paese. Soluzioni
tristi,estreme, ma inevitabili.
Ma
la cosa più triste è che tutto questo ce lo rammenta continuamente
la storia, ci dimostra come tutto questo nasce, come cresce
e come finisce, quindi siamo ampiamente avvertiti, quindi
siamo consapevoli, ma noi tutti incoscientemente diventiamo
come le tre scimmiette che non parlano, non vedono e non sentono,
dimostrando, anche noi, che la nostra morale è solo... la
convenienza.
*
intervento su Radio Gamma 5 del
18.08.2010 e su Challenger TV satellitare Sky 922 ogni giorno
dal lunedì al venerdì
 
Dossier
etica e politica
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