Osservatorio sulla legalita' e sui diritti
Osservatorio sulla legalita' onlusscopi, attivita', referenti, i comitati, il presidenteinvia domande, interventi, suggerimentihome osservatorio onlusnews settimanale gratuitaprima pagina
20 agosto 2010
tutti gli speciali

Corrompere conviene
di Rodolfo Roselli*

E' difficile spiegare il fatto che la corruzione dilagante in Italia da molto tempo non trovi nei vari esecutivi nessuno che voglia affrontare radicalmente questo problema. Non mancano le proteste, non mancano le proposte, non mancano le persone scandalizzate ma poi tutto resta come prima nei confronti dei colpevoli, e i casi si ripetono con una monotonia sconcertante. Questa inerzia del fare, non fa che allargare il numero dei casi fino a far considerare dall'opinione pubblica sia la corruzione che la concussione come eventi inevitabili.

(...) Oggi abbiamo persone simili a monarchi, che esibiscono le loro regge o ville, che mercanteggiano con i loro vassalli per conservare la loro obbedienza. Questo è medioevo. Si genera dunque nel paese la convinzione dell'inutilità delle regole e delle leggi scritte e si ha uno stato di perenne preoccupazione e anche di terrore nella vita quotidiana lasciata al capriccio di questi monarchi. Le regole e le leggi invece non solo sono utili ma sono i punti di riferimento di una ordinata vita sociale, ed è la politica che dovrebbe rispettarle, allontanando preventivamente coloro che tentassero non solo di violarle ma di eluderle. Ma questo non avviene, non solo perché ciascuno deve avere il coraggio di restare onesto o il coraggio,per necessità, di diventare disonesto, in funzione del contesto nel quale è chiamato a difendere il suo posto di lavoro, ma anche perché quasi sempre le devianze, che sono ben note , non spostano i politici dai loro posti, questi attendono solamente le inchieste e i processi, e solo allora si preoccupano di dare più o meno peso a quanto hanno commesso.

Se ci fossero degli anticorpi preventivi, i processi sarebbero eccezioni, ma spesso in Italia ci troviamo agli antipodi, non solo perché si aspetta di essere scoperti, ma addirittura perché questi processi non dovrebbero avere neppure motivo d'iniziare,perché la difesa delle regole diviene una colpa. Invece ,di questi anticorpi, la politica ne avrebbe assoluta necessità, perché il rapporto con l'elettore è un rapporto di fiducia e non di legalità. Se il comportamento di un politico non soddisfa i miei principi etici, non importa se questi siano legali o illegali, per me è un comportamento inaccettabile e non sono disposto a concedere la mia fiducia, giusta o errata che sia. Se questo primo filtro fosse attuato dai partiti, teoricamente le varie indagini della magistratura non dovrebbero neppure essere necessarie.

Ci si dimentica che il voto richiesto ai cittadini è un atto spontaneo e personale e non implica alcuna indagine legale. Si desidera una persona proba che sia in grado d'autocontrollarsi e di operare con altruismo pur di conservare prioritariamente questa fiducia, e non la poltrona o il potere o la convenienza economica. Nessuno condannerebbe chi tenta di aiutare altri, a patto però che questo aiuto fosse esteso a tutti,solo così un piacere personale diventerebbe automaticamente un dovere istituzionale.

Tutto questo sarebbe troppo bello, e anche molto rischioso perché quelle rare persone che intendessero rispettarle e farle rispettare , se individuate, diventerebbero subito dei rompiscatole, dei pignoli, persone da neutralizzare e allontanare, di qui il coraggio suicida di mantenersi onesti, o la scelta obbligata, per sopravvivere, di diventare disonesti , per non alterare il corso della illegalità. Furbescamente si aggiungono regole su regole, dicendo di voler difendere il diritto, ma queste regole aggiuntive servono solo per rendere ancora più difficile la vita ai cittadini onesti, sono norme delle quali ci si ricorda solo quando si cerca un pretesto per dire di no a qualsiasi richiesta. E' una sottile scaltrezza contro chi non conta niente e quindi non deve essere aiutato, e che nel contempo assegna l'aureola di rigido osservante della legge a chi le ricorda.

Ma poiché tutte le riflessioni sopra indicate sono talmente ovvie da avere il sapore di aver scoperto l'acqua calda, allora ci si domanda perché chi detiene il potere non si muove di conseguenza? Semplicemente perché la corruzione è utile. La complicazione delle regole è utilissima perché stabilisce il prezzo, e quindi il mercato della violazione. Se io ti consento di violare la norma, per il fatto che la norma esiste, assegno alla violazione un prezzo da pagare, se la norma non esistesse il prezzo sarebbe zero. La complicazione delle regole è anche una benedizione per chi detiene il potere, perché se un semplice cittadino trova ostacoli crescenti nel suo lavoro, prima o poi dovrà rivolgersi alla politica per implorare il suo aiuto, e deve capire che per lui è necessario diventare un allievo corruttore, e il politico diventerà il suo maestro. Naturalmente nulla otterrà per niente, perché dovrà pagare molto bene queste lezioni ,e se non avrà il denaro sufficiente o dovrà entrare nel giro dei fiancheggiatori della corruzione o per lo meno dovrà vendere il suo voto elettorale.

Qualche ingenuo potrebbe decidere di non seguire questa strada. Nessun problema, basta introdurre altre norme ancora più restrittive, e l'ingenuo sarà costretto a cambiare idea. Quando tutti i cittadini saranno corruttori o corrotti, il reato non esisterà più. Non ci vuole molto per dimostrare che restrizioni bancarie introdotte per combattere la malavita hanno fatto solo ridere i polli ed hanno invece aumentato i fastidi per i normali cittadini. Non ci vuole molto a capire che con il pretesto della lotta al terrorismo,si è complicata la vita a tutti e i diritti civili vengono calpestati per coloro che sono estranei, basta semplicemente chiarire che cosa s'intende per terrorismo, parola magica e convincente. Non è necessario provare, ma solo presumere che sia un terrorista, e legalmente sarà privato di qualsiasi diritto e, in nome della sicurezza, che è prioritaria, viene giustificata ogni misura iniqua o indegna, anche quando il dubbio è elevato.

E questo teorema d'invenzioni normative,viene servito in molti modi, fino ad arrivare a giustificare una guerra d'invasione dove cambia nome e viene attuata come missione di pace, con questa missione di pace si scannano da anni migliaia di persone, vengono coinvolti popoli estranei facendo credere di difendersi dal terrorismo, ma tacendo della torta petrolifero-finanziaria che lucra per chi resta a casa tranquillo e fa morire gli altri. E' stato inventato il trucco di poter difendere la sicurezza del mondo con il divieto di possesso di armi di distruzione di massa, ma era solo un pretesto aggressivo, e queste armi non sono mai esistite e così scopriamo che queste offerte di maggiore sicurezza servono solo per ottenere una maggiore sudditanza. Quando Stalin offriva la pace comunista, tutti abbiamo capito che era una pace ….eterna. Quando Hitler offriva la libertà attraverso il lavoro, nei campi di sterminio, tutti abbiamo capito di quale libertà si trattava, e perché mai oggi queste truffe non potrebbero ripetersi? Oggi è stato provata la truffa e il pretesto delle guerre del Golfo, un inganno pagato con decine di migliaia di morti, e la storia ce ne potrebbe ricordare tanti altri. Quante persone hanno corrotto la loro coscienza per consentire queste mattanze?

Si parla spesso nel mondo della protezione della privacy ma , ad esempio negli Stati Uniti, presunta patria della libertà, con l'emanazione del "Patriot Act" dopo l'11 settembre, il governo americano ha avuto poteri che della privacy se ne infischia e che permettono di procedere ad investigazioni segrete anche nelle case private dei cittadini e persino di chiedere i tabulati delle persone che acquistano libri che contengano ideologie in qualche modo riferibili all'eversione. Quale differenza esiste con le vecchie pratiche dell'Inquisizione contro gli eretici?

Anche in Italia della privacy ne abbiamo fatto scempio, con questo pretesto la gente viene ostacolata con mille scuse, e poi si scopre che organi istituzionali o anche semplici politici, riescono ad essere in possesso d'informazioni private che non dovrebbero possedere. Nell'ambito degli appalti delle opere pubbliche e dei concorsi pubblici, da tempo esistono precise regole scritte per garantirne la regolarità, e poi si scopre che mentre il semplice imprenditore le deve subire al 100 % aumentando i costi e danneggiando le sue possibilità di lavoro, altri le violano sistematicamente, complici quelle stesse istituzioni che le hanno emanate, solo perché in quel momento fa loro tanto comodo, e le assunzioni delle cariche pubbliche sono decise altrove. Amicizie di politici e amministratori pubblici con esponenti della malavita non solo non sono nascoste ma neppure turbano i sonni dei superiori responsabili.

Vi sono casi nei quali sfacciati favoritismi eseguiti, richiesti e accordati tra responsabili pubblici, imprenditori e anche da religiosi che a chiacchiere pretendono i difendere la moralità, non solo non vengono considerati illegali ma, cadendo dalle nuvole, sono per loro del tutto normali. Basta citare l'inchiesta su Nicola Cosentino attuata dal magistrato Marco Imarisio che farebbe togliere il fiato a chiunque. Un politico che ha relazioni con noti malavitosi soprannominati il "Panzone", "Capagrossa" etc. nomi che ricordano i fumetti di Gambadilegno e della Banda Basotti, e che ha il coraggio di negare lo scambio illecito di favori. Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei!

Basta ricordare le società miste pubbliche-private che dovevano combattere la corruzione e l'inerzia degli uffici pubblici, come la soc. ECO4 che doveva risolvere il problema dei rifiuti e dei termovalorizzatori e che invece un GIP scoprì fosse una pura espressione della criminalità organizzata che se infischiava delle vecchie e delle nuovissime regole, ma aveva come unico obiettivo una montagna di assunzioni, che Michele Orsi confessò fossero per il 70% inutili e motivate per ragioni politico-elettorali. Regole violate da chi poteva, e capestro per chi non poteva. Società create ad hoc come la ASER del Lazio per la riscossione dei tributi che prevedeva per la società mista una quota a suo favore del 30% sui tributi riscossi (Monte dei Paschi ed Equitalia ne ricevono l'1,5%), ma che il solo socio privato di quella quota ne intascasse il 70%.

Dove sono andate a finire tutte le complicate regole burocratiche di garanzia per evitare tutto questo, fatte per rompere le scatole solo ai cittadini, e fatte ignorare dalla malavita? La ragione sta nella tendenza di chi governa a privilegiare gli atti autoritari rispetto a quelli democratici, alla furbesca interpretazione del consenso democratico trasformandolo in truffa. Come si può ottenere il massimo consenso? O per convinzione, o per convenienza. Averlo per convinzione, significa dare il buon esempio con grande dose di umiltà, farsi giudicare sistematicamente e quindi offrire l'accesso a tutte le informazioni necessarie per il giudizio, significa fare poche promesse, che non siano sogni ma cose concrete e quindi sia possibile mantenere ,dimostrare che chi decide è il popolo e chi esegue è il suddito e non viceversa. Ma significa anche essere convinti che fare tutto questo non solo è il proprio dovere ma è anche il massimo piacere di essere considerati dai posteri un uomo giusto, non uno furbo.

L'uomo giusto realizza figli più giusti, quello furbo figli ancora più furbi. Ma per molti è meglio avere il consenso per convenienza, perché se il potere per questi personaggi è conveniente, perché non dovrebbe esserlo anche per coloro che lo sostengono? E allora averlo per convenienza significa avere il voto con il denaro e non con la fiducia e questo significa corrompere. Che poi la convenienza sia la mazzetta, il posto di lavoro, l'evasione fiscale l'appalto truccato, la casa regalata, la pensione indebita, è sempre corruzione. Ma il vantaggio della corruzione è sempre di ottenere di più lavorando di meno, e allora bisogna essere più furbi del vicino e se il fine giustifica i mezzi, si partecipa ad una interminabile olimpiade dei furbi ove, come in tutte le gare, alcuni vincono e la maggioranza perde.

Questo modo di vivere è semplicemente indecente... Paradossalmente l'utilità della corruzione sta nel fatto che, essendo un fenomeno insaziabile, ha continuamente bisogno di sottrarre risorse ad un numero sempre crescente di persone che, quando si rendono conto che la loro convenienza scompare e non potendo difendersi, esprimendo democraticamente il loro dissenso, sono naturalmente portate a reagire per ristabilire con la violenza, un minimo di regole di decenza, fino ad arrivare alle guerre civili o alle rivoluzioni o a fuggire dal proprio paese. Soluzioni tristi,estreme, ma inevitabili.

Ma la cosa più triste è che tutto questo ce lo rammenta continuamente la storia, ci dimostra come tutto questo nasce, come cresce e come finisce, quindi siamo ampiamente avvertiti, quindi siamo consapevoli, ma noi tutti incoscientemente diventiamo come le tre scimmiette che non parlano, non vedono e non sentono, dimostrando, anche noi, che la nostra morale è solo... la convenienza.

* intervento su Radio Gamma 5 del 18.08.2010 e su Challenger TV satellitare Sky 922 ogni giorno dal lunedì al venerdì

per approfondire...

Dossier etica e politica

_____
NB: I CONTENUTI DEL SITO POSSONO ESSERE PRELEVATI
CITANDO L'AUTORE E LINKANDO
www.osservatoriosullalegalita.org

°
avviso legale