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Iraq
: gli Americani se ne vanno...
di
Shorsh Surme*
I paesi confinanti con l’Iraq si stanno fregando le mani per
il ritiro delle truppe americane dal Paese. In primis l’Iran
e la Turchia.
Quest’ultima
appoggia apertamente la lista di Al Iraqia, capeggiata dall’ex
permier Iyad Allawi, in particolare esponenti sciovinisti
in chiave anti curda. Invece Teheran continua con la sua influenza
su vari gruppi sciiti e vuole vedere un'alleanza delle due
fazioni principali degli sciiti, quella del Primo Ministro
Nouri Maliki e quella dell'alleanza nazionale irachena, che
raggruppa i sostenitori del giovane Muqtada Sadr per contrastare
Iyad Allawi, che proprio ieri ha attaccato i dirigenti Iraniani
e in particolare i Pasdaran.
Infatti,
Allawi, in un’intervista con il giornale Curdo 'Xebat', ha
detto: "I reparti speciali iraniani sono contro la formazione
di un governo nazionale forte, democratico, non confessionale
e che rifletta l'unità del Paese'' e ha aggiunto ''USA e comunità
internazionale hanno una posizione poco chiara''.
Gli
USA lasciano un paese in cui il 23% della popolazione vive
al di sotto della soglia di povertà. Stando a un rapporto
del PAM (Programma Alimentare Mondiale). Secondo dati rilasciati
dalla Banca Mondiale nel 2010, meno del 70% della popolazione
residente fuori Baghdad riceve acqua potabile. L'elettricità
rimane sempre un bene di lusso. Con il caldo torido di questi
giorni - che a Baghdad arriva anche a 50 gradi all’ombra -
la popolazione se tutto va bene avrà 3 e 4 ore di corrente.
Con
la partenza dell'ultima brigata da combattimento americana
dal territorio iracheno, la guerra in Iraq, durata circa sette
anni e mezzo, è virtualmente finita. Milioni di dollari sono
stati spesi finora per la ricostruzione delle infrastrutture
del paese, ma resta ancora molto da fare.
*
giornalista curdo-iracheno
 
Dossier
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