|
Afghanistan
: scorte dei convogli USA colluse con i Talebani ?
di
Rico Guillermo
Per mesi alcuni rapporti dall'Afghanistan hanno suggerito
che i mercenari afghani che scortano i convogli USA e gli
altri convogli NATO attraverso i territori travagliati del
Paese possano aver dato tangenti ai Talebani per ottenere
il via libera, ma ci sono stati una serie di eventi negli
ultimi mesi che avvalorano la collusione con gli insorti.
Dopo
alcuni attacchi sanguinosi ai civili afgani, due delle maggiori
compagnie di sicurezza privata, la Watan Risk Management e
la Compass Security, sono state eliminate dalla lista delle
scorte dei convogli NATO sulla strada fra Kabul e Kandahar.
All'interruzione dei rapporti con le due compagnie, un convoglio
di supporto NATO che attraversava l'area e' stato attaccato.
Un autista afghano e un soldato sono stati uccisi e un camion
e' stato capovolto e bruciato. Dopo due settimane, con oltre
1.000 camion fermi sull'autostrada, il governo afgano ha ridato
alle due compagnie il permesso di tornare all'opera.
Il presidente della Watan, Rashid Popal, ha negato alla stampa
USA ogni ipotesi che i suoi uomini siano collusi con i Talebani
o che abbiano orchestrato attacchi per evidenziare l'importanza
dei loro servizi, mentre la direzione della Compass Security
non ha risposto alle domende dei giornalisti. Ma l'episodio
e molti altri analoghi hanno suscitato i sospetti degli investigatori
di Kabul e di Washington e, anche se le indagini non sono
state completate, i funzionari sospettano che alcune di queste
societa' di sicurezza stiano usando denaro americano per pagare
le mazzette ai Talebani. Insomma, l'America starebbe finanziando
i Talebani a sua stessa insaputa.
Gli
investigatori sospettano anche che le compagnie di sicurezza
possano organizzare attacchi fasulli per accrescere il senso
di rischio e che possano dirigere attacchi verso la concorrenza.
Ovviamente non va trascurato che in varie occasioni viene
pagato anche un tributo di sangue.
Un
altro aspetto della presenza delle societa' di sicurezza private
e' lo scarso o nullo controllo sotto cui queste operano, maltrattando
i civili nei villaggi afgani e rendendo ancor piu' inaccettabile
la situazione alla popolazione, gia' contraria al fatto che
siano privati, e non la polizia o l'esercito, a garantire
la sicurezza pubblica (quando la garantiscono, ovviamente).
Infatti questi mercenari sono spesso sotto contratto a suon
di dollari per fare la guardia alle basi americane e in ogni
caso hanno licenza di girare armati, tranquilli di poter operare
a piacimento non solo grazie ai finanziamenti occidentali,
ma anche agli agganci politici dei loro gestori, fra cui figurano
parenti stretti del ministro della difesa e del presidente
del Senato, nonche' dello stesso Hamid Karzai (che, ricordiamo,
e' stato posto alla guida dell'Afghanistan dal governo Bush).
Le
societa' di sicurezza registrate presso il governo sono 52
aziende di sicurezza, con 24.000 uomini armati, la maggior
parte afghani. Ma molte, se non la maggior parte, delle societa'
di sicurezza non sono registrate, non si pubblicizzano e non
necessariamente frenano i loro uomini armati con la formazione
o le regole di ingaggio. Alcune sembrano essere poco piu'
che bande con le pistole.
Il fatto che alcune delle societa' di sicurezza private sono
di proprieta' di parenti del presidente Karzai e di altri
alti funzionari afghani complica le indagini, gia' difficoltose.
Popal, per esempio, e' un cugino di Karzai, e funzionari occidentali
dicono che il maggiore azionista della Watan Risk Management
sia Qayum, fratello di Karzai. Insomma, invece di combattersi,
le due parti afgane - governo e ribelli - potrebbero star
cooperando in molti casi sotto il naso dei loro ricchi benefattori
e gli alti funzionari coinvolti avrebbero di conseguenza tutto
l'interesse a mantenere lo status quo nel Paese.
Dato
che l'obiettivo principale della missione NATO e' quello di
preparare uno Stato afgano e un esercito in grado di combattere
da soli i Talebani, la possibilita' di collusione tra i ribelli
e funzionari afghani - oltre a suonare come una beffa - vanificherebbe
anni di addestramento dei soldati afghani da parte dei militari
occidentali e soprattutto vanificherebbe il sacrificio di
tutte le vittime civili e militari che la missione NATO ha
comportato.
Vale
la pena qui ricordare la denuncia di Malalai Joya, la giovane
deputata indipendente eletta con vastissimi consensi e che
nel suo primo discorso in parlamento si levo' contro i 'signori
della guerra' che sedevano sugli scranni parlamentari. Inoltre
in un'intervista alla rete privata afghana Tolo TV, a maggio
2007, Malalai Joya disse che il Parlamento afghano e' come
"una stalla o uno zoo". Per questo e per aver chiesto che
i signori della guerra fossero perseguiti per il traffico
della droga, il traffico di armi e le violazioni dei diritti
umani in cui erano coinvolti, Joya fu espulsa dall'assemblea
ed in seguito ricevette minacce. Il parlamento afghano ha
chiesto anche alla Corte Suprema di aprire un'inchiesta nei
suoi confronti.
 
Dossier
guerra e pace
|