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09 giugno 2010
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Afghanistan : scorte dei convogli USA colluse con i Talebani ?
di Rico Guillermo

Per mesi alcuni rapporti dall'Afghanistan hanno suggerito che i mercenari afghani che scortano i convogli USA e gli altri convogli NATO attraverso i territori travagliati del Paese possano aver dato tangenti ai Talebani per ottenere il via libera, ma ci sono stati una serie di eventi negli ultimi mesi che avvalorano la collusione con gli insorti.

Dopo alcuni attacchi sanguinosi ai civili afgani, due delle maggiori compagnie di sicurezza privata, la Watan Risk Management e la Compass Security, sono state eliminate dalla lista delle scorte dei convogli NATO sulla strada fra Kabul e Kandahar. All'interruzione dei rapporti con le due compagnie, un convoglio di supporto NATO che attraversava l'area e' stato attaccato. Un autista afghano e un soldato sono stati uccisi e un camion e' stato capovolto e bruciato. Dopo due settimane, con oltre 1.000 camion fermi sull'autostrada, il governo afgano ha ridato alle due compagnie il permesso di tornare all'opera.

Il presidente della Watan, Rashid Popal, ha negato alla stampa USA ogni ipotesi che i suoi uomini siano collusi con i Talebani o che abbiano orchestrato attacchi per evidenziare l'importanza dei loro servizi, mentre la direzione della Compass Security non ha risposto alle domende dei giornalisti. Ma l'episodio e molti altri analoghi hanno suscitato i sospetti degli investigatori di Kabul e di Washington e, anche se le indagini non sono state completate, i funzionari sospettano che alcune di queste societa' di sicurezza stiano usando denaro americano per pagare le mazzette ai Talebani. Insomma, l'America starebbe finanziando i Talebani a sua stessa insaputa.

Gli investigatori sospettano anche che le compagnie di sicurezza possano organizzare attacchi fasulli per accrescere il senso di rischio e che possano dirigere attacchi verso la concorrenza. Ovviamente non va trascurato che in varie occasioni viene pagato anche un tributo di sangue.

Un altro aspetto della presenza delle societa' di sicurezza private e' lo scarso o nullo controllo sotto cui queste operano, maltrattando i civili nei villaggi afgani e rendendo ancor piu' inaccettabile la situazione alla popolazione, gia' contraria al fatto che siano privati, e non la polizia o l'esercito, a garantire la sicurezza pubblica (quando la garantiscono, ovviamente). Infatti questi mercenari sono spesso sotto contratto a suon di dollari per fare la guardia alle basi americane e in ogni caso hanno licenza di girare armati, tranquilli di poter operare a piacimento non solo grazie ai finanziamenti occidentali, ma anche agli agganci politici dei loro gestori, fra cui figurano parenti stretti del ministro della difesa e del presidente del Senato, nonche' dello stesso Hamid Karzai (che, ricordiamo, e' stato posto alla guida dell'Afghanistan dal governo Bush).

Le societa' di sicurezza registrate presso il governo sono 52 aziende di sicurezza, con 24.000 uomini armati, la maggior parte afghani. Ma molte, se non la maggior parte, delle societa' di sicurezza non sono registrate, non si pubblicizzano e non necessariamente frenano i loro uomini armati con la formazione o le regole di ingaggio. Alcune sembrano essere poco piu' che bande con le pistole.

Il fatto che alcune delle societa' di sicurezza private sono di proprieta' di parenti del presidente Karzai e di altri alti funzionari afghani complica le indagini, gia' difficoltose. Popal, per esempio, e' un cugino di Karzai, e funzionari occidentali dicono che il maggiore azionista della Watan Risk Management sia Qayum, fratello di Karzai. Insomma, invece di combattersi, le due parti afgane - governo e ribelli - potrebbero star cooperando in molti casi sotto il naso dei loro ricchi benefattori e gli alti funzionari coinvolti avrebbero di conseguenza tutto l'interesse a mantenere lo status quo nel Paese.

Dato che l'obiettivo principale della missione NATO e' quello di preparare uno Stato afgano e un esercito in grado di combattere da soli i Talebani, la possibilita' di collusione tra i ribelli e funzionari afghani - oltre a suonare come una beffa - vanificherebbe anni di addestramento dei soldati afghani da parte dei militari occidentali e soprattutto vanificherebbe il sacrificio di tutte le vittime civili e militari che la missione NATO ha comportato.

Vale la pena qui ricordare la denuncia di Malalai Joya, la giovane deputata indipendente eletta con vastissimi consensi e che nel suo primo discorso in parlamento si levo' contro i 'signori della guerra' che sedevano sugli scranni parlamentari. Inoltre in un'intervista alla rete privata afghana Tolo TV, a maggio 2007, Malalai Joya disse che il Parlamento afghano e' come "una stalla o uno zoo". Per questo e per aver chiesto che i signori della guerra fossero perseguiti per il traffico della droga, il traffico di armi e le violazioni dei diritti umani in cui erano coinvolti, Joya fu espulsa dall'assemblea ed in seguito ricevette minacce. Il parlamento afghano ha chiesto anche alla Corte Suprema di aprire un'inchiesta nei suoi confronti.

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Dossier guerra e pace

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