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Spagna
: giudice sotto accusa per indagini sui crimini franchisti
di
Rico Guillermo*
Tante
condanne nazionali ed internazionali alle accuse rivolte al
giudice spagnolo Baltasar Garzón, magistrato anticorruzione
ma coinvolto anche in tanti processi sulla violazione dei
diritti umani (dalle dittature sudamericane agli atti terroristici
dell'11 settembre), il quale e' stato chiamato a rispondere
nel prossimo maggio davanti alla Corte Suprema di aver abusato
dei suoi poteri. Il
magistrato e' accusato di aver violato la legge sull'amnestia
del 1977 aprendo la prima inchiesta sui crimini commessi dalla
dittatura franchista nonostante l'esistenza di una legge di
amnistia nei confronti dei gerarchi franchisti.
Il
giudice Garzón, magistrato dell'alta corte che ha indagato
sugli abusi commessi sotto i governi militari dell'America
Latina e sugli abusi commessi nel centro di detenzione Usa
a Guantanamo, ha annunciato nell'ottobre 2008 che avrebbe
indagato sulla scomparsa forzata di oltre 114.000 persone
tra il 1936 e il 1951. Tuttavia, ai sensi della legge spagnola
dell'amnestia, i membri del governo di Francisco Franco non
possono essere perseguiti per i crimini commessi durante la
guerra civile spagnola o durante il successivo periodo in
cui hanno detenuto il potere (1939 - 1975). Il magistrato
ora affronta il rischio di essere radiato dall'albo per 20
anni. Il giudice inquirente della Corte Suprema Luciano Varela
sostiene infatti che, bypassando intenzionalmente la legge
di amnistia per "atti politici", Garzón abbia commesso un
abuso di potere.
Tuttavia,
secondo il diritto internazionale, i governi hanno l'obbligo
di garantire che le vittime di violazioni dei diritti abbiano
un equo ed effettivo accesso alla giustizia, cosě come un
rimedio efficace - tra cui giustizia, verita' e riparazione
adeguate - dopo aver subito una violazione. Il
Patto internazionale sui diritti civili e politici (ICCPR),
che la Spagna ha ratificato nel 1977 - prima di adottare la
legge di amnistia - afferma specificamente che i governi hanno
l'obbligo di "garantire che ogni persona i cui diritti o libertŕ
... sono stati violati, abbia un rimedio efficace." Nel 2008,
il Comitato per i diritti umani delle Nazioni Unite, incaricato
di verificare il rispetto del ICCPR, ha chiesto alla Spagna
di abrogare la legge di amnistia del 1977 e di garantire che
nei tribunali nazionali non si applichino i termini di prescrizione
per i crimini contro l'umanita'. Nel 2009, il Comitato contro
la tortura ha inoltre raccomandato che la Spagna "garantisca
che gli atti di tortura, che comprendono anche le sparizioni
forzate, non sono infrazioni passibili di amnistia" e ha chiesto
a Madrid di "continuare a intensificare i suoi sforzi per
aiutare le famiglie delle vittime a sapere cosa e' successo
alle persone scomparse, per identificarle, e ad avere i loro
resti esumati, se possibile." Una decisione della Corte
europea dei diritti dell'uomo del 2009 ha stabilito come principio
generale, che una legge di amnistia e' generalmente incompatibile
con il dovere degli Stati di indagare gli atti di tortura
o di barbarie.
Amnesty
International ha duramente condannato come 'scandalose' le
accuse a Garzón. "In via di principio, Amnesty International
non prende posizione sulla fondatezza delle accuse specifiche
contro una persona sotto inchiesta da parte di un tribunale,
ma in questo caso - in cui il giudice investigativo Baltasar
Garzón sta per comparire davanti alla giustizia per indagare
oltre i diritti umani violazioni - l'organizzazione non puň
rimanere in silenzio", ha detto Widney Brown, Senior Director
di Amnesty International. "Se l'inchiesta del giudice Garzón
ha violato legislazione nazionale spagnola o no e' semplicemente
irrilevante, dato che la legge stessa viola il diritto internazionale",
ha affermato l'associazione. "Indagare passate violazioni
dei diritti umani e mettere da parte una legge di amnistia
per i crimini di diritto internazionale, come sparizioni forzate,
esecuzioni extragiudiziali e torture, non dovrebbe mai essere
trattato come un atto criminale".
Il
giudice Garzón ha sostenuto che le leggi di amnistia non si
applicano ai crimini contro l'umanita' identificati come tali
dal diritto internazionale, una posizione sostenuta anche
da Amnesty International. AI
sottolinea che "La legge di amnestia del 1977 che blocca le
azioni penali per crimini di diritto internazionale viola
gli obblighi del diritto internazionale della Spagna ed e'
un dovere della magistratura, prima o poi, di affermare che
un tale atto normativo e' semplicemente nullo". Amnesty International
sollecita le autorita' spagnole, invece di perseguire il noto
magistrato, di concentrarsi sulla ricerca di giustizia per
i parenti delle circa 114.266 persone scomparse per mano del
governo di Franco, portando alla luce la verita' su migliaia
di sparizioni forzate, esecuzioni extragiudiziali e torture
commesse durante l'epoca di Francisco Franco, riesumando le
salme ove possibile e indennizzando integralmente le vittime
e le loro famiglie.
Dello
stesso parere Human Rights Watch, che ha chiamato il presidente
del Consiglio dell'Unione europea, Herman van Rompuy, e gli
Stati membri dell'UE ad esprimere la loro preoccupazione per
l'azione penale e la sospensione potenziale del giudice Baltasar
Garzón: "Garzón
ha chiesto giustizia per le vittime di violazioni dei diritti
all'estero e adesso sta per essere punito per aver tentato
di fare lo stesso a casa", ha detto Lotte Leicht, responsabile
per l'UE di Human Rights Watch. "La decisione lascia la Spagna
e l'Europa esposte alla responsabilita' del doppio standard
e mina la credibilita' dell'UE e l'efficacia nella lotta contro
l'impunita' per i crimini gravi." Anche
HRW sottolinea che la decisione di Garzón di non applicare
la legge spagnola sull'amnistia e' supportata dal diritto
internazionale consuetudinario e convenzionale, che impongono
agli Stati l'obbligo di indagare i peggiori crimini internazionali,
compresi i crimini contro l'umanita'. Le sanzioni contro Garzón
non solo sono un duro colpo alle famiglie delle vittime di
reati gravi in Spagna, sottolinea la ONG, ma rischiano anche
"di minare la credibilita' collettiva dell'UE e l'efficacia
nel cercare giustizia per i crimini attuali sui diritti umani,
siano essi in Darfur, nella Repubblica democratica del Congo
o nello Sri Lanka".
Tuttavia
l'Unione Europea ha risposto di non avere competenza per difendere
il giudice come richiesto da Human Rights Watch e di non avere
alcuna intenzione di intervenire in un ambito che riguarda
la sovranita' nazionale come il sistema giudiziario di uno
Stato e la separazione dei poteri.
Ora,
mentre il giudice Garzon ha chiesto la nullita' delle accuse
a suo carico per la parzialita' dell'accusatore Varela, le
associazioni per la memoria di quanto accaduto in epoca franchista
hanno presentato alla Corte Suprema centomila firme in appoggio
al magistrato e diversi artisti spagnoli hanno organizzato
una marcia in sua difesa a Madrid.
*
si ringrazia Claudio Giusti
 
Dossier
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