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24 aprile 2010
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Spagna : giudice sotto accusa per indagini sui crimini franchisti
di Rico Guillermo*

Tante condanne nazionali ed internazionali alle accuse rivolte al giudice spagnolo Baltasar Garzón, magistrato anticorruzione ma coinvolto anche in tanti processi sulla violazione dei diritti umani (dalle dittature sudamericane agli atti terroristici dell'11 settembre), il quale e' stato chiamato a rispondere nel prossimo maggio davanti alla Corte Suprema di aver abusato dei suoi poteri. Il magistrato e' accusato di aver violato la legge sull'amnestia del 1977 aprendo la prima inchiesta sui crimini commessi dalla dittatura franchista nonostante l'esistenza di una legge di amnistia nei confronti dei gerarchi franchisti.

Il giudice Garzón, magistrato dell'alta corte che ha indagato sugli abusi commessi sotto i governi militari dell'America Latina e sugli abusi commessi nel centro di detenzione Usa a Guantanamo, ha annunciato nell'ottobre 2008 che avrebbe indagato sulla scomparsa forzata di oltre 114.000 persone tra il 1936 e il 1951. Tuttavia, ai sensi della legge spagnola dell'amnestia, i membri del governo di Francisco Franco non possono essere perseguiti per i crimini commessi durante la guerra civile spagnola o durante il successivo periodo in cui hanno detenuto il potere (1939 - 1975). Il magistrato ora affronta il rischio di essere radiato dall'albo per 20 anni. Il giudice inquirente della Corte Suprema Luciano Varela sostiene infatti che, bypassando intenzionalmente la legge di amnistia per "atti politici", Garzón abbia commesso un abuso di potere.

Tuttavia, secondo il diritto internazionale, i governi hanno l'obbligo di garantire che le vittime di violazioni dei diritti abbiano un equo ed effettivo accesso alla giustizia, cosě come un rimedio efficace - tra cui giustizia, verita' e riparazione adeguate - dopo aver subito una violazione. Il Patto internazionale sui diritti civili e politici (ICCPR), che la Spagna ha ratificato nel 1977 - prima di adottare la legge di amnistia - afferma specificamente che i governi hanno l'obbligo di "garantire che ogni persona i cui diritti o libertŕ ... sono stati violati, abbia un rimedio efficace." Nel 2008, il Comitato per i diritti umani delle Nazioni Unite, incaricato di verificare il rispetto del ICCPR, ha chiesto alla Spagna di abrogare la legge di amnistia del 1977 e di garantire che nei tribunali nazionali non si applichino i termini di prescrizione per i crimini contro l'umanita'. Nel 2009, il Comitato contro la tortura ha inoltre raccomandato che la Spagna "garantisca che gli atti di tortura, che comprendono anche le sparizioni forzate, non sono infrazioni passibili di amnistia" e ha chiesto a Madrid di "continuare a intensificare i suoi sforzi per aiutare le famiglie delle vittime a sapere cosa e' successo alle persone scomparse, per identificarle, e ad avere i loro resti esumati, se possibile." Una decisione della Corte europea dei diritti dell'uomo del 2009 ha stabilito come principio generale, che una legge di amnistia e' generalmente incompatibile con il dovere degli Stati di indagare gli atti di tortura o di barbarie.

Amnesty International ha duramente condannato come 'scandalose' le accuse a Garzón. "In via di principio, Amnesty International non prende posizione sulla fondatezza delle accuse specifiche contro una persona sotto inchiesta da parte di un tribunale, ma in questo caso - in cui il giudice investigativo Baltasar Garzón sta per comparire davanti alla giustizia per indagare oltre i diritti umani violazioni - l'organizzazione non puň rimanere in silenzio", ha detto Widney Brown, Senior Director di Amnesty International. "Se l'inchiesta del giudice Garzón ha violato legislazione nazionale spagnola o no e' semplicemente irrilevante, dato che la legge stessa viola il diritto internazionale", ha affermato l'associazione. "Indagare passate violazioni dei diritti umani e mettere da parte una legge di amnistia per i crimini di diritto internazionale, come sparizioni forzate, esecuzioni extragiudiziali e torture, non dovrebbe mai essere trattato come un atto criminale".

Il giudice Garzón ha sostenuto che le leggi di amnistia non si applicano ai crimini contro l'umanita' identificati come tali dal diritto internazionale, una posizione sostenuta anche da Amnesty International. AI sottolinea che "La legge di amnestia del 1977 che blocca le azioni penali per crimini di diritto internazionale viola gli obblighi del diritto internazionale della Spagna ed e' un dovere della magistratura, prima o poi, di affermare che un tale atto normativo e' semplicemente nullo". Amnesty International sollecita le autorita' spagnole, invece di perseguire il noto magistrato, di concentrarsi sulla ricerca di giustizia per i parenti delle circa 114.266 persone scomparse per mano del governo di Franco, portando alla luce la verita' su migliaia di sparizioni forzate, esecuzioni extragiudiziali e torture commesse durante l'epoca di Francisco Franco, riesumando le salme ove possibile e indennizzando integralmente le vittime e le loro famiglie.

Dello stesso parere Human Rights Watch, che ha chiamato il presidente del Consiglio dell'Unione europea, Herman van Rompuy, e gli Stati membri dell'UE ad esprimere la loro preoccupazione per l'azione penale e la sospensione potenziale del giudice Baltasar Garzón: "Garzón ha chiesto giustizia per le vittime di violazioni dei diritti all'estero e adesso sta per essere punito per aver tentato di fare lo stesso a casa", ha detto Lotte Leicht, responsabile per l'UE di Human Rights Watch. "La decisione lascia la Spagna e l'Europa esposte alla responsabilita' del doppio standard e mina la credibilita' dell'UE e l'efficacia nella lotta contro l'impunita' per i crimini gravi." Anche HRW sottolinea che la decisione di Garzón di non applicare la legge spagnola sull'amnistia e' supportata dal diritto internazionale consuetudinario e convenzionale, che impongono agli Stati l'obbligo di indagare i peggiori crimini internazionali, compresi i crimini contro l'umanita'. Le sanzioni contro Garzón non solo sono un duro colpo alle famiglie delle vittime di reati gravi in Spagna, sottolinea la ONG, ma rischiano anche "di minare la credibilita' collettiva dell'UE e l'efficacia nel cercare giustizia per i crimini attuali sui diritti umani, siano essi in Darfur, nella Repubblica democratica del Congo o nello Sri Lanka".

Tuttavia l'Unione Europea ha risposto di non avere competenza per difendere il giudice come richiesto da Human Rights Watch e di non avere alcuna intenzione di intervenire in un ambito che riguarda la sovranita' nazionale come il sistema giudiziario di uno Stato e la separazione dei poteri.

Ora, mentre il giudice Garzon ha chiesto la nullita' delle accuse a suo carico per la parzialita' dell'accusatore Varela, le associazioni per la memoria di quanto accaduto in epoca franchista hanno presentato alla Corte Suprema centomila firme in appoggio al magistrato e diversi artisti spagnoli hanno organizzato una marcia in sua difesa a Madrid.

* si ringrazia Claudio Giusti

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