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01 gennaio 2010
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Iran : crisi piu' acuta e diritti violati
di Shorsh Surme*

Attualmente, milioni di musulmani Sciiti si stanno recando in santuari e moschee in Iran per la l'Ashura, la più importante ricorrenza religiosa per gli sciiti di tutto il mondo, che ha un carattere marcatamente luttuoso in ricordo del martirio dell'Imam Hussein e di 72 suoi compagni ad opera delle truppe del califfo omayyade Yazid I nel 680 dopo Cristo. La strage avvenne il 10 del mese di muharram, ed il lutto per l'evento, presso gli Sciiti, dura 40 giorni.

Nel frattempo, la polizia e i pasdaran stanno faccendo altri martiri tra la fila dell’oposizione al regime di Ahmadinejad. Infatti, alcuni giorni fa si sono verificati scontri tra polizia e manifestanti e quattro persone sono rimaste uccise a Teheran, secondo quanto riferito dal sito dell’oposizione.

I disordini dimostrano che le tensioni stanno crescendo nella Repubblica islamica a sei mesi dalle elezioni presidenziali che hanno spinto il Paese, il maggior produttore di petrolio, in una crisi politica senza precedenti, con i popoli dell’Iran nella loro ricerca sempre più "verde" per i diritti umani e della dignità. Dopo le controverse elezioni presidenziali del 12 giugno scorso, il movimento popolare - oggi definito come il "Movimento verde" - è stato abbracciato da Iraniani di ogni orientamento politico e religioso.

I dirigenti della Repubblica Islamica dell’Iran stanno giocando con il fuoco: oltre alla questione nucleare, che sta isolando sempre di più l’Iran dalla comunità Internazionale, c'è la crisi interna,la continua violazine dei Diritti Umani e non ultima la nuova controversia con il vicino Iraq. Infatti, la stampa internazionale non ha dato molta importanza all’occupazione dell’esercito Iraniano del campo petrolifero numero 4 nel giacimento di al Fakkah nella provincia di Misyan avvenuta alcuni giorni fa al confine tra Iraq e Iran.

Dopo la diffusione della notizia dell'occupazione, migliaia di Iracheni sono scese in piazza in molte città sia al Sud che al Nord, per protestare contro l'occupazione iraniana, anche perché i popoli dell’Iraq temono che l’Iran potrebbe approffittare sia dall’attuale situazione enterna irachena sia della decisione Americana di ritirare delle truppe entro il 31 agosto 2010, per le controversie territoriali con l’Iraq.

Non dimentichiamo infatti che un Iraq filo-americano è visto con timore degli 'ayatollah, che si sentono circondati da nemici.

* giornalista curdo-iracheno

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