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Iran
: crisi piu' acuta e diritti violati
di
Shorsh Surme*
Attualmente, milioni di musulmani Sciiti si stanno recando
in santuari e moschee in Iran per la l'Ashura, la più importante
ricorrenza religiosa per gli sciiti di tutto il mondo, che
ha un carattere marcatamente luttuoso in ricordo del martirio
dell'Imam Hussein e di 72 suoi compagni ad opera delle truppe
del califfo omayyade Yazid I nel 680 dopo Cristo. La
strage avvenne il 10 del mese di muharram, ed il lutto per
l'evento, presso gli Sciiti, dura 40 giorni.
Nel
frattempo, la polizia e i pasdaran stanno faccendo altri martiri
tra la fila dell’oposizione al regime di Ahmadinejad. Infatti,
alcuni giorni fa si sono verificati scontri tra polizia e
manifestanti e quattro persone sono rimaste uccise a Teheran,
secondo quanto riferito dal sito dell’oposizione.
I disordini dimostrano che le tensioni stanno crescendo nella
Repubblica islamica a sei mesi dalle elezioni presidenziali
che hanno spinto il Paese, il maggior produttore di petrolio,
in una crisi politica senza precedenti, con i popoli dell’Iran
nella loro ricerca sempre più "verde" per i diritti
umani e della dignità. Dopo
le controverse elezioni presidenziali del 12 giugno scorso,
il movimento popolare - oggi definito come il "Movimento verde"
- è stato abbracciato da Iraniani di ogni orientamento politico
e religioso.
I dirigenti della Repubblica Islamica dell’Iran stanno giocando
con il fuoco: oltre alla questione nucleare, che sta isolando
sempre di più l’Iran dalla comunità Internazionale, c'è
la crisi interna,la continua violazine dei Diritti Umani e
non ultima la nuova controversia con il vicino Iraq. Infatti,
la stampa internazionale non ha dato molta importanza all’occupazione
dell’esercito Iraniano del campo petrolifero numero 4 nel
giacimento di al Fakkah nella provincia di Misyan avvenuta
alcuni giorni fa al confine tra Iraq e Iran.
Dopo
la diffusione della notizia dell'occupazione, migliaia di
Iracheni sono scese in piazza in molte città sia al Sud che
al Nord, per protestare contro l'occupazione iraniana, anche
perché i popoli dell’Iraq temono che l’Iran potrebbe approffittare
sia dall’attuale situazione enterna irachena sia della decisione
Americana di ritirare delle truppe entro il 31 agosto 2010,
per le controversie territoriali con l’Iraq.
Non
dimentichiamo infatti che un Iraq filo-americano è visto con
timore degli 'ayatollah, che si sentono circondati da nemici.
*
giornalista curdo-iracheno
 
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