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12 dicembre 2009
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Difensore civico comunale : no al colpo di spugna
di staff

I Difensori civici delle Regioni, delle Province e dei Comuni del Nord Italia, riunitisi a Verona in occasione degli 'Stati generali della difesa civica', per rilanciare la collaborazione e la rappresentanza unitaria tra difensori civici, hanno manifestato la propria contrarietà rispetto alla proposta del Governo di sopprimere la figura del difensore civico comunale.

"Tale soppressione - affermano i difensori civici - non concretizza legittimi intenti di riduzione degli sprechi e dei costi degli apparati pubblici ma al contrario solo una riduzione dell'effettività dei diritti degli amministrati, i cui interessi dovrebbero essere al centro di ogni intervento sulla pubblica amministrazione. Ciò produrrebbe, di fatto, l'eliminazione generalizzata e incondizioata di un'opportunità di tutela gratuita, accessibile e competente per tutti i cittadini".

La difesa civica è attualmente l'unico istituto pubblico rivolto ai cittadini, gratuito, neutrale e indipendente, ed è tramite naturale del confronto tra cittadini e pubblica amministrazione. I Difensori civici comunali in particolare, operano sul fronte di maggiore impatto per i cittadini, posto che proprio alle Amministrazioni comunali sono affidati i maggiori compiti amministrativi di cura, sviluppo e soddisfazione dei diritti e degli interessi delle comunità territoriali.

La scelta di affrontare nella legge finanziaria il tema della difesa civica solo in temini di riduzione di costi, rende impossibile una discussione approfondita ed utile sulla riforma di questa funzione in Parlamento, soprattutto nel caso in cui, come sembra prospettarsi, il Governo ponga la questione di fiducia.

"La funzione di difesa civica deve essere messa a disposizione di tutti i cittadini e nei confronti di tutte le amministrazioni pubbliche, statali, regionali e locali, senza diseguaglianze e discriminazioni. La questione della difesa civica locale va dunque affrontata nell'ambito delle riforme istituzionali del nostro Paese e quindi non può che trovare spazio nel Codice delle autonomie", commentano i difensori civici ricordando la necessità, più volte sottolineata, di "disciplinare compiutamente la materia, attraverso una legge quadro capace di rendere la difesa civica un sistema efficace ed efficiente, come avviene in tutti i Paesi membri dell'Unione Europea". Il Difensore civico è espressione dell'autonomia e dell'autogoverno comunale, che costituisce un tratto fondamentale del nostro sistema costituzionale.

Per tali ragioni, i Difensori civici chiedono al Parlamento, al Governo e a tutte le forze politiche che venga ritirato l'emendamento alla legge finanziaria per il 2010 che prevede la soppressione della difesa civica comunale e che si apra al più presto un confronto nell' ambito del Codice delle autonomie.

"Ritengo non si tratti della difesa della categoria - ha commentato il presidente dell'Osservatorio sulla legalita' e sui diritti Onlus Rita Guma - anzi, il nostro Osservatorio si e' espresso contro l'eliminazione del livello comunale del difensore civico prevista dagli emendamenti governativi alla finanziaria: non si puo' risparmiare tagliando sui diritti dei cittadini".

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