|
Difensore
civico comunale : no al colpo di spugna
di
staff
I Difensori civici delle Regioni, delle Province e dei Comuni
del Nord Italia, riunitisi a Verona in occasione degli 'Stati
generali della difesa civica', per rilanciare la collaborazione
e la rappresentanza unitaria tra difensori civici, hanno manifestato
la propria contrarietà rispetto alla proposta del Governo
di sopprimere la figura del difensore civico comunale.
"Tale
soppressione - affermano i difensori civici - non concretizza
legittimi intenti di riduzione degli sprechi e dei costi degli
apparati pubblici ma al contrario solo una riduzione dell'effettività
dei diritti degli amministrati, i cui interessi dovrebbero
essere al centro di ogni intervento sulla pubblica amministrazione.
Ciò produrrebbe, di fatto, l'eliminazione generalizzata e
incondizioata di un'opportunità di tutela gratuita, accessibile
e competente per tutti i cittadini".
La difesa civica è attualmente l'unico istituto pubblico rivolto
ai cittadini, gratuito, neutrale e indipendente, ed è tramite
naturale del confronto tra cittadini e pubblica amministrazione.
I Difensori civici comunali in particolare, operano sul fronte
di maggiore impatto per i cittadini, posto che proprio alle
Amministrazioni comunali sono affidati i maggiori compiti
amministrativi di cura, sviluppo e soddisfazione dei diritti
e degli interessi delle comunità territoriali.
La scelta di affrontare nella legge finanziaria il tema della
difesa civica solo in temini di riduzione di costi, rende
impossibile una discussione approfondita ed utile sulla riforma
di questa funzione in Parlamento, soprattutto nel caso in
cui, come sembra prospettarsi, il Governo ponga la questione
di fiducia.
"La
funzione di difesa civica deve essere messa a disposizione
di tutti i cittadini e nei confronti di tutte le amministrazioni
pubbliche, statali, regionali e locali, senza diseguaglianze
e discriminazioni. La questione della difesa civica locale
va dunque affrontata nell'ambito delle riforme istituzionali
del nostro Paese e quindi non può che trovare spazio nel Codice
delle autonomie", commentano i difensori civici ricordando
la necessità, più volte sottolineata, di "disciplinare
compiutamente la materia, attraverso una legge quadro capace
di rendere la difesa civica un sistema efficace ed efficiente,
come avviene in tutti i Paesi membri dell'Unione Europea".
Il
Difensore civico è espressione dell'autonomia e dell'autogoverno
comunale, che costituisce un tratto fondamentale del nostro
sistema costituzionale.
Per tali ragioni, i Difensori civici chiedono al Parlamento,
al Governo e a tutte le forze politiche che venga ritirato
l'emendamento alla legge finanziaria per il 2010 che prevede
la soppressione della difesa civica comunale e che si apra
al più presto un confronto nell' ambito del Codice delle autonomie.
"Ritengo
non si tratti della difesa della categoria - ha commentato
il presidente dell'Osservatorio sulla legalita' e sui diritti
Onlus Rita Guma - anzi, il nostro Osservatorio si e' espresso
contro l'eliminazione del livello comunale del difensore civico
prevista dagli emendamenti governativi alla finanziaria: non
si puo' risparmiare tagliando sui diritti dei cittadini".
 
Dossier
diritti
|