Osservatorio sulla legalita' e sui diritti
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29 novembre 2009
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Consorte e Fassino : telefonate pubblicabili . Congratulazioni
di staff

Gianluigi Nuzzi è stato assolto dall'accusa di rivelazione di segreto d'ufficio per aver pubblicato nel 2005, quando lavorava al Giornale, le intercettazioni delle telefonate tra Consorte e Fassino.

Il presidente dell'Unione Nazionale Cronisti Italiani, Guido Columba, ha scritto a Nuzzi per congratularsi per l’assoluzione decisa dalla IV sezione penale del tribunale di Milano dall’accusa di rivelazione di segreto d’ufficio, in concorso contro ignoti, per la quale il Gip aveva disposto il giudizio nei tuoi confronti. "Processo avvenuto - sottolinea Columba nella lettera - in contrasto con il parere della Procura, la quale dopo aver chiesto l’archiviazione dell’inchiesta, aveva anche sollecitato il tuo proscioglimento".

"La pubblicazione, nell’estate del 2005, su Il Giornale, delle conversazioni telefoniche tra il responsabile dell’Unipol Giovanni Consorte e il segretario del Pd Piero Fassino relative alla scalata della Bnl - contenenti quella frase che è rimasta un classico, 'allora abbiamo una banca ?' - aveva un grande interesse politico, economico e sociale. - ricorda Columba rivolto a Nuzzi - La tua era una notizia vera, verificata, e di rilevante interesse: quindi andava pubblicata come rivendichiamo sempre per tutto ciò che i cronisti scoprono. Rifiutando limiti e intralci che non siano quelli previsti dalla legge in un Paese in cui vige una costituzione democratica che garantisce con l’art.21 la libertà di espressione".

"L’Unci sostiene da sempre la libertà di stampa e il diritto-dovere di cronaca che sono tali se valgono per tutti e in tutte le situazioni e li difende da assalti e ingerenze da qualsiasi parte vengano. - tiene a ribadire Columba nella lettera - Ti esprimo quindi la mia soddisfazione per la decisione del Tribunale che, con l’assoluzione, ha riconosciuto la professionalità del tuo comportamento che già all’epoca fu sottolineata anche in un comunicato di solidarietà del Gruppo Cronisti Lombardi".

Soddisfazione anche da parte dell'Osservatorio sulla legalita' e sui diritti Onlus, che rileva l'importanza di questa sentenza nel corso del dibattito sul ddl Alfano sulle intercettazioni. "Si spera - sottolinea il presidente dell'Osservatorio, Rita Guma - che la politica non reagisca con un colpo di coda, con la solita scusa che la magistratura vuole sostituirsi al legislatore. Non solo, infatti, si tratta di una decisione in linea con le vigenti leggi, ma anche con le sentenze internazionli in materia".

"Il cittadino ha diritto di conoscere i fatti di rilevante interesse pubblico - ricorda Guma - sia quelli riguardanti politici di sinistra rivelati da un giornale di desra, come in questo caso, sia quelli riguardanti politici di destra. Speriamo sempre in un sussulto etico della politica rispetto a questa importante questione".

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