|
Giustizia
: crisi delle vocazioni in magistratura , penalisti critici
di
Tamara Gallera
Parlano
di "allarmismo pretestuoso dell'ANM" i penalisti
italiani, commentando le preoccupazioni espresse dall'associazione
magistrati sui vuoti di organico in alcuni uffici di procura
dell'Italia meridionale.
In una nota, l'Unione Camere Penali Italiane dissente infatti
dalla richiesta del sindacato delle toghe del congelamento
"di quella norma di buon senso che impedisce ai magistrati
in prima nomina di essere destinati alle funzioni requirenti
è il frutto di una concezione gerontocratica per la quale
nei posti meno appetibili debbono andare gli ultimi arrivati
anche se inesperti ed in formazione".
A
giudizio dei penalisti, l'ANM dovrebbe invece interrogarsi
"sulla possibilità di procedere attraverso i trasferimenti
d'ufficio o sulla assoluta necessità del rientro nei ranghi
di quei 255 magistrati che sono fuori ruolo e dei quali oltre
200 destinati a svolgere funzioni non giudiziarie nei gabinetti
dei ministeri, all'estero ed in altre istituzioni".
Secondo
l'UCPI, inoltre, la cosiddetta "crisi di vocazioni" verso
gli uffici di procura e' "il frutto del mantenimento
dentro una unica carriera di giudici e pubblici ministeri"
e quello dell'ANM in merito e' "un atteggiamento di chiusura
e di ostilità rispetto a qualsiasi riforma dell'ordinamento
giudiziario e di continuare a proteggere e difendere privilegi
di casta e di posizione".
"Se
si puo' consentire con la richiesta dell'UCPI di rientro in
magistratura dei magistrati posti 'fuori ruolo' per altri
incarichi, i penalisti dovrebbero tuttavia spiegare come la
mancata separazione della carriere si correli con la crisi
delle vocazioni in magistratura" commenta il presidente
dell'Osservatorio sulla legalita' e sui diritti Onlus, Rita
Guma.
 
Dossier
giustizia
|