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Giornalisti
: nuovi codici di comportamento ? OdG : no grazie
di
staff
L'Ordine
nazionale dei giornalisti rivendica l’esclusiva nel controllo
deontologico della categoria e nella sorveglianza della sua
correttezza professionale e nel contempo propone che sia un
giuri' a valutare le situazioni che potrebbero sfociare in
un contenzioso giudiziario fra i giornalisti e la societa'
civile.
La
rivendicazione delle funzioni di controllo deontologico della
categoria e' avvenuta a seguito dell'iniziativa del Garante
delle telecomunicazioni che, nel contratto di servizio della
Rai, ha inserito norme che rappresentano un vero e proprio
codice di comportamento con confronti per individuare le violazioni
e procedure per valutarle. L'Odg
ha definito l'iniziativa "illegittima, prima che inopportuna",
"del tutto unilaterale e da respingere al mittente".
"Le regole già ci sono - ha affermato l'Ordine - sono
severe e nella stragrande maggioranza dei casi vengono applicate:
anche dai giornalisti televisivi…! Non è immaginabile che
i comportamenti professionali degli operatori dell’informazione
siano modulati dalle rispettive aziende dove ciascuno lavora.
Ne verrebbe fuori una professione a macchia di leopardo con
maggiori o minori doveri, secondo il caso e, prevedibilmente,
secondo interessi che niente hanno a che spartire con la correttezza
dell’informazione"
Insomma,
"L’authority faccia l’authority e il consiglio di amministrazione
Rai si preoccupi di amministrare. I giornalisti hanno le istituzioni
e le strutture gerarchiche cui fare riferimento".
Le
stesse istituzioni tuttavia non sono contrarie alle innovazioni
in materia di disciplina della stampa ed infatti chiedono
un cambiamento in relazione alle possibili querele a carico
di giornalisti accusati di diffamazione. Le querele e le richieste
di risarcimento danni (talora alternative, talora abbinate)
sono infatti un problema per giornalisti e giornali, e di
fatto rischiano di limitare la liberta' di informazione e
di espressione laddove - pur se infondate - tengono sotto
pressione per mesi o anni gli operatori dell'informazione.
L'Ordine
e' invece favorevole alla sostituzione del tribunale con un
giuri', che e' stato anche previsto nel disegno di legge sulla
riforma della professione giornalistica ora al vaglio della
Commissione cultura della Camera dei Deputati. Attualmente
il ricorso al giuri' - individuato dall'Ordine fra magistrati
e componenti degli Ordini dei giornalisti - e' possibile soltanto
se entrambe le parti sono d'accordo.
 
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