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22 novembre 2009
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Giornalisti : nuovi codici di comportamento ? OdG : no grazie
di staff

L'Ordine nazionale dei giornalisti rivendica l’esclusiva nel controllo deontologico della categoria e nella sorveglianza della sua correttezza professionale e nel contempo propone che sia un giuri' a valutare le situazioni che potrebbero sfociare in un contenzioso giudiziario fra i giornalisti e la societa' civile.

La rivendicazione delle funzioni di controllo deontologico della categoria e' avvenuta a seguito dell'iniziativa del Garante delle telecomunicazioni che, nel contratto di servizio della Rai, ha inserito norme che rappresentano un vero e proprio codice di comportamento con confronti per individuare le violazioni e procedure per valutarle. L'Odg ha definito l'iniziativa "illegittima, prima che inopportuna", "del tutto unilaterale e da respingere al mittente".

"Le regole già ci sono - ha affermato l'Ordine - sono severe e nella stragrande maggioranza dei casi vengono applicate: anche dai giornalisti televisivi…! Non è immaginabile che i comportamenti professionali degli operatori dell’informazione siano modulati dalle rispettive aziende dove ciascuno lavora. Ne verrebbe fuori una professione a macchia di leopardo con maggiori o minori doveri, secondo il caso e, prevedibilmente, secondo interessi che niente hanno a che spartire con la correttezza dell’informazione"

Insomma, "L’authority faccia l’authority e il consiglio di amministrazione Rai si preoccupi di amministrare. I giornalisti hanno le istituzioni e le strutture gerarchiche cui fare riferimento".

Le stesse istituzioni tuttavia non sono contrarie alle innovazioni in materia di disciplina della stampa ed infatti chiedono un cambiamento in relazione alle possibili querele a carico di giornalisti accusati di diffamazione. Le querele e le richieste di risarcimento danni (talora alternative, talora abbinate) sono infatti un problema per giornalisti e giornali, e di fatto rischiano di limitare la liberta' di informazione e di espressione laddove - pur se infondate - tengono sotto pressione per mesi o anni gli operatori dell'informazione.

L'Ordine e' invece favorevole alla sostituzione del tribunale con un giuri', che e' stato anche previsto nel disegno di legge sulla riforma della professione giornalistica ora al vaglio della Commissione cultura della Camera dei Deputati. Attualmente il ricorso al giuri' - individuato dall'Ordine fra magistrati e componenti degli Ordini dei giornalisti - e' possibile soltanto se entrambe le parti sono d'accordo.

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