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Riforma
forense e giovani avvocati
di
staff
L’Associazione
Italiana Giovani Avvocati saluta con favore l’approvazione
della riforma dell’ordinamento professionale ad opera della
Commissione Giustizia del Senato, prendendo anche atto che
è stato rispettato l’impegno assunto dal Presidente Berselli,
nel corso dell’ultimo Congresso Straordinario AIGA tenutosi
a Genova a fine ottobre. "Ci si augura – ha affermato
il Presidente AIGA Giuseppe Sileci – che i lavori d’aula proseguano
con uguale speditezza e che, in considerazione della diversità
rispetto al testo originario del DDL, si emendino le norme
in tema di formazione permanente obbligatoria – che oggi prevede
troppe deroghe – e, soprattutto, a seria tutela dei giovani,
si preveda il giusto compenso per i praticanti e per i collaboratori
avvocati".
Secondo
Sileci, "la formazione permanente obbligatoria, richiesta
a viva voce dall’AIGA, deve divenire un obbligo di legge per
ogni avvocato, a prescindere dall’anzianità anagrafica e di
iscrizione all’albo. In merito alla collaborazione tra professionisti
– ha concluso il presidente AIGA – è auspicabile la previsione
di un equo compenso a favore dei giovani avvocati e dei praticanti,
che svolgono l’attività presso studi legali di cui non sono
titolari".
Non
concorda invece con la riforma, l’Unione dei Giovani Avvocati
Italiani, che gia' una settimana fa avevano parlato di "riforma
favorevole alle gerarchie ordinistiche ma contro la base della
classe forense, i consumatori ed il sistema produttivo italiano"
definendo "Business" quello della formazione a spese
dei legali, anche perche' vi sono troppe deroghe, come quelle
di docenti e politici (dai Parlamentari Europei agli assessori).
"Il tutto a danno degli altri avvocati, non rientranti
in queste categorie, che rimarrebbero gli unici a dovere sostenere
i costi - che ricadranno sui consumatori - e le perdite di
tempo per la formazione coattiva", ha spiegato il presidente
UGAI, Gaetano Romano.
L'Unione
dei Giovani Avvocati Italiani critica anche l'abolizione dell’abilitazione
automatica per diventare cassazionista e la normativa che
prevede la continuità professionale pena la cancellazione.
Per contrastare la riforma, l'UGAI scendera' in piazza Navona
a Roma il 28 novembre, chiamando a raccolta anche i cittadini,
che a suo avviso saranno danneggiati dalle nuove norme.
 
Dossier
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