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19 novembre 2009
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Riforma forense e giovani avvocati
di staff

L’Associazione Italiana Giovani Avvocati saluta con favore l’approvazione della riforma dell’ordinamento professionale ad opera della Commissione Giustizia del Senato, prendendo anche atto che è stato rispettato l’impegno assunto dal Presidente Berselli, nel corso dell’ultimo Congresso Straordinario AIGA tenutosi a Genova a fine ottobre. "Ci si augura – ha affermato il Presidente AIGA Giuseppe Sileci – che i lavori d’aula proseguano con uguale speditezza e che, in considerazione della diversità rispetto al testo originario del DDL, si emendino le norme in tema di formazione permanente obbligatoria – che oggi prevede troppe deroghe – e, soprattutto, a seria tutela dei giovani, si preveda il giusto compenso per i praticanti e per i collaboratori avvocati".

Secondo Sileci, "la formazione permanente obbligatoria, richiesta a viva voce dall’AIGA, deve divenire un obbligo di legge per ogni avvocato, a prescindere dall’anzianità anagrafica e di iscrizione all’albo. In merito alla collaborazione tra professionisti – ha concluso il presidente AIGA – è auspicabile la previsione di un equo compenso a favore dei giovani avvocati e dei praticanti, che svolgono l’attività presso studi legali di cui non sono titolari".

Non concorda invece con la riforma, l’Unione dei Giovani Avvocati Italiani, che gia' una settimana fa avevano parlato di "riforma favorevole alle gerarchie ordinistiche ma contro la base della classe forense, i consumatori ed il sistema produttivo italiano" definendo "Business" quello della formazione a spese dei legali, anche perche' vi sono troppe deroghe, come quelle di docenti e politici (dai Parlamentari Europei agli assessori). "Il tutto a danno degli altri avvocati, non rientranti in queste categorie, che rimarrebbero gli unici a dovere sostenere i costi - che ricadranno sui consumatori - e le perdite di tempo per la formazione coattiva", ha spiegato il presidente UGAI, Gaetano Romano.

L'Unione dei Giovani Avvocati Italiani critica anche l'abolizione dell’abilitazione automatica per diventare cassazionista e la normativa che prevede la continuità professionale pena la cancellazione. Per contrastare la riforma, l'UGAI scendera' in piazza Navona a Roma il 28 novembre, chiamando a raccolta anche i cittadini, che a suo avviso saranno danneggiati dalle nuove norme.

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