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07 novembre 2009
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Giustizia : Napolitano , no a tensioni e a riforme di corto respiro
di Mauro W. Giannini

Il Quirinale ha reso nota la lettera inviata dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al presidente dell'ANM, Luca Palamara, in risposta alla lettera dell'Associazione Nazionale Magistrati indirizzatagli e resa pubblica lo scorso 16 ottobre. Palamara aveva scritto per esprimere la preoccupazione dell'associazione delle toghe e della magistratura italiana "per la grave tensione che coinvolge le istituzioni del Paese e rischia di alterare l'equilibrio tra i poteri dello Stato".

"Non ho bisogno di dirle come susciti viva preoccupazione anche in me l'acuirsi della tensione tra le istituzioni della Repubblica, e in particolare tra quelle in cui s'incarnano i rapporti tra politica e giustizia. - ha scritto il Capo dello Stato - A questo tema dedicai d'altronde l'intervento di apertura della seduta del CSM del 14 febbraio 2008 ; intervento che aprì una libera e ricca discussione. Ritengo che le considerazioni da me allora svolte conservino un'attualità e un valore ancor oggi, rispecchiando quell'impegno di serena valutazione - cui sono tenuto in coerenza con la natura del mio mandato - dei termini del problema".

"Nell'affrontare la vicenda dell'attacco mediatico al giudice Mesiano - cui lei fa specifico riferimento nella sua lettera e di cui io stesso non ho mancato di rilevare il carattere 'inquietante' - il Consiglio Superiore della Magistratura ha auspicato il ritorno a un confronto che rimanga in una 'misura di civiltà e rispetto reciproco'. E' un invito equilibrato e sereno, che condivido nella mia veste di Presidente del Consiglio Superiore e di Capo dello Stato", ha detto il presidente.

"Sono convinto - ha aggiunto Napolitano - che, al di là delle contingenze, l'Associazione debba continuare a guardare a tutti i motivi e gli aspetti della crisi del sistema giustizia, offrendo - con rigore, con misura e senza scendere sul terreno dello scontro - la sua disponibilità a concreti contributi propositivi, come un interlocutore attento e credibile, fermo nella difesa dei principi fondamentali di indipendenza e autonomia - di cui sono e resto garante - ma sempre aperto al dialogo e all'ascolto. E ciò in vista di quelle riforme né occasionali né di corto respiro che auspicano tutti coloro che hanno a cuore un soddisfacente esercizio della fondamentale funzione di presidio della legalità, al servizio del cittadino e dei suoi diritti, nel rispetto reciproco e nella leale collaborazione tra tutte le istituzioni".

Il Presidente Napolitano ha altresì inviato al dott. Armando Spataro, primo firmatario di un appello sottoscritto da magistrati e giuristi, una lettera con la quale ha trasmesso copia della risposta all'Associazione Nazionale Magistrati: "Comprendo bene i motivi di grave e diffusa preoccupazione di cui lei e tutti i firmatari dell'appello vi siete fatti portatori. - ha scritto il Capo dello Stato - E la ringrazio per la 'certezza' che vi muove 'di avere in me un punto di riferimento solido e sicuro a difesa dell'indipendenza della giurisdizione'. E' questo un principio che il mio mandato costituzionale mi impone di tutelare: e lo faccio con piena convinzione, anche nel rivolgermi col dovuto equilibrio a tutti i soggetti coinvolti in un confronto - di cui da tempo tenacemente invoco la serenità e la misura - sulla crisi del sistema giustizia".

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