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Privacy
: emendamento call center , contrari Garante e associazioni
di
Tamara Gallera
"I cittadini verranno disturbati da una quantità incredibile
di telefonate pubblicitarie, anche se non hanno mai dato il
loro consenso alle chiamate", lo ha detto Mauro
Paissan, componente del Garante privacy, dopo l'approvazione
al Senato dell'emendamento che procrastina il termine per
l'uso degli elenchi di cittadini da parte dei call center
in deroga al decreto sulla privacy.
Paissan
ha sottolineato "gli effetti negativi dell'emendamento approvato
dal Senato sulle telefonate promozionali, che finirà col danneggiare
lo stesso telemarketing, che apparirà sempre più invadente
e insopportabile". "Si
tratta di un errore. Gli utenti telefonici – ha aggiunto Paissan
- verranno bombardati di messaggi e si vedranno costretti
a iscriversi a un apposito registro per opporsi. Ma questi
registri non hanno funzionato in nessun paese dove sono stati
istituiti. E comunque molti cittadini, soprattutto gli anziani,
troveranno molta difficoltà a manifestare il loro dissenso".
"Infine
– conclude Paissan – l'Italia con questa norma si rende responsabile
di un'ulteriore infrazione comunitaria e Bruxelles ce la farà
pagare".
E
nuovi interventi del Garante Privcy saranno solecitati dall'ADUC
qualora il provvedimento dovesse essere confermato alla Camera.
"La maggioranza e il governo hanno dato il via libera,
al Senato, al provvedimento che, tra l'altro, proroga il regalo
agli operatori di telemarketing a danno della privacy degli
utenti dei servizi di telefonia e in violazione delle norme
comunitarie in materia. - ha commentato l'ADUC in una nota
- Gli italiani che continueranno per altri mesi e mesi a subire
il martellamento telefonico dei venditori di tutte le risme
sapranno chi ringraziare. Inclusi i tanti pianisti della maggioranza
che hanno votato anche per conto dei colleghi assenti."
"Ci
si deve chiedere quali interessi spingano il parlamento a
consentire la violazione della privacy dei cittadini - ha
commentato il presidente dell'Osservatorio, Rita Guma - soprattutto
dopo le tante dichiarazioni sulla sacralita' della vita privata
in occasione delle vicende relative alle intercettazioni".
"Si
vede - ha aggiunto Guma - che cio' che e' sacro quando qualche
politicante e' a rischio inchiesta o ha timore che gli elettori
vengano al corrente delle sue scorrettezze commesse dietro
le quinte, diventa violabile quando e' il cittadino comune
ad essere preso di mira e per certi parlamentari e' molto
piu' conveniente proteggere interessi economici di soggetti
evidentemente non troppo lontani dal potere politico".
 
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