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Sostegno
agli alunni disabili : situazione critica anche nelle Marche
di
staff
Il
problema del sostegno agli allievi con disabilita' si accresce
in tutta Italia. Con l'inizio dell'anno scolastico gli allievi
con disabilita' anche grave di diverse regioni si trovano
con le ore di insegnante di sostegno ridotto senza poter intervenire
tempestivamente, cioe' nell'unico modo che non produrrebbe
danno. Cio' avviene a causa della normativa - voluta con la
finanziaria Prodi 2008 e confermata con il regolamento attuativo
del ministero Gelmini, che limita il rapporto fra studenti
disabili e docenti di sostegno in 2 a 1.
Il
problema e' noto anche all’ufficio del Garante per l’infanzia
delle Marche, che all'inizio di quest'anno scolastico ha ricevuto
- come lo scorso anno - diverse segnalazioni da parte di familiari
di alunni disabili che riferiscono di problemi ad assicurare
la presenza dell’insegnante di sostegno. Oggi alle segnalazioni
dei genitori si sono aggiunte quelle degli operatori delle
UMEE, i servizi pubblici deputati alla diagnosi e presa in
carico dei ragazzi che necessitano di sostegno scolastico.
Le ore di sostegno scolastico ed assistenza educativa, previste
dagli specialisti nei progetti terapeutici individuali, vengono
infatti sistematicamente tagliate, con conseguente possibile
compromissione del percorso di integrazione degli studenti
disabili.
L'Ufficio
del Garante sottolinea come "le circolari ministeriali
(la n. 19/08 e la n.63/09) impediscano di realizzare delle
deroghe, come invece avveniva negli scorsi anni, al numero
di ore di sostegno assegnate alle scuole, deroghe che possono
essere necessarie per aggravamenti o per inserimento di nuovi
casi. Tale disposizione è finalizzata a consentire il 'graduale
raggiungimento del rapporto medio nazionale di un insegnante
ogni due alunni diversamente abili'."
"Nella
nostra regione però - sottolinea il Garante, Samuele Animali
- tale rapporto sembra essere largamente peggiorato rispetto
agli standard previsti. Secondo le notizie che abbiamo oggi
nelle Marche c’è un insegnante di sostegno ogni 2,38 alunni
(mentre due anni fa il rapporto era di 1 a 2 e lo scorso anno
di 1 a 2,14). Ciò accade in quanto nell’ultimo anno vi è stato
un forte incremento dei richiedenti, mentre il numero degli
insegnanti è rimasto quello del 2008. A quanto ci risulta
anche molti enti locali, per le note ristrettezze finanziarie,
hanno tagliato la c.d. assistenza educativa scolastica, che
integra il sostegno ed è di loro competenza Chi rimane fuori
ha come unica alternativa il Giudice. Ciò innesca una sorta
di guerra tra poveri, per cui chi riesce ad assicurarsi ore
di assistenza, con significative spese legali, lo fa a scapito
di un altro bambino".
"Inutile
sottolineare che chi non viene seguito adeguatamente durante
l’infanzia (abbiamo rilevato che anche altri servizi pubblici
sono deficitari) non avrà poi altre occasioni per limitare
il gap di abilità con i coetanei", conclude l'avv. Animali,
che segnala queste vicende "per richiamare l’opinione
pubblica a riflettere sulle priorità individuate delle amministrazioni
locali e nazionali, anche in ossequio a quanto dispone l’art.
23 della Convenzione di New York con riferimento ai diritti
dei minori disabili. L’Italia è un paese all’avanguardia,
sul piano normativo, in tema di integrazione scolastica; ma
alla titolarità di diritti non sempre corrispondono politiche
locali e nazionali in grado di assicurarne il più ampio ed
effettivo esercizio".
 
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